Speciale Nine - Conferenza Stampa

Intervista ai protagonisti di nine, l'ultimo film del regista Rob Marshall

speciale Nine - Conferenza Stampa
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E' il 13 gennaio 2010. Immediatamente dopo la proiezione stampa del film Nine incontriamo, nella splendida sala congressi dell'Hotel Regis di Roma, il regista Rob Marshall accompagnato dalle dive Penelope Crùz, Marion Cotillard e dalla sempre splendida Sophia Loren, sorridenti e pronti alla valanga di domanda che i giornalisti presenti sono pronti a propinare loro.

Appena prima di sedersi il regista ha premura di specificare, in territorio italico, che il suo musical non è e non intende assolutamente essere un remake del capolavoro del nostro cinema, per cui prova un infinito rispetto.

Tra una battuta e l'altra quindi, complimenti appassionati e l'emozione inevitabile che si prova nell'avere tanto vicine star di questo calibro, può avere inizio la conferenza stampa: si dia inizio alle danze.

La conferenza

D: Signor Marshall, perchè proprio Fellini sul grande schermo con Nine?

RM: Immediatamente dopo Chicago, desideravo fare un film diverso, per astrazione e tematiche, che affrontasse in qualche modo temi appassionanti ma che potesse allo stesso tempo far parlare di se. Quando mi è stato proposto di girare la versione cinematografica del musical di Broadway ero estasiato, Fellini e l'Italia sono stati per me di grandissima ispirazione.


D: Penelope, ci parli del suo personaggio.


PC: Carla (amante di Guido, l'alter ego di Fellini, ndr) è un personaggio estremamente affascinante e allo stesso tempo incredibilmente controverso. Ho tratto moltissima ispirazione dagli scritti e dalle dichiarazioni di Sandra Milo, ossessionata da questo uomo che sapeva benissimo da cui sapeva di non poter avere nulla eccetto il suo corpo. Una donna che si vestiva, truccava e svegliava appositamente per lui pur non sapendo se e quando si sarebbe fatto vivo). Carla è una donna innamoratissima che, del resto come Luisa, ha capito di essersi innamorata di un sognatore, chiuso e tormentato dal suo universo personale.


D: Mentre per quanto riguarda il suo signora Cotillard? Luisa è il corrispettivo di Giulietta Masina, come ha vissuto il personaggio?


MC: La Masina è stata senza ombra di dubbio la mia fonte di ispirazione. Il suo rapporto con Fellini mi toccava profondamente nel suo essere così appassionato e tormentato allo stesso tempo. Ho cercato di entrare al meglio nel personaggio ed ho capito quanta sofferenza può dare essere innamorata di un uomo che vive in un mondo a parte, estraniato da tutto ciò che è comune.


D: Signora Loren, nel film interpreta il ruolo della madre di Guido, com'è stata scritturata?



SL: Quando Rob mi ha chiesto di intepretare il ruolo ho immediatamente accettato senza neppure conoscere il copione, avevo visto Chicago e lo avevo trovato


D: Riguardo l'oscar alla carriera che Fellini ricevette nel '93, che ricordo ha?


SL: Fu la sua ultima apparizione in pubblico, Ricordo che disse, salito sul palco "Ora vedrete che Giulietta inizierà a piangere", e così fu! Giulietta era lì seduta che piangeva in preda all'emozione.


D: Signor Marshall, lei mostra un'Italia stereotipata, è così che voi ci vedete all'estero?


RM: Il film è ambientato nel '64, un'epoca meravigliosa. E' un periodo che io ed il resto del mondo abbiamo imparato a conoscere proprio attraverso il cinema di Fellini e degli altri grandi italiani. E' quello che le persone vedevano.


D: Signora Loren, quali emozioni e ricordi le ha scaturito il film?


SL: Vecchi ricordi, di tanti anni fa, forse un po' malinconici. Io non ho mai fatto davvero parte della scuderia Fellini, lui non era in grandi rapporti con mio marito, è una cosa che mi è sempre dispiaciuta moltissimo.


D: Marion e Penelope, diteci altro sui vostri personaggi, siete due donne che condividono lo stesso uomo, soffrendo continuamente a causa sua.



MC: Credo che a Luisa in qualche modo piaccia Carla. Lei capisce perfettamente la sua sofferenza, sa cosa significa amare un uomo come Guido e ciò che porta un amore non corrisposto. Vede come peccati i continui tradimenti di suo marito ma, in tempi brevi, impara ad accettarli e comprende che quello che le sta di fronte ha un bambino dentro, un bambino così forte da essere parte dominante del suo modo di essere. C'è una scena che abbiamo girato e non è stata montata in cui si vede la stessa Luisa che invita Guido ad andare da Carla (la sequenza in cui lui viene chiamato dal medico per soccorrerla).


PC: Carla è una vera specialista nel mettersi all'ultimo posto nella vita di Guido, annullando completamente se stessa ed attendendolo il silenzio. Sa che Luisa è a conoscenza dei tradimenti del marito con lei e ne soffre, eppure non riesce a fare a meno della presenza di quell'uomo bambino che le ha conquistato il cuore.


D: Da dove ha tratto ispirazione per i personaggi? Daniel Day-Lewis sembra comminare proprio come Fellini in alcuni frangenti.


RM: Credo che Daniel sia uno dei più grandi attori esistenti, entra totalmente nel personaggio, lo studia e diventa lui. Il suo lavoro ci è stato di grandissimo aiuto ed ispirazione durante le riprese.


D: Che immagine avete di Fellini in america?


RM: Io amo l'Italia e Roma è la mia città preferita. Siete una nazione molto ammirata, purtroppo però Fellini non è molto conosciuto, spero vivamente che con questo film le persone si avvicinino a questo fantastico artista.

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