Nightmare Before Christmas: un classico d'animazione intramontabile

Lasciatevi catturare anche voi dall'incubo poetico e visionario di Tim Burton, adatto a un pubblico di tutte le età.

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Nightmare Before Christmas, il capolavoro d'animazione ideato da Tim Burton e diretto da Henry Selick nel 1993, nel corso degli ultimi vent'anni ha visto crescere la propria fama in modo esponenziale, diventando un vero e proprio polo catalizzatore di discussioni (all'interno della cultura pop) soprattutto nel periodo a ridosso di Halloween.
Il film, realizzato con la tecnica dello stop motion (mediante la quale si è anche riuscito a dar vita al King Kong del 1933), è riuscito a imporsi come vero e proprio metro di paragone per tutti i film successivi realizzati con il medesimo metodo, perché capace di raggiungere livelli qualitativi davvero fuori scala per l'epoca in cui è uscito e, ancora oggi, dal livello tecnico eccelso.
L'opera, in grado di trasformarsi in un appuntamento fisso sia durante le festività legate ad Halloween, sia durante le feste natalizie, risulta oggi più che mai un classico senza tempo, capace di far riflettere ed emozionare in egual misura sia i bambini che gli adulti.

Bimbi e bimbe di ogni età, ecco qualcosa che vi stupirà

La trama dell'opera, semplice ma originale, vede Jack Skeletron (Skellington per i puristi) a capo del Paese di Halloween, un luogo metafisico sede di creature spaventose come licantropi, vampiri, streghe (e mostri di varia natura) impegnati tutto l'anno a organizzare la caratteristica festa a cavallo tra la sera del 31 ottobre e il primo novembre. A complicare le cose però, ci pensa proprio lo stesso Jack, tremendamente annoiato dalla routine che ogni anno si ripete ciclicamente senza soluzione di continuità tra uno spavento e l'altro.
Il film, che mescola al suo interno varie influenze stilistiche che spaziano dal fantastico/favolistico al grottesco, può essere anche considerato un musical, dato che le numerose canzoni all'interno dell'opera non sono inserite come semplice riempitivo delle vicende, anzi, assumono il ruolo di motore propulsivo dell'intera struttura narrativa che si amplia, muta ed evolve proprio durante le sequenze musicali.
L'opera visionaria di Tim Burton è stata modellata secondo la sua personalissima impronta gotica (qui forse nella sua forma migliore), amalgamandosi perfettamente con la figura di Jack, l'istrionico (e splendidamente caratterizzato) protagonista delle vicende, supportato nella versione italiana dalla magnifica voce di Renato Zero, capace di superare anche il doppiatore/cantante originale Danny Elfman.
Fin dall'introduzione sulle note di Questo è Halloween, una delle sequenze più iconiche dell'intero film, Jack non appare solo come una figura di spicco all'interno della comunità in cui vive, dato che in realtà il suo ruolo rappresenta qualcosa di più; il suo corpo in fiamme, quando indossa il costume da Re delle Zucche, rinasce magicamente dall'interno della fontana nella piazza cittadina come l'araba fenice, conferendo a Jack quasi un ruolo di semidivinità con il potere di fare qualunque cosa.

Ma anche se è il sovrano del paese di Halloween, la guida solenne capace di risolvere qualunque problema, durante la profonda e toccante canzone Re del blu, re del mai, il protagonista esterna al mondo tutto il suo disagio e la sua malinconia per un luogo d'appartenenza che ormai non considera più suo, perché privo di nuovi stimoli.
Ed è proprio questa in realtà una delle caratteristiche principali di Jack; pur vantando infatti una personalità a tratti allegra e solare, non è in grado di essere realmente felice, dato che in cuor suo è cosciente di avere un vuoto interiore che lo consuma dall'interno.
La malinconia esistenziale alla base della sua personalità complessa e sfaccettata diventa così il motivo primario che lo porta a cercare a tutti i costi di evadere dalla realtà che conosce, perché ormai non può offrirgli più nulla.
Sally, la bambola non morta creata dal dottor Finklestein segretamente innamorata del Re delle Zucche, è l'unica che sembra accorgersi del tormento interiore del protagonista, così come delle sue contraddizioni, anche se, per via della sua timidezza, non riuscirà a esternare fin da subito i propri pensieri e sentimenti.

Non sforzarti di capirlo, devi solo immaginarlo

L'evoluzione caratteriale e morale di Jack passa proprio dal suo allontanamento dalla città di Halloween, dato che nella nuova città in cui si ritrova, dove i bambini giocano spensierati nella neve e la tristezza è solo un pallido ricordo, può finalmente rinascere.
Il protagonista è quindi colto da una vera e propria epifania, capace di sconvolgerlo a tal punto da cambiargli addirittura l'esistenza; nella Città del Natale tutto sembra perfetto ed è proprio per questo che nella sua testa balena l'idea di portare un pezzettino di quel mondo così bello a casa sua, nel Paese di Halloween.
Ancora una volta, attraverso una canzone, riusciamo a comprendere perfettamente tutti i pensieri che gravitano nella testa del protagonista, piena a tal punto da arrivare quasi a scoppiare; il brano L'ossessione di Jack può infatti essere considerato come un vero e proprio punto di non ritorno nello sviluppo introspettivo del protagonista che, quasi come in preda a un innesto nella propria mente, viene completamente assorbito dalla sua spasmodica ricerca per comprendere al meglio l'essenza stessa del Natale, che però non riesce ad assimilare fino in fondo.
Il protagonista infatti, in preda allo sconforto per l'incapacità dei suoi simili di capire davvero un qualcosa di così diverso dal loro modo di essere, decide di ergersi ancora una volta a guida della collettività travalicando però qualsiasi tipo di regola precostituita.
Così, come per magia, il Re delle Zucche sovrano di Halloween sceglie consapevolmente di sostituirsi a Babbo Nachele (versione del nome di Babbo Natale storpiata da lui stesso) in modo tanto rapido quanto pericoloso; ma nulla sembra essere rilevante perché non importa comprendere fino in fondo i motivi per cui decidiamo di fare una determinata cosa, l'importante è convincersi di averlo fatto.
Questi sono solo alcuni dei fattori in grado di denotare l'incredibile personalità (complessa e tormentata) di Jack, che non sfigurerebbe neanche di fronte ai protagonisti delle opere letterarie più famose di sempre, particolare ancora una volta in grado di ribadire la potenza universale dei film di animazione, capaci sì di parlare ai bambini, ma al tempo stesso in grado di risultare estremamente appassionanti e profondi anche per gli adulti.

L'incubo prima di Natale

A stupire, oltre alla già citata cura maniacale con cui è stato creato e concepito il protagonista, sono anche i numerosi personaggi secondari che compaiono durante tutta la pellicola, anch'essi molto ben caratterizzati e capaci di imprimersi nella memoria di ogni spettatore in maniera indelebile.
Oltre alla bellezza oggettiva di tutti i modellini (ricchi di dettagli e credibili durante ogni movimento), è doveroso citare l'incredibile personalità che li anima; Tim Burton, infatti, facendo leva su uno dei suoi principali temi narrativi/stilistici, ha voluto descrivere le creature di Halloween come mostri terribili e spaventosi solo in apparenza ma che, a parte il Bau Bau (l'antagonista del film), in realtà, non farebbero mai del male a qualcuno in modo intenzionale.
I mostri infatti si comportano in un determinato modo perché è semplicemente quella la loro natura; non c'è reale malvagità nelle loro azioni, dato che il male non sanno neanche cosa sia, nel paese di Halloween del resto esistono solo creature oscure. Sally, addirittura, riesce anche a provare uno dei sentimenti più forti e puri in assoluto: l'amore.

Gli stessi bambini a cui è indirizzato superficialmente il film, ritrovandosi in un primo momento anche spaventati dai mostri che compaiono nel corso della storia (perché diciamocelo, tutti da bambini alla prima visione abbiamo avuto un po' paura), riescono in seguito a capire che molto spesso le apparenze ingannano e anche qualcosa che all'inizio può apparirci come sgradevole e/o fuori dall'ordinario può in realtà nascondere un animo sensibile e nobile.
Ed è qui, ancora una volta, che Jack dimostra la sua grande forza caratteriale e umiltà di fondo, dato che nonostante tutti gli sbagli compiuti in nome della vanità e della superbia, alla fine comprende l'enorme sbaglio commesso proprio perché le sue azioni non sono state mai mosse dalla malvagità, arrivando anche a capire che non bisogna sforzarsi per apparire a tutti i costi in un modo diverso da quello che realmente siamo.

Nightmare Before Christmas nel mondo

Narra la leggenda che in un giorno imprecisato di tanti, tanti anni fa, Tim Burton, per caso, abbia visto un negoziante togliere dal proprio negozio le decorazioni di Halloween in favore di quelle natalizie; da quel semplicissimo, quanto se vogliamo ininfluente evento, Burton è stato colto da un lampo di genio che lo ha portato a creare una delle sue opere più famose.
Nonostante il buon successo iniziale però, l'opera non è riuscita immediatamente a far breccia nel cuore di milioni e milioni di fan, vuoi per la sua natura a tratti dark, vuoi per l'impiego della tecnica in stop motion, sicuramente innovativa ma lontana dagli standard di candore a cui la Disney aveva abituato il pubblico nei decenni precedenti.
Dagli anni 2000 in poi però, grazie anche alla versione in DVD, Nightmare Before Christmas ha iniziato a diventare sempre più famoso, riuscendo a espandere il proprio pubblico in maniera esponenziale anche grazie a una sequela infinita di prodotti derivati, come il videogioco omonimo o la versione manga a cura di Jun Asuka.
Oltretutto, Jack (con ovviamente Paese di Halloween annesso) è comparso anche a più riprese nella saga videoludica campione d'incassi Kingdom Hearts, particolare in grado di rimarcare la grande popolarità del personaggio anche a distanza di quasi trent'anni dalla sua nascita.
Ma oltre a tutto questo, il capolavoro di Tim Burton è riuscito addirittura a travalicare i confini dell'opera, diventando un vero e proprio fenomeno di moda e costume; tra il 2006 e il 2012 la figura iconica di Jack è stata infatti usata per creare numerosi abiti, spesso indossati anche da chi non aveva mai visto prima il film d'animazione.

La realtà, così, ha letteralmente superato la fantasia, dato che il concetto non sforzarti di capirlo, devi solo immaginarlo è diventato un qualcosa di concreto e tangibile, in un modo tanto esilarante quanto, per certi versi, surreale.
Proprio per questo se quest'anno, in occasione di Halloween, avete magari intenzione di travestirvi come uno dei personaggi di Nightmare Before Christmas (senza però conoscerne minimamente le caratteristiche e/o aver mai visto il film), potrebbe essere un ottimo momento per recuperare l'opera originale, così da scoprire (o riscoprire) la magia insita in un capolavoro capace di entrare di diritto in quel pantheon di classici senza tempo che ogni appassionato di cinema (e non) dovrebbe vedere almeno una volta. Ora tu, se lo vuoi, canta la ballata della zucca con noi.

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