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Netflix: 5 ghost story da vedere, da L'ombra della paura a Babadook

Andiamo alla scoperta di alcune ghost stories disponibili su Netflix, da 1921 - Il mistero di Rookford a Sono la bella creatura che vive in questa casa.

Netflix: 5 ghost story da vedere, da L'ombra della paura a Babadook
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In concomitanza con la recente uscita nelle sale nostrane dell'acclamato Ghost Stories, il nostro appuntamento settimanale con le proposte disponibili su Netflix si concentra per l'appunto su titoli a tematica spiritica, sia con produzioni originali o inedite sia con film distribuiti anche nei cinema. In quest'occasione andremo a parlare dell'iraniano L'ombra della paura, dell'"autoctono" Sono la bella creatura che vive in questa casa, del recente cult Babadook e dei britannici 1921 - Il mistero di Rookford e Il canale.

Babadook

Sei anni dopo essere rimasta vedova, Amelia cerca di dare un'educazione al figlio ribelle Samuel, di sei anni, che non riesce proprio ad amare. I sogni del bambino sono infestati da un mostro che crede sia venuto per ucciderli entrambi. Quando l'inquietante libro di fiabe Babadook arriva in casa, Samuel si convince che suddetta creatura sia quella che lo tormenta nelle fasi oniriche. Le sue allucinazioni diventano incontrollabili e lo rendono sempre più imprevedibile e violento. Amelia è costretta a fargli assumere dei farmaci, ma quando inizia a percepire una presenza sinistra intorno a lei, comprende come tutto possa essere dannatamente reale.
Horror psicologico che gioca bene le sue carte nel versante drammatico mettendo in scena il complesso rapporto tra madre e figlio, Babadook raggiunge l'apice del terrore nell'intensa mezzora finale, tra un'atmosfera sempre più inquieta ed efficaci jump-scares.

1921 - Il mistero di Rookford

In un'Inghilterra postbellica molti superstiti cercano conforto nello spiritismo. Ossessionata dalla tragica morte del fidanzato, Florence Cathcart è determinata a smascherare le teorie sul sovrannaturale, ricercando spiegazioni di tipo metodico e razionale. Tuttavia, quando viene chiamata a visitare Rookford, un collegio situato nelle campagne, al fine di indagare sulle presunte apparizioni di un fantasma di un bambino, la ragazza si sente costretta ad accettare il compito scoprendo inquietanti verità.
Girato tra l'Inghilterra e la Scozia un horror d'atmosfera che guarda ai classici del filone "case infestate", trovando adeguato supporto nell'ottimo cast (Rebecca Hall su tutti) e nella sottile atmosfera che permea i cento minuti di visione, tra una buona dose di spaventi e un discreto numero di colpi di scena.

Il canale

David, archivista filmico, si trasferisce con la moglie Alice in una nuova casa, dove crescerà anche il figlio atteso dalla coppia: cinque anni dopo l'arrivo nella dimora l'uomo scopre che tra quelle quattro mura ebbe luogo un brutale fatto di sangue, con il vecchio proprietario accusato dell'omicidio della compagna, assassinata con più di cinquanta coltellate davanti agli occhi delle figlie. David inizia ad essere vittima di incubi ricorrenti e la crescente gelosia nei confronti della compagna porterà ben presto passato e presente a fondersi pericolosamente. Pur adattandosi ai classici stereotipi delle haunted house il film di Ivan Kavanagh non è privo di sorprese, in un crescendo di tensione anche psicologica che lascia il segno complice l'efficace performance del cast e alcune interessanti soluzioni registiche.

Sono la bella creatura che vive in questa casa

La ventottenne infermiera Lily viene assunta per prendersi cura dell'anziana scrittrice di romanzi dell'orrore Iris Blum, ormai incapace di badare alle proprie necessità, che vive in una grande e isolata villa in campagna. La ragazza scoprirà ben presto come la dimora sia luogo di strani fenomeni, ricollegati a presenze sovrannaturali che sembrano avere molto in comune con uno dei libri pubblicati in passato dalla proprietaria.
Il figlio d'arte Osgood Perkins, erede del grande Anthony, firma una ghost story d'atmosfera particolarmente incentrata sui giochi di luce ed ombre, il tutto in un ritmo narrativo denso e raffinato che paga qualche lentezza ma trova efficaci soluzioni di sceneggiatura.

L'ombra della paura

Iran, anni '80. Nel pieno del conflitto con l'Iraq, Shideh è costretta ad abbandonare il proprio sogno di proseguire gli studi per diventare medico. La sua partecipazione in passato a moti studenteschi di estrema sinistra le nega infatti la possibilità di essere riammessa all'università; la situazione si riflette anche nel rapporto con il marito e la figlia piccola Dorsa. Quando l'uomo, un rispettato dottore, viene mandato sul fronte per prestare cure ai feriti e i bombardamenti su Teheran si intensificano giorno dopo giorno, la donna deve affrontare l'improvvisa e inspiegabile malattia della bambina che sostiene di essere perseguitata dai jinn, entità sovrannaturali da sempre presenti nel folklore locale. L'esordio dietro la macchina da presa di Babak Anvari è un'opera fortemente simbolica che oltre ad essere un horror ricco di fascino e suspense a tema offre anche uno sguardo fortemente socio-politico sul periodo narrato. In un film che trasforma i demoni di un intero Paese in entità reali e spaventose.