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Netflix: 5 film distopici da recuperare, da Hunger Games ad Equilibrium

Andiamo alla scoperta di alcuni titoli distopici presenti su Netflix, che non possono passare inosservati agli occhi degli appassionati.

speciale Netflix: 5 film distopici da recuperare, da Hunger Games ad Equilibrium
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Distopia portami via! Per il consueto appuntamento settimanale dedicato ai titoli disponibili su Netflix è questa volta il turno di quei film di fantascienza ambientati in un prossimo futuro diverso da quella odierno, non a caso il suddetto termine indica "un'immaginaria società o comunità altamente indesiderabile o spaventosa". Si passa così da veri e propri capolavori del calibro di Brazil firmato da Terry Gilliam a cult più o meno recenti come la saga di Hunger Games (di cui è attualmente presente solo il primo capitolo) e l'Equilibrium con Christian Bale, e ancora l'In Time di Andrew Niccol e il Codice Genesi con Denzel Washington.

Hunger Games

In un prossimo futuro il mondo è in uno stato di caos collettivo e il governo per tenere a bada i moti rivoluzionari decide di organizzare un violento reality show che catalizzi altrove l'attenzione. Ogni anno così il Presidente dà il via agli Hunger Games, una serie di estenuanti e pericolose prove da cui solo il vincitore potrà uscirne vivo e ricolmo di gloria. All'ultima edizione si offre volontaria la giovane Katniss che troverà tra i suoi sfidanti il coetaneo Peeta, innamorato di lei. Con chiare ispirazioni narrative dal cult nipponico Battle Royale, il primo adattamento dell'omonima saga di romanzi brilla soprattutto per l'intensa performance della protagonista Jennifer Lawrence, vero e proprio punto di forza di un'operazione costruita a tavolino per conquistare il pubblico di riferimento. Due ore di visione che, al netto di qualche ingenuità, intrattengono e avvincono quanto basta ponendo anche un attento sguardo sul mondo contemporaneo e sulle possibili derive future.

Equilibrium

In un prossimo futuro (inizio ricorrente in questo articolo) le autorità tengono sotto controllo la criminalità somministrando obbligatoriamente ai cittadini delle medicine create ad hoc che castrano completamente le emozioni: anche solo ridere e piangere, sintomi della mancata assunzione di farmaci, può costare il carcere o la pena capitale. John Preston è un agente / funzionario che per lavoro indaga proprio sui "ribelli", ma un giorno dimentica di prendere le sue medicine giornaliere e scopre la bellezza di nuove sensazioni mai provate prima, decidendo così di opporsi allo stesso sistema per cui lavora. Christian Bale ed Emily Watson sono i protagonisti di questo godibile action thriller a tema distopico che si rifà a due capisaldi, sia romanzi che relativi adattamento filmici, del genere, cioè 1984 e Fahrenheit 451, qui spinto su un versante ludico post-Matrix che regala discrete dosi di spettacolo proponendo spunti narrativi, per quanto non originalissimi, più incisivi della media.

In time

In un prossimo futuro (again), il tempo si compra letteralmente col denaro: grazie ad una modifica del gene dell'invecchiamento infatti i ricchi possono aspirare all'immortalità, mentre tra le classi sociali più deboli si arriva a stento ai 25 anni. Will, nel tentativo di salvare la madre morente, viene accusato di un omicidio mai commesso ed è costretto a fuggire prendendo come ostaggio la bella Sylvia, un'ereditiera milionaria. Andrew Niccol è un regista sempre lucido capace di utilizzare, spesso, la sci-fi per parlare anche di altro e anche con In time, un'operazione più mainstream rispetto al passato, inserisce nella sceneggiatura spunti originali sul significato della vita e sulla lotta di classe, mettendo in campo un eroe proletario (Justin Timberlake) e una coetanea dell'alta società (Amanda Seyfried), destinati ad innamorarsi tra fughe spericolate ed esplosioni in serie per una visione che avvince e convince.

Codice Genesi

Denzel Washington veste i panni di Eli, un vagabondo che si aggira per le terre desolate in completa solitudine da ormai molti anni: il mondo come lo conosciamo è solo un lontano ricordo e le strade sono invase da bande di predoni e fuorilegge. Il misterioso viandante ha una missione, proteggere l'ultima copia della Bibbia sopravvissuta all'Apocalisse. Ad ostacolarlo il crudele villain leader Carnegie (un ottimo Gary Oldman), ma questo non sarà l'unico nemico del protagonista, che si trova anche al lottare con la propria cecità. Diretto dai fratelli Hughes quest'epopea d'ambientazione desertica e distopica sfrutta al meglio alcuni espedienti narrativi (con tanto di citazioni a veri e propri personaggi cult come Zatoichi) e può contare su un cast d'eccellenza, anche se l'eccessiva connotazione cristologica appare a tratti fin troppo gratuita.

Brazil

Sam Lowry lavora come semplice impiegato al Ministero dell'informazione e da qualche tempo fa dei sogni ricorrenti in cui gli compare una misteriosa ragazza bionda. Casualmente un giorno si imbatte nella donna, possibile membro di un gruppo terrorista, finendo invischiato in un'incredibile avventura che potrebbe cambiare per sempre il corso della società. Ispirato dichiaratamente al 1984 di George Orwell, Brazil è un'opera onnivora e visionaria, ricca di influenze e generi miscelati con suggestiva ispirazione in un impianto distopico dove ha luogo un'atipica storia d'amore. La lotta del protagonista si trasforma così in un'ossessiva metafora sulla libertà, dove filosofia e politica vengono giostrate a piacimento da Terry Gilliam in un parco giochi dark ricco di invenzioni in serie, visive e di scrittura, per un viaggio immaginativo ed emozionale che conquista in ogni fotogramma.