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Netflix: 5 cult anni '80 da rivedere, da Wall Street a Re per una notte

Andiamo alla scoperta di alcuni cult anni '80 presenti su Netflix, titoli che non devono passare inosservati agli occhi degli appassionati.

speciale Netflix: 5 cult anni '80 da rivedere, da Wall Street a Re per una notte
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È sempre tempo di classici su Netflix e in questo nuovo appuntamento settimanale torniamo nel folto panorama delle produzioni anni '80, con altri cinque titoli che hanno segnato, chi più o chi meno, l'immaginario del grande pubblico. Una lista che comprende il primo capitolo di Tron, una commedia forse non così memorabile ma diventata subito cult quale Senti chi parla, un altrettanto divertente titolo quale Non guardarmi, non ti sento, un vero e proprio classico quale il Wall Street di Oliver Stone e il mai troppo citato Re per una notte di Martin Scorsese con Robert De Niro.

TRON

Flynn, geniale programmatore di videogiochi, viene disintegrato e trasportato nella realtà delle sue stesse creazioni, dovendo lottare contro la memoria centrale e il suo vecchio collaboratore che gli rubò il progetto per scopi economici. Prodotto dalla Disney, il primo film sulla realtà virtuale è affascinante quanto imperfetto. Ambizioso e visionario, alterna alti e bassi tra scelte di sicuro fascino e trovate meno riuscite, dimostrando però un mondo cibernetico totalmente folle e originale, visto anche l'anno di realizzazione. Un titolo per famiglie che con gli anni ha raggiunto lo status di cult, come dimostrato anche dalla realizzazione del pur controverso e recente remake, in cui Jeff Bridges si rivela roccioso protagonista in un cast senza infamia e senza lode.

Wall Street

Bud è un giovane broker che lavora come agente di borsa a Wall Street, finendo sotto la protezione di Gordon Gekko, spregiudicato speculatore finanziario che usa spesso pratiche poco chiare per risolvere i suoi affari. Quando l'uomo però manda in fallimento la compagnia aerea nella quale lavora il padre di Bud, il ragazzo aprirà finalmente gli occhi innescando un acceso scontro con il "maestro". Un film iconico, sia per la gestione dei personaggi che per la "sacralità" di battute e dialoghi messi a questi in bocca (con un Michael Douglas straordinario meritatamente premiato con l'Oscar), con cui Stone mette alla berlina le dinamiche delle logiche di potere e finanziarie di un Paese sempre più lontano dall'American Dream.

Non guardarmi, non ti sento

Dave è bianco e sordo, Wally è nero e cieco. I due, che lavorano come edicolanti, sono gli unici testimoni del delitto di un bookmaker, ma quando riferiscono alla polizia di non aver visto né sentito nulla a riguardo del delitto non sono creduti, venendo anzi sospettati come potenziali colpevoli. Per cercare di scagionarsi decidono di mettersi sulle tracce, con l'aiuto della sorella di Wally, dei veri assassini... La strana coppia formata da Gene Wilder e Richard Pryor, al loro terzo film insieme, regala un grasso numero di risate in questa commedia degli equivoci giocata sulle disabilità dei due protagonisti, tra gag e situazioni via via sempre più esilaranti. Certo non manca qualche caduta di stile, ma il divertimento seppur di bocca buona è sempre assicurato.

Senti chi parla

Mollie è incita ma il padre del bambino l'ha lasciata per un'altra. Quando cominciano le doglie la donna viene accompagnata in ospedale da un tassista che, dopo il parto, torna a trovarla e, innamoratosene ricambiato, decide di crescere insieme a lei il bambino diventandone il padre. Esile nella struttura ma incisiva nell'azzeccata scelta di dotare il bambino (fin da quando è nel pancione materno) di una voce adulta (in italiano quella di Paolo Villaggio, ma se volete godervi la versione originale è quella di Bruce Willis) dando vita ad una serie di battute esilaranti, Senti chi parla è una commedia pur nella sua "genuina ingenuità", riesce a regalare risate in serie ottenendo lo status di cult con tanto di ben due sequel.

Re per una notte

Robert Pupkin è un giovane aspirante comico che ossessiona il divo televisivo Jerry Langford per ottenere un ruolo nel suo programma, arrivando a sequestrarlo pur di raggiungere il suo scopo. Dopo il rapimento sostituisce il "mentore" proprio nello show in diretta nazionale, riscuotendo un grande successo. Nonostante il disastro al botteghino, Re per una notte ha ottenuto il plauso della critica e non poteva essere altrimenti. Scorsese firma una satira intelligente e spietata sul mondo televisivo e sulla sete di fama, pronta a condurre un uomo qualunque a diventare un criminale giusto per qualche minuto di notorietà. Il tutto in una confezione esemplare, degna di soluzioni registiche di gran classe e impreziosita dalle sontuosa performance di un istrionico e incontenibile De Niro e di una leggenda quale Jerry Lewis.