Mulan: la vera storia dietro l'eroina cinese al cinema

Ora che il live action di Mulan è arrivato su Disney+, andiamo a scoprire la vera storia dell'eroina cinese per eccellenza.

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Il live action targato Disney è ormai in streaming: Mulan diretto da Niki Caro è su Disney+, con un cast che comprende divi del cinema d'Oriente come Donnie Yen, Jason Scott Lee, Gong Li, Jet Li, Tzi Ma e soprattutto Liu Yefei nei panni della leggendaria ragazza che fu guerriero. Quando uscì nel 1998 Mulan segnò un'epoca, dal momento che propose al pubblico un'eroina determinata e audace, alle prese con un mondo in cui essere donna comportava solo doveri e difficoltà.
Il cartone animato fornì una divertente ma tutt'altro che superficiale immersione dentro il lontano Oriente, nel periodo in cui il territorio cinese era in una fase molto delicata, sottoposto a notevole pressione da parte di invasioni straniere particolarmente pericolose.

Protagonista del classico Disney era appunto la giovane Hua Mulan, figlia di Hua Hu, noto condottiero e stimato guerriero, richiamato come tutti i riservisti alla difesa dei confini di un regno che rischiava di soccombere. Vecchio e malato, viene sostituito dalla figlia, decisa a salvare la vita al genitore e contemporaneamente a mantenere intatto l'onore della famiglia, con il rischio di venire giustiziata se scoperta.
Ma il Classico Disney non era poi così diverso dalla realtà, da quella leggenda situata in un momento storico preciso, con le Dinastie del Nord e del Sud.

Un'epoca caotica e complicata

L'epoca in cui visse Mulan era una delle più complicate per la Cina, che da poco era tornata ad avere una dinastia (la dinastia Sui) in grado di unire i territori che per molto tempo erano rimasti terra di caos e lotte interne. Dal V alla fine del VI secolo, infatti, la dinastia Jin, fondata dalla nobile casata dei Sima dopo il famoso periodo dei Tre Regni e che aveva garantito una forte coesione tra i vari territori della Cina, era caduta in disgrazia. Sia per le frequenti ribellioni, sommosse e scontri interni, sia per le invasioni.
La conquista a nord del regno di Wu da parte dei barbari, e la cosiddetta Guerra degli Otto Principi, crearono parecchio caos e aumentarono la frammentazione tra i vari regni.
Era la situazione ideale per le popolazioni nomadi, che da sempre miravano a conquistare i territori cinesi. Stando a quanto è stato ricostruito, Mulan era una cittadina del Regno cinese degli Wei del nord, che si trovò per primo a essere minacciato dagli invasori: i Rouran.

I Cavalieri venuti dal Nord

I Rouran erano temibili cavalieri, feroci in battaglia, aggressivi ma poco coordinati. Furono il prototipo di quelle popolazioni nomadi che di lì a qualche secolo avrebbero trovato negli Avari, negli Unni e soprattutto nei Tartari e Mongoli i conquistatori di vastissimi territori in Asia e Medio Oriente.
Contavano sulla mobilità, sulla sorpresa, nonché sulla terribile fama di crudeltà e straordinaria abilità nel combattere a cavallo.
Nemici molto ostici per le truppe dei regnanti cinesi, quasi sempre formate da fanteria, debole contro gli arcieri e lancieri a cavallo dei barbari del nord.
Anche per questo la Grande Muraglia era così importante, visto che permetteva di annullare il vantaggio da parte delle tribù nomadi in termini di mobilità e potenza d'urto. Ma spesso anche questa formidabile barriera non bastò.

A quanto si sa oggi, i Rouran erano sempre stati divisi tra tribù in perenne guerra tra loro, fino alla comparsa sulla scena di Yujiulu Shelun. Egli si fece eleggere capo supremo e puntò con decisione verso il Regno degli Wei nel 424 d.C., conquistando diversi territori e mettendo le mani su grossi tratti della famosa Via della Seta.
Fu solo l'inizio di una serie di offensive che la Dinastia Sui e poi la ben più salda dinastia Tang avrebbero debellato con molta fatica, dopo anni di guerre e spedizioni, intervallate da proposte di pace e matrimoni politici.

Un'opera senza tempo

Sanguinose battaglie si alternarono tra le truppe cinesi e gli invasori Rouran, tra la fine del V e l'inizio del VI secolo, un'era che fu scelta dal grande poeta e letterato Guo Maoqian per ambientare la Ballata di Mulan, l'opera più famosa dedicata alla guerriera cinese.
Formata da 31 distici dalla struttura irregolare, la Ballata di Mulan fu creata sulla base di alcune fonti letterarie del VI secolo attribuite comunemente al poeta Liang Tao, e divenne immediatamente molto popolare. Nel 1593, il grande autore, pittore e letterato Xu Wei la riprese e ne fece un'opera in due atti dal titolo La Ragazza Mulan.

Per finire, nel XVII secolo, all'inizio della dinastia Qing, lo scrittore Chu Renhuo ne realizzò uno dei primi esempi orientali di romanzo storico, molto più tragico e maggiormente connesso a personaggi di primo piano dell'epoca. Tutto questo non fece che cementarne la fama tra i diversi ceti della popolazione.
Ancora oggi la leggenda di Mulan è considerata, assieme al dramma amoroso di Shanbo e Yingtai, la più importante della tradizione popolare della Cina.

Un inganno lungo 12 anni

Giovanissima ragazza, Mulan si spacciò per il fratello minore, anch'egli figlio di Hua Hu. Uno scambio di personalità che, al contrario della versione Disney, fu accettato a malincuore dal genitore, che aveva personalmente addestrato la figlia.
Hua Hu era conscio che non poteva essere utile contro i nemici data la sua età avanzata, ma che doveva anche preservare l'onore della famiglia.
Spacciandosi per giovane uomo, Mulan ebbe il suo bel daffare per superare il durissimo addestramento, e per non farsi scoprire in un'armata dove di privacy ce n'era veramente poca. Al contrario di quanto si vede nel cartoon Disney, Mulan non stette via per pochi mesi, ma per ben dodici anni.
E in quel periodo di tempo si distinse per valore, coraggio, altruismo e leadership, diventando addirittura Generale d'Armata e Comandante in Capo del fronte Settentrionale del Regno.

Alla fine fu grazie a lei che l'esercito dei Rouran e dei loro alleati venne sconfitto definitivamente in una battaglia vicino alla Grande Muraglia, dopo la quale rifiutò ogni onore e incarico e tornò nel suo villaggio.
Rifiutò anche proposte di matrimonio da parte delle famiglie di famosi funzionari, nobili e generali, l'ultimo dei quali fu il primo a scoprire la verità, avendola sorpresa senza il suo travestimento.
Fu allora che Mulan decise di rivelare a tutti (compresi i suoi vecchi compagni d'arme) la verità e il motivo del suo inganno.
Naturalmente, nel corso dei secoli, il nome della protagonista cambiò diverse volte, a seconda della versione e della dinastia in carica, ma rimase un fulgido esempio di coraggio e altruismo.
Tutto ripreso non solo dal grande classico Disney, ma anche in numerosi film e serie tv girate in Oriente, senza dimenticare le opere letterarie, romanzi e fumetti che hanno raccontato la leggenda di Mulan.

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