Mulan: tutti i film dell'eroina cinese dal 1928 al 2020

Scopriamo la storia cinematografica di Hua Mulan, figura leggendaria della mitologia cinese presente nella cultura popolare da quasi cento anni.

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Per prepararvi all'uscita del Mulan di Niki Caro direttamente su Disney+, decisione che ha infiammato gli esercenti, abbiamo organizzato un viaggio nella storia cinematografica di Hua Mulan, la figura mitologica che ispirò nel 1998 il celeberrimo film d'animazione di Tony Bancroft e Barry Cook.
Anche con lei - come per tante altre favole Disney - non si è mai partiti da una storia originale, dato che il Classico di fine anni '90 fu a sua volta remake di tantissimi lungometraggi (live-action) precedenti, realizzati fin dagli anni '20.
Questo perché la leggendaria eroina cinese, che affrontò le differenze di genere e si arruolò in un esercito di soli uomini per difendere la sua famiglia e il suo Paese, nacque addirittura nella Cina del VI secolo, nelle pagine del poema denominato La Ballata di Mulan.
La prima proposizione audiovisiva della storia (che si attribuisce al filosofo e scrittore Lang Tao) arriva addirittura nel 1927 col titolo di Hua Mulan Joins the Army, prodotta dalla leggendaria Tianyi Film Company, fra i maggiori studi cinematografici cinesi dell'era pre-Seconda Guerra Mondiale.
Il film, muto, oggi è praticamente introvabile, ma siccome la divulgazione delle storie avviene con la loro ripetizione, ancora oggi vive nel suo lascito. Come una leggenda. Perciò andiamo a vedere tutti i film con Mulan oltre al celeberrimo cartone animato Disney.

Mulan Joins the Army (1928), di Hou Yao

Come abbiamo anticipato, il primo film su Mulan è andato perduto, partiremo quindi da una delle prime grosse produzioni della Minxin Film Company (rivale della sopracitata Tiany), con una troupe costituita da ben venti individui (tantissimi per l'epoca), quattrocento comparse per rappresentare gli eserciti e un budget della bellezza di 30mila yuan.
La regia fu affidata a Hou Yao, già all'epoca conosciuto per le sue lotte sulla parità di genere e che sarebbe stato assassinato qualche anno dopo durante l'invasione della Cina da parte dell'Impero Giapponese, che aveva contribuito a combattere con la produzione di numerosi film patriottici.
Purtroppo il suo Mulan, sempre appartenente al cinema muto, fu un grande insuccesso a livello economico, e come il suo predecessore diretto da Li Pingqian oggi è andato perduto.

Mulan Joins the Army (1939), di Bu Wancang

Undici anni più tardi la Xinhua Film Company, una delle pochissime case di produzione ancora attive dopo l'invasione giapponese del '37, commissionò un nuovo remake della storia di Hua Mulan al regista Bu Wancang, fra i più noti dell'epoca classica del cinema cinese.
Il film ottenne il successo sperato, sia a livello di pubblico che soprattutto di critica: ancora in bianco e nero ma adesso col sonoro, Mulan Joins The Army è anche un vero e proprio miracolo cinematografico, in quanto riuscì a farsi largo fino al suo pubblico nel bel mezzo della Seconda Guerra Sino-Giapponese risvegliandone l'anima patriottica.

Lady General Hua Mu-lan (1964), di Yueh Feng

A metà degli anni '60 arrivò invece l'adattamento più famoso (per quanto riguarda il mercato orientale) della leggenda di Hua Mulan, prodotto dalla storica Shaw Brothers e addirittura distribuito anche negli Stati Uniti (un anno dopo l'uscita originale a Hong Kong).
Diretto da Yueh Feng, l'opera è conosciuta per essere non solo la prima rappresentazione audiovisiva di Mulan a beneficiare del colore, ma anche quella che per prima pensò di tuffarsi nei territori del musical, spunto narrativo che avrebbe influenzato successivamente il Classico Disney.

Mulan (1998), di Tony Bancroft e Barry Cook

Nel 1998 la Disney porta al cinema l'opera più famosa legata alla leggenda di Hua Mulan, col 36esimo classico d'animazione che stravince agli Annie Awards con dieci premi (inclusi miglior film e regia) su dodici nomination e che incassa una candidatura come miglior colonna sonora agli Oscar, quando ancora gli Academy Awards non avevano aperto una sezione per i film animati.
Una curiosità: il film era considerato dalla Disney una sorta di salvagente per i rapporti con la Cina e il suo mercato, col governo cinese che in termini di censura si era inasprito nei confronti di Hollywood a causa di Kundun di Martin Scorsese, una biografia del Dalai Lama finanziata dalla Disney attraverso la Touchstone Pictures, bollata come politicamente provocatoria.
Al film animato non andò particolarmente bene in oriente, dato che oltre ai pochi incassi dovuti alla pirateria, venne accusato dal pubblico cinese di aver rappresentato Mulan in maniera troppo occidentale e di aver aggiunto modifiche troppo sostanziali alla storia.

The Secret of Mulan (1998), di Peter Fernandez

Non lo conosce praticamente nessuno, ma il povero The Secret of Mulan uscì per la Hong Ying Animation e la distribuzione americana della Sterling Entertainment Group in contemporanea col Mulan della Disney, e da questo fu ragionevolmente eclissato.
Solo per il mercato home-video, e alla modica durata di appena cinquanta minuti, presentava per la prima volta una versione della storia dell'eroina cinese popolata da animali antropomorfi.
Che ci crediate o meno lo spunto nacque dalla fusione del poema epico originale del VI secolo all'estetica di A Bug's Life, film della Pixar uscito sempre nel 1998.
Il risultato di questo orribile ma indimenticabile minestrone è una Mulan col corpo di formica dotata di sei gambette forzute, con le quali ancora una volta riuscì a respingere l'invasore.

Mulan II (2004), di Darrell Rooney e Lynne Southerland

Sequel dell'adattamento disneyiano e ambientato a trenta giorni dagli eventi del primo film, Mulan II racconta la storia di come Mulan e il generale Li Shang, in missione speciale, devono scortare le tre figlie dell'Imperatore lungo tutto il Paese per incontrare i loro futuri mariti.
Come tutti i sequel dei Classici Disney (eccezion fatta per Frozen 2), il film fu prodotto esclusivamente per il mercato casalingo, senza ambizioni né grandi risultati.

Mulan: Rise of a Warrior (2009), di Jingle Ma

Trainato dalla protagonista Zhao Wei (la cui interpretazione dell'eroina le valse praticamente tutti i premi dell'industria cinematografica cinese), Mulan: Rise of a Warrior è il primo blockbuster live-action arrivato dopo il successo del film d'animazione della Disney.
Prodotto in associazione da sei diversi studi, rappresentò un grande successo di critica e pubblico per il regista Jingle Ma, che fu in grado di distanziarsi tantissimo dal film animato di undici anni prima.

Mulan (2020), di Niki Caro

Dopo che i piani per un nuovo adattamento prodotto dalla Sony Pictures con Alexander Graves sono nati e poi defunti strada facendo, la Disney aggiunge alla sua collana di remake live-action quello che a oggi è il progetto cinematografico più imponente legato alla leggenda folkloristica cinese, con 200 milioni di dollari di budget, una regista donna alla guida di un cast interamente asiatico, con Liu Yifei nei panni della protagonista e i maestri del cinema d'arti marziali Donnie Yen e Jet Li.
Hollywood e l'Oriente si sono avvicinate sempre di più negli ultimi anni in termini di produzioni e risultati box office, ma con la storica decisione della Disney di proporre Mulan direttamente su Disney+, il film della Caro potrebbe davvero rappresentare l'anello di congiunzione definitivo tra le due realtà.

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