Mulan, un adattamento live-action in salsa wuxiapian: l'analisi del trailer

La Disney ha diffuso online il primo trailer della trasposizione diretta da Niki Caro, molto più improntata al reale e stilisticamente orientaleggiante.

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Neanche il tempo di lasciar scemare le polemiche legate al casting de La Sirenetta che subito la Disney si rimette ancora una volta al centro di un polverone, relativo questa volta al primo trailer ufficiale del live-action di Mulan. Le discussioni e le polemiche vanno comunque oltre il casting, interamente orientale (tranne Jason Scott-Lee) e pieno di grandi star cinesi, perché più di tutto a non essere piaciuto nel footage è stata la totale assenza di elementi fantasy, se vogliamo di magia, su tutti sicuramente l'adorato Mushu, il draghetto Rosso guida spirituale della protagonista.
Più nel dettaglio, a dire il vero, è proprio Mushu il solo e unico elemento fantasioso legato anche al classico originale, che basato sulla leggenda di Hua Mulan racconta l'eroica epopea di una donna ribellatasi ai dettami di un sistema patriarcale, scegliendo da sola il suo destino e sprigionando il suo massimo potenziale.
Un empowerment femminile prima ancora che se ne parlasse, insomma, con Mulan che rappresenta il coraggio di opporsi al potere, maturando di conseguenza e guadagnando infine anche il rispetto di una nazione grata. È anche un affresco storico romanzato, visto che racconta il vero attacco degli Unni alla Cina, invasori inarrestabili del Nord che smobilitarono l'intero esercito Imperiale della Dinastia Sui per essere fermati. Rispetto a molti altri classici Mulan è quindi uno dei più sobri in termini fantasy, nonostante contenga svariate situazioni che contemplano la presenza di elementi immaginifici, che non mancheranno nella confezione finale del live-action.


Viaggio in oriente

Il film diretto da Niki Caro (La signora dello Zoo di Berlino) appare dunque profondamente radicato nella cultura e nello stile cinese, pur restando una trasposizione dell'amato classico Disney. Si evince perfettamente dal trailer ufficiale, che ripropone infatti molte sequenze iconiche del cartoon del 1998, quali ad esempio l'allenamento nell'esercito, la presentazione alla famiglia dello sposo o la battaglia sulle nevi contro gli Unni (in parte più grande e revisionata). Restando però adattamento del classico, il titolo vuole anche rappresentare meglio i costumi e il cinema della nazione raccontata, prendendosi per questo diverse libertà e guardando molto più alla leggenda e a Viaggio in Occidente, l'immortale classico della letteratura cinese.

Non è dunque chiaro se Mushu possa esserci o meno e se possa essere un drago o una fenice, essendo un animale guida evocato dagli antichi per proteggere Mulan, ma è comunque certo che nella trasposizione saranno presenti elementi fantastici, di grande impatto, saldamente legati alla cultura cinese dell'epoca. Il villain principale non sarà infatti Shan-Yu, condottiero degli Unni senza poteri, perché a sostituirlo troveremo la strega Xian Lang interpretata da Gong Li, che descrive il personaggio come "una mutaforma capace di trasformarsi anche in un migliaio di aquile", molto vicina a un demone presente proprio in Viaggio in Occidente. Nel trailer non si vede perché sarà presumibilmente presentata al grande pubblico nel full trailer ufficiale che arriverà in autunno, senza contare poi che la post-produzione è iniziata soltanto da poche settimane e che continuerà almeno fino al prossimo novembre, il che significa un lavoro di rifinitura dei VFX, del montaggio, dell'editing e della CGI ancora alle fasi iniziali, come si intuisce anche dalle immagini nel filmato.
C'è un chiaro intento di restare più connessi alla realtà e creare un viaggio indimenticabile vicino alle tre ispirazioni sopra citate, eppure non pensate neanche per un istante che possa mancare quella magia che ha reso grande il classico di vent'anni fa, perché sarà presente ma trasformata, diversa ma sempre incisiva, più moderna, figlia dei nostri tempi e di un cospicuo investimento superiore ai 300 milioni di dollari. E non sono speculazioni, perché le informazioni ce le rivelano il budget, le dichiarazioni degli attori e i tanti rumor anche semi-confermati degli ultimi mesi.

A noi questo Mulan affascina e intriga. Ci piace pensare a un blockbuster orientaleggiante, costoso, prodotto da una società capitalista e occidentale come la Disney e amiamo quello stile che ricorda da vicino i grandi autori del wuxiapian cinese, il cinema "cappa e spada" di genere, estremo e svolazzante, tanto caro ad autori come Zhang Yimou, Ang Lee o a Hou Hsiao-hsien, quest'ultimo regista del meraviglioso The Assasin, a cui il Mulan della Caro sembra in parte attingere nella cura delle scene.
Troviamo anche onesta e credibile la scelta di Yifei Liu nei panni della protagonista, che sembra non tradire neanche nello spirito l'animo tormentato ma forte e deciso di Mulan. Sembra in definitiva un progetto diverso e coraggioso, che ci auguriamo possa rivelarsi di grande fattura, qualità e successo.

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