Motore e... azione: 10 combattimenti che ci hanno infiammato l'anima

Cinema e Azione sono un'accoppiata vincente da sempre. In questa classifica, andremo a rivivere 10 combattimenti che hanno fatto la storia.

speciale Motore e... azione: 10 combattimenti che ci hanno infiammato l'anima
INFORMAZIONI FILM
Articolo a cura di

Cinema e azione sono da sempre un binomio tra i più felici e utilizzati. La storia della settima arte è fatta di sequenze di combattimento dalle ambientazioni più disparate e varie, di scontri che hanno infiammato l'anima e sono entrati nella memoria del pubblico, spesso legandosi a una dimensione estetica e semiotica, andando oltre il semplice "escamotage".
Certo, fare una lista dei 10 migliori combattimenti è veramente difficile. Con l'avvento di una CGI sempre più avanzata ci si è anche chiesti se e quanto tali sequenze possano essere valutate, visto il minor apporto della componente "umana".
Eppure, il cinema (soprattutto quello orientale) è stato comunque in grado di spingersi oltre, di contagiare il resto del mondo in un percorso a metà tra tradizione e sperimentazione.

Atomica bionda

Le donne nei film d'azione ormai sono assolute protagoniste da anni, e da questo punto di vista poche attrici sono state così importanti come Charlize Theron.
In Atomica bionda interpreta un agente dello spionaggio inglese nella Berlino che di lì a poco vedrà crollare il Muro, si muove in un dedalo fatto di tradimenti, false verità e soprattutto killer implacabili e che commettono l'errore madornale di sottovalutarla.
Al contrario di tante altre eroine, nel film di David Leitch Lorraine Broughton combatte in un universo molto realistico, non potendo competere in forza fisica e potenza, si affida a capacità di improvvisazione, tecnica, utilizzando ogni oggetto che la possa aiutare, con una chiara e vasta conoscenza delle arti marziali.
Tuttavia ciò non le evita di venire colpita e ferita, come nella sequenza in cui si confronta su una rampa di scale con due nemici, contro i quali dà il via a un combattimento che per coreografia, realismo e dinamismo della regia è veramente uno dei migliori mai realizzati negli ultimi anni. E già si aspetta un sequel su Netflix.

Undisputed II

Film sulle arti marziali tra i più interessanti, che ha sancito una svolta tecnica non da nulla, Undisputed II è un piccolo gioiello, sicuramente tra i migliori del genere.
Protagonista è l'ex Campione di boxe in disgrazia George Iceman Chambers (White) che si trova costretto a confrontarsi in un lungo e pericoloso torneo di arti marziali miste carcerario, e infine a battersi con il campione in carica: il ferocissimo Boyka (Adkins).
Già colleghi in numerosissime produzioni e b-movie, White e Adkins hanno dato vita a ben due match che sembrano usciti dai migliori picchiaduro virtuali di sempre, in cui hanno esibito agilità, preparazione e doti tecniche a dir poco disumane.
A 14 anni di distanza è difficile trovare dei combattimenti al livello del primo tra i due, in cui Adkins mostrò il suo leggendario "Guyver Kick", riproposto in molti altri film, tra cui Doctor Strange. Per chi ama il genere, una perla.

Conan il barbaro

Il film di John Milius ancora oggi è sicuramente uno dei più epici di sempre. Lanciò la carriera cinematografica di un Arnold Schwarzenegger che ancora oggi impressiona per fisicità e per come seppe dare al personaggio una colossale forza unita a una grande fragilità.
Pieno di morte, sangue, combattimenti ma anche di una certa ironia, con la vendetta come tema principale, il film ha nell'amicizia virile e nel codice del guerriero qualcosa di preponderante, e che raggiunge il suo climax nel combattimento finale nella Necropoli.
Qui, Conan si esibisce in una storica preghiera al dio Crom, accompagnata dalla fantastica colonna sonora di Basil Poledouris: uno dei momenti più epici e "testosteronici" che si ricordino, così come lo scontro selvaggio.
Ancora oggi il film di Milius ha pochissimi pari nel saper regalare battaglie in cui risuona il fragore del mito e della gloria epica antica.

The Raid 2

Arduo scegliere tra i due film della saga diretta con maestria da Gareth Evans. Entrambi sono action assolutamente fantastici, con scene di combattimento tra le più pazzesche mai viste, tra spari, duelli all'arma bianca e un'incredibile maestria nel Pencak Silat, l'arte marziale principale del Sud Est Asiatico.
Tuttavia il secondo film ha un duello tra il protagonista (interpretato da Iko Uwais) e l'Assassino (Cecep Arif Rahman) che per ritmo, difficoltà e realismo rappresenta il top assoluto dell'ultimo decennio. E forse anche di più.

La cucina è il teatro di uno scontro che inizialmente omaggia I 3 dell'Operazione Drago di Bruce Lee, poi improvvisamente cambia, diventa qualcosa in cui regna l'improvvisazione, scompare l'epica, in favore di un iper-realismo truculento.
Con una regia che lascia a bocca aperta, un montaggio perfetto, un crescendo ritmato da una colonna sonora efficace e il sangue e le ferite che si accumulano, questa scena di The Raid 2 ha confermato la superiorità del cinema asiatico d'azione in termini di qualità e innovazione.

Hero

Da molti punti di vista il vertice artistico del genere wuxia, un capolavoro firmato da Zhang Yimou che rappresenta un inno alla filosofia, a tutto ciò che di profondo e complesso si nasconde dietro il mondo delle arti marziali.
Onore, rispetto, scoprire ogni giorno qualcosa in più su se stessi, elevarsi oltre la materialità e le passioni.
Hero è stato tutto questo, ci ha regalato alcuni combattimenti sensazionali, ma è soprattutto quello iniziale tra Jet Li e Donnie Yen che rimane un perfetto esempio di perfezione estetica e tecnica, dove viene mostrato in modo profondo e bellissimo cosa sia in realtà un combattimento: il confronto tra due personalità, due anime, due modi di vivere.
Con un alternarsi tra il colore e un elegantissimo bianco e nero che rappresenta il regno della mente tra i duellanti, con una colonna sonora sincopata e straniante, Hero offre una perfetta metafora della vita, della lotta, di cosa significhi essere un guerriero.
A metà tra realtà e finzione, tra l'uso di una CGI suggestiva e un realismo connesso a due interpreti con pochi pari nella storia del genere, ha in questo duello un elemento di rara bellezza e maestria, dove la violenza spesso è assente, catturata da una danza mortale.

Old Boy

Uscito nel 2003, premiato con il Grand Prix al Festival di Cannes, Old Boy di Park Chan-Wook è un revenge movie fantastico, a metà tra il neo-noir e il thriller, in cui sofferenza, straniamento, mistero e violenza la fanno da padrone.
Lo stralunato Oh Dae-su si aggira per una città spettrale, oscura, fatiscente, in cerca di vendetta per anni di prigionia e torture, con un martello che diventa la sua Excalibur, la sua Colt 45, la sua spada da samurai.
E lì, nello stesso grattacielo in cui era tenuto prigioniero, scatenerà tutta la sua rabbia in una scena nel lungo corridoio in cui macella decine di nemici: uno dei piano-sequenza più iconici degli ultimi vent'anni.
La violenza perde qui ogni valenza estetica o coreografica, regna l'occhio virtuoso dalla macchina da presa, non vi sono né nobili guerrieri né arti marziali, ma corpi umani che collidono, sbarre, coltelli, sangue e grida.

Star Wars - La Minaccia Fantasma

Il primo capitolo della trilogia prequel di George Lucas ha sempre diviso moltissimo. Lo fa ancora oggi e il mondo dei fan è scisso in due partiti: da una parte chi lo reputa un film divertente, spettacolare, ottimo per un pubblico giovanile.
Dall'altra chi ancora oggi lo indica come un'opera banale, pacchiana e che nulla ha a che vedere con la trilogia originale.
Tuttavia anche i più feroci detrattori del film non possono negare che esso contenga un villain fantastico: Darth Maul (Ray Park) nuovo allievo del Signore dei Sith, un guerriero letale, tecnico, ferocissimo e affascinante.
Sviluppato molto più approfonditamente nella bellissima serie animata sulle Guerre dei Cloni, Maul dava vita con Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) e Qui-Gon Jinn (Liam Neeson) a quello che ancora oggi è uno dei duelli più elettrizzanti e meglio realizzato di tutta la saga.

Un 2vs1 in cui emergevano stili, personalità e tecniche differenti, con la morte del Maestro Qui-Gon vendicata con un colpo magistrale da un Obi-Wan a cui McGregor donava tensione e paura, ma grande ardimento.
Questo scontro è rimasto nell'immaginario dei fan per il suo rivoluzionario collegarsi all'universo cappa e spada del cinema orientale.

John Wick - Capitolo 2

E poi è arrivata la saga di John Wick. Diretta da Chad Stahelski, scritta da Derek Kolstad, ha dato al mondo del cinema un nuovo eroe, un sicario malinconico e ferale, a cui un carismatico Keanu Reeves ha saputo donare una luce oscura.
John Wick si muove in un universo criminale tanto elegante quanto sanguinario, dominato da codici, etichette, armi e combattimenti tra sacerdoti della morte.
Ma se dovessimo scegliere un combattimento nello splendido secondo film sicuramente opteremmo per quello che si svolge tra John e l'esercito di guardie del corpo di Santino (Riccardo Scamarcio) in una bellissima galleria d'arte, con un Vivaldi remixato a fare da sottofondo.

Tra caricatori svuotati, mosse di Jiu-Jitsu e Sambo, questa sequenza in John Wick 2 ha necessitato di un grande addestramento, visto che contiene alcune tecniche di ricaricamento e di fuoco a breve distanza altamente professionali.
Connessa in modo palese agli action anni '80, agli spaghetti western e soprattutto al cinema di arti marziali del tempo che fu, il combattimento ha un'energia e un dinamismo incredibili, e allo stesso tempo evita cliché e deja-vu.

Rocky IV

Non si può non citare la saga che ha lanciato Rocky Balboa, sicuramente la più importante del genere, parabola e metafora del sogno americano e della cultura sportiva statunitense.
Se nei primi tre il confronto era meramente sportivo, il quarto episodio invece si posizionò nel pieno della Guerra Fredda, della contrapposizione tra i due blocchi. Ed ebbe in Ivan Drago (Dolph Lundgren) uno dei villain più mitici della storia del cinema.
Alto, freddo, selvaggio, silenzioso, colossale nella sua forza frutto di doping e scienza sovietica, viene sfidato da un Rocky in cerca di vendetta per la morte dell'amico Apollo.
Il loro duello trascende lo sport, tocca la metafora del confronto tra due diversi universi, due stili di vita, due popoli.
Per intensità, capovolgimenti di fronte, violenza sul set durante le riprese, regia e montaggio, non ha pari nella saga di Stallone, e ancora oggi è uno dei momenti più mitici della storia del cinema, per i grandi significati politici e culturali in esso contenuti.

L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente

Non può mancare il combattimento per definizione, uno scontro epico nel Colosseo tra Bruce Lee e Chuck Norris, e che richiese qualcosa come tre giorni di riprese e un bel po' di studio e preparazione per una coreografia tra le meglio riuscite di sempre.
In essa, Lee riversò il suo percorso di studio e analisi, la sua visione delle arti marziali, del Jeet Kune Do, che offriva dinamismo, varietà e adattabilità in contrapposizione a quella staticità che aveva in Norris (e nel suo Karate) il simbolo e campione.
La fluidità e l'imprevedibilità sono le chiavi per una vittoria che sa di malinconia, in cui la tristezza per la sorte del valoroso e indomito rivale si accompagna alla cosciente certezza della sua inevitabilità.
Ipnotico, diretto in modo perfetto, con un crescendo di ritmo e un uso del ralenti mai banale, L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente è una pietra miliare del genere e non solo, avendo reso il cinema orientale più accessibile e meno ostico al pubblico occidentale.

Che voto dai a: Oldboy

Media Voto Utenti
Voti: 20
9.4
nd