Morbius: cosa deve fare il cinecomic con Jared Leto per non fallire?

Jared Leto, un antieroe Marvel e i possibili legami con Spider-Man: basterà questo per salvare un titolo che sembra dannato già prima di debuttare?

Morbius: cosa deve fare il cinecomic con Jared Leto per non fallire?
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Dopo ben cinque rinvii (l'uscita originaria era prevista per luglio 2020), Morbius è pronto a fare il suo debutto sul grande schermo. La debacle dei recenti prodotti Sony (vedi la nostra recensione di Venom La furia di Carnage) non ha però fatto crescere l'eccitazione e, inoltre, le prime reazioni a Morbius non sembrano essere delle migliori, anzi. Se già una fetta del pubblico non era rimasto convinto dai trailer e dalle dichiarazioni, adesso il rischio è che si possa andare incontro addirittura ad un disastro al box office. Sin dalle prime immagini non sono stati rilasciati molti indizi sugli eventi narrati e c'è molta incertezza a riguardo, specie se si considera che non tutti conoscono il personaggio.

Il vampiro della Casa delle Idee è stato creato da Roy Thomas e ha debuttato nel 1971 sulle pagine di The Amazing Spider-Man #101. In quegli anni i mostri della letteratura horror entrarono a far parte delle storie e l'idea fu quella di inserire nientemeno che Dracula: Sten Lee si oppose, orientato verso qualcosa di originale che potesse interagire meglio con gli eroi Marvel (Dracula esordì comunque poco tempo dopo). Parlando dell'opera che vedremo in sala dal 31 marzo, essa rischia di avere più di una criticità, complice anche il pregiudizio nei confronti di certe produzioni: ma cosa può fare Morbius per non fallire?

Valorizzare il suo interprete

Se c'è un aspetto sul quale dover brevemente ragionare è quello legato al protagonista. Ma non alla scrittura e alla caratterizzazione, quanto invece ciò che riguarda il suo interprete. Jared Leto è riuscito a ritagliarsi sempre più spazio nel panorama artistico sia hollywoodiano che indipendente, guadagnando stima e successo anche grazie ad interpretazioni straordinarie. Impossibile non ricordare quelle in Mr. Nobody, Requiem for a dream e, soprattutto, in Dallas Buyers Club, che gli valse l'Oscar a miglior attore non protagonista - noi lo abbiamo trovato straordinario anche nel nostro first look di WeCrashed.

Le sue performance trasformative - si veda il recente House of Gucci, nel quale è forse più ridicolizzato che altro - non sono passate inosservate e hanno confermato come i ruoli più tormentati siano pane per i suoi denti. È infatti la lotta interiore tra umano e "bestia", questa ambigua moralità, ad aver portato Leto a sposare la causa, ricordandogli una storia sul modello di Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Per questi motivi è importante creare sfumature psicologiche di spessore e viscerali ma anche valorizzare il physique du role di un attore che sembra essere il migliore sulla piazza per questo ruolo. Alla ricerca della redenzione dopo un controverso Joker può essere questa l'occasione per plasmare un buon personaggio?

Imparare dagli sbagli di Venom

Il dottor Michael Morbius non è una personalità facile ed è fondamentale tenere a mente ciò per poter capire le sue azioni e il loro sviluppo. Una delle premesse fondamentali quando si mette in scena un titolo che si rifà a dei caratteri preesistenti (che siano, ad esempio, biopic o trasposizioni di storie a fumetti) è chiaramente quella di non snaturare le vicende nell'adattamento.

Sembra scontato, ma i due Venom ci hanno insegnato che Sony è stata più interessata ad uno spettacolo più universale, dalla fruizione più semplice con una violenza solo accennata e l'abuso di comicità inappropriata. Dai trailer di Mobious sembra che tutto ciò possa ripetersi e il rating PG-13 parrebbe una conferma (era insperabile il rating di Logan o Deadpool, figli di un approccio completamente diverso). Ma, come per il simbionte, ci sarebbe tantissimo da cui attingere. L'insaziabile bisogno di sangue che caratterizza l'antieroe Marvel (proprio questa componente rischia di mancare e di essere una delle assenze più pesanti) lo porta ad avere una costante paura, a combattere con se stesso e la sua umanità per evitare di colpire individui innocenti. In passato abbiamo però visto come non si faccia fatica a dimenticare ciò in favore dell'azione e di una trama dimenticabile. Circa i poteri e le modalità con le quali il medico arriva ad ottenerli, le immagini finora distribuite mostrano poco, ma quel che si vede sembra bilanciare alcuni espedienti in linea con i comics con altri apparentemente diversi. Ma certe trasposizioni dai fumetti, come ci ha insegnato il MCU, godono di una libertà che non crea punti di riferimento, fondendo personaggi e cicli narrativi o creando elementi ad hoc.

Sfruttare la componente horror e vampiresca

Sempre più personalità del mondo del cinema stanno trovando avvincenti i cinecomics e di recente anche Francis Ford Coppola ha mostrato il suo apprezzamento per Deadpool. Che siano Marvel o DC, queste produzioni però lavorano spesso sul rapporto con il proprio pubblico di riferimento e sembra non sviluppino abbastanza attrattiva per gli appassionati di cinema estranei a questo sottogenere.

Negli ultimi anni lavori come Joker e The Batman hanno sovvertito questa regola non scritta: il primo ha convinto, ricevendo anche numerose nomination agli Oscar, con un dramma apprezzabile anche da chi non conosce il pagliaccio di Gotham; il secondo ha costruito una incredibile caccia all'uomo in stile Fincher, che probabilmente funzionerebbe anche senza il Cavaliere Oscuro. Morbius avrebbe le carte in regola per continuare questo percorso, poiché il soggetto è sicuramente uno di quelli che meglio si prestano per un film supereroistico dalle tinte horror. Abbiamo già ricordato il PG-13, che può facilmente spegnere le speranze, ma ciò non vuol dire che il lavoro di Daniel Espinosa non debba accennare a toni più maturi anche attraverso atmosfere più cupe, specie considerando l'ambiguità di fondo, la sete sangue e l'imprevedibile furia violenta. Ricordiamo che un progetto animato come Coraline (con rating PG, quindi più basso) ha portato con sé suggestioni cinematografiche splendide quanto terrificanti sia per i più piccoli che per gli adulti.

Del resto, mettere le mani su un personaggio che pochi conoscono può spingere anche gli amanti delle opere sui vampiri a tentare la visione. Restando in tema, di recente si è parlato della possibilità di vederne più di uno in azione e questo potrebbe concretamente generare interessanti sviluppi, sempre che visivamente si riescano a distinguere (chi ha visto lo scontro finale del primo film con Tom Hardy ricorderà) e che gli effetti visivi siano adeguati.

Collegarsi coerentemente con il resto

Cos'è che porterà molti spettatori in sala, in fondo, non è così difficile da capire. E no, non sono né l'attore protagonista né il personaggio, o almeno non solamente. Il vampiro vivente della Casa delle Idee ha un legame fortissimo con l'Uomo Ragno e, come visto dai trailer, anche la trasposizione cinematografica dovrebbe averlo. Proprio dai frame sparsi che abbiamo visto finora è sembrata chiara la volontà di depistare ogni sorta di teoria e collegamento. La mole di indizi, easter egg e riferimenti esterni è impressionante, tale da far temere il peggio, cioè citare, stuzzicare ma non concretizzare. Parte degli spettatori avrà la necessità di comprendere in che universo è ambientato questo lungometraggio e quali sono i link a prodotti come Venom, ai titoli con Maguire e Garfield e, soprattutto, le presunte connessioni con il MCU.

In fondo, è sempre più difficile immaginare un universo cinematografico composto da nemici di Peter Parker (a cui presto si aggiungerà il Kraven di Aaron Taylor-Johnson) senza però quest'ultimo. I riferimenti sono tanti e per menzionarli tutti servirebbe un articolo a sé, tra i tanti però ce ne sono alcuni che stuzzicano particolarmente la curiosità: il poster/murales con lo Spider-Man di Raimi, la presenza sul Daily Bugle di Rhino e Black Cat, l'Adrian Toomes/Avvoltoio di Michael Keaton (proveniente da Homecoming), i palazzi con i loghi sia della Oscorp (con un font identico a quello visto in The Amazing) che della Horizon.

Questi sono quelli più consistenti e sicuramente un'ampia fetta di pubblico, avendoli da subito notati, sentirà l'urgenza di avere delle spiegazioni a riguardo. Esse saranno fornite adeguatamente? La speranza è l'ultima a morire; se dovessimo però fare una previsione, la fiducia non è di certo alle stelle e, visti i precedenti, non ci stupiremmo se quanto auspicato non si realizzasse.

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