Michael Keaton: il Batman che forse non riavremo mai più

L'atteso ritorno dell'attore nell'universo DC sembra essere definitivamente naufragato in seguito al ciclone che ha sconvolto i piani della Warner Bros.

Michael Keaton: il Batman che forse non riavremo mai più
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L'universo espanso ispirato ai fumetti della DC si sta sgretolando in maniera inesorabile, quasi non passa un giorno senza la notizia di una cancellazione, rinvio o scandalo di varia natura. Nel corso delle ultime settimane sono stati due gli eventi che, più degli altri, hanno messo seriamente in pericolo il prosieguo del mondo immaginario imbastito dalla Warner: Batgirl è stato cancellato, per motivi non ancora chiarissimi nonostante le ovvie voci di corridoio parlino della qualità infima della pellicola, mentre i trascorsi di Ezra Miller potrebbero mettere una pietra tombale sul reboot dedicato all'uomo più veloce del mondo, in seguito al rinvio di The Flash al 2023 che non sembra comunque aver calmato le acque all'interno della casa di produzione.

Perdere questi due film non significa soltanto mancare l'occasione di riacciuffare le redini di un universo condiviso dal potenziale ancora inespresso, ma priverebbe Michael Keaton dell'occasione di tornare a vestire la tuta di Batman, un personaggio che negli anni è stato interpretato da svariati attori con fortune alterne, eppure che sembra in qualche modo cucito intorno ai suoi lineamenti e alla sua personalità in maniera radicale.

Michael Keaton è Batman

L'attore nato a Coraopolis si è trovato nel proverbiale posto giusto al momento giusto quando, nel lontano 1989, venne scelto da Tim Burton per interpretare una rinnovata versione dell'Uomo Pipistrello, allontanandosi dai lidi giocosi e infantili del compianto Adam West per dargli un tono noir che fosse più in linea con il nuovo corso assunto dai fumetti. Dopo un'onorevole carriera nella serialità televisiva, Keaton raggiunge la popolarità sul grande schermo trasformandosi nel vigilante mascherato più famoso della cinematografia, assorbendone i tratti fondamentali per riportare su schermo un antieroe che, senza troppi giri di parole, proprio grazie a Keaton (e alla rilettura visiva e tematica di Burton) è entrato nella cultura di massa diventando un simbolo pop.

Il legarsi a doppio filo ad un personaggio così commerciale è stata una fortuna ed una tragedia per la carriera dell'attore perché, nonostante la sua fama spropositata gli abbia permesso di partecipare ad altre numerosissime pellicole, nell'immaginario comune Keaton è rimasto Batman, e nessuno poteva spogliarlo di quel costume nero nemmeno in seguito agli svariati passaggi di testimone, tra Clooney, Bale, Affleck e Pattinson. La salvezza arriva col metacinema di Iñárritu, perché il suo Birdman è scritto proprio in virtù di un attore incapace di scrollarsi di dosso un ruolo che adora e al tempo stesso odia con tutto il suo cuore (con vasti riferimenti anche all'insopportabile antipatia di Edward Norton sul set): il pubblico sembra cogliere il messaggio e ripulisce dal Pipistrello l'immagine di un Keaton scopertosi fine interprete, e i ruoli successivi ottengono il risalto che l'attore americano ha sempre meritato.

La luce nel buio

Michael Keaton si trova quindi sotto la luce dei riflettori non più per un grandioso ruolo passato, ma per le straordinarie interpretazioni moderne che gli valgono continui riconoscimenti, eppure - sepolto nella sfera più profonda del subconscio collettivo - un flebile battito d'ali non ha mai smesso di smuovere l'aria nell'oscurità. Forse il ritorno non era urlato a squarciagola dagli appassionati, ma prima di andare a letto una preghierina al dio della Warner veniva recapitata affinché si riuscisse a trovare il modo e la ragione di rivestire Keaton con il costume nero del Batman.

L'attore in fondo non aveva mai chiuso in maniera definitiva il suo percorso nel mondo dei cinecomic, passando anche all'altro lato della barricata con la partecipazione a Spiderman: Homecoming, e non avrebbe declinato l'offerta di tornare a Gotham City se il progetto avesse avuto senso. L'ormai insperato ritorno era diventato realtà con gli annunci di Batgirl e The Flash, perché in entrambe le pellicole Keaton era stato scritturato nel ruolo di Batman (o perlomeno di un Batman), e le due interpretazioni avrebbero segnato un nuovo corso per l'Uomo Pipistrello creato da Burton: sarebbe diventato un pilastro ed un'icona per le nuove leve supereroistiche, un maestro burbero e apparentemente anaffettivo di cui potersi sempre fidare.

Addio al pipistrello

Il terremoto mediatico degli ultimi giorni ha però sconvolto qualsiasi piano, perché mentre per The Flash rimane una briciola di speranza - probabilmente vana, visti i capi d'imputazione che pendono sul capo di Ezra Miller - Batgirl non vedrà mai la luce della sala né quella dello streaming, cancellato senza alcuna pietà per motivi non ancora chiari. Svincolandoci per un attimo dalla questione del rispetto mancato da parte di Warner verso tutti coloro che avevano lavorato di gran lena per produrre un film ormai fatto e finito, dobbiamo prendere atto dell'eventualità ormai non più remota che Michael Keaton potrebbe non tornare mai sui nostri schermi per vestire i panni dell'Uomo Pipistrello.

La sua assenza è diventata un doloroso boato in seguito alle rinnovate speranze già uccise: nessuno più di lui ha saputo modellare le fattezze del Batman nell'immaginario comune, e avrebbe per questo meritato un addio glorioso e un passaggio di testimone diretto, non un semplice "facciamo un altro film su Batman senza Keaton".

Quello che sta sconvolgendo l'universo condiviso della DC, e la Warner Bros. in generale, è una tempesta che probabilmente sventrerà numerosi altri progetti, perciò risulta molto complicato pensare che Keaton possa aspettare che la situazione migliori per poi rigettarsi nel ruolo come se nulla fosse accaduto. L'uomo pipistrello visto nell'89 e nel 92 ha purtroppo abbandonato questa deludente Gotham City, lasciando un vuoto incolmabile all'interno dei cuori degli spettatori più affezionati, perché Michael Keaton non risponderà più al bat-segnale che illumina il cielo nonostante sembrasse volerlo tanto quanto noi.

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