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MCU Fase 4: tutti i film e serie dal peggiore al migliore

Ecco la nostra classifica finale di tutta la Fase 4 del Marvel Cinematic Universe, tra cinema e serie tv: pronti a scoprirla?

MCU Fase 4: tutti i film e serie dal peggiore al migliore
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Eccoci qua, è arrivato il momento del classificone per la Fase 4 del Marvel Cinematic Universe, dal peggiore al migliore, tra film e serie. Una Fase che tirando le somme è sicuramente di transizione, sperimentale, che ha forse più bassi che alti rispetto al passato del MCU, ma che ha comunque introdotto le serie tv e ha aperto il Multiverso, un concetto che davvero sembrava impensabile da portare al cinema.

Eppure la strada verso Secret Wars è tracciata, un lungo percorso nella Guerra del Multiverso che ha chiuso la sua prima tappa proprio con questa Fase 4, abbozzando elementi che verranno sicuramente ampliati in futuro. E allora, in soldoni, qual è la classifica finale di film e serie tv di questa Fase 4? Siamo qui per questo, pronti a cominciare?

Moon Knight

Iniziamo subito con il prodotto peggiore di questa fase 4: Moon Knight. Una serie che sulla carta aveva tutti i numeri per fare bene, anzi, benissimo. Una storia strana, legata all'Egitto, con un protagonista bipolare che era avatar di un dio. Non vi sembra incredibile? Soprattutto se deve anche combattere i cattivi. Ecco, dimenticatevi tutto perché è un prodotto che non riesce minimamente ad essere all'altezza delle aspettative (qua oltretutto la nostra recensione di Moon Knight).

Sgangherato, con tanti errori di sceneggiatura, e soprattutto completamente slegato rispetto al resto del MCU. Che se fosse stato un bel prodotto autoriale avremmo gioito tutti, invece è davvero difficile salvarlo. Noi infatti non lo facciamo. Tanti dubbi rimasti dopo l'ultimo episodio, elementi che complicavano la serie in maniera superflua, come ad esempio l'ospedale psichiatrico in cui si trova Mark. Che se si toglie dalla serie, alla fine, non cambia niente. Sei episodi che non hanno una direzione univoca, come se Moon Knight fosse spezzata al suo interno. E Oscar Isaac è stato pure bravissimo, però qua non si fanno vedere i combattimenti perché mancava l'inventiva o il budget. Non benissimo.

What If

Un gradino sopra mettiamo What If. Anche qui aspettative alte e prodotto poi altalenante. Alcuni episodi ben gestiti e interessanti, altri molto meno. Quello su Thor, per dirne uno, era delirante e non in senso buono. È comunque un inizio per esplorare mondi nuovi, e alla fine sono riusciti a collegare il tutto con il Marvel Cinematic Universe (come vi raccontavamo nella nostra recensione di What If).

Ma resta comunque un prodotto non così centrato e forse alla fine incapace di rimanere impresso nella memoria degli spettatori. L'animazione non eccelle ma è funzionale alla storia, che comunque non ha quel mordente che ci aspettavamo. Anche perché i fumetti ci hanno regalato dei What if davvero memorabili, che la serie non è però riuscita a eguagliare. Ottima però la puntata su Doctor Strange, quella davvero su un altro livello.

Black Widow

Passiamo a Black Widow, film di apertura della fase 4. Fase 4 che è la prima della Multiverse Saga, e viene aperta da un prequel su un personaggio morto che con il multiverso non ha nulla a che fare. Che poi di per sé non è neanche un film brutto nel senso stretto del termine.

È un film dimenticabile, che aggiunge poco alla Vedova nera e addirittura meno al MCU in generale (e infatti ve lo dicevamo nella nostra recensione di Black Widow). Giusto la post credit si ricollega al presente, ma è davvero poco per uno stand alone arrivato decisamente fuori tempo massimo. Anche perché della Vedova Nera avevamo già visto qualsiasi cosa, introdotta nella Fase 1 e coprotagonista di tutti i grandi crossover. Va bene che Scarlett Johansson è sempre perfetta, però forse ci voleva qualcosa in più. Paradossalmente, la scena migliore del film è proprio il prologo iniziale.

Falcon and the Winter Soldier

Ora è il turno di una serie che non ci ha convinti del tutto: Falcon and the Winter Soldier. Sulla carta ci doveva riportare alle atmosfere del secondo Captain America, cosa che però non è riuscita a fare. Una serie fatta di alti e bassi, retta da una sceneggiatura spesso debole, a voler essere buoni. Ancora ci ricordiamo Falcon, che è un Avenger e una superspia, che non spegne il cellulare durante una missione delicatissima sotto copertura (ma se volete trovate tutto nella nostra recensione di Falcon and the Winter Soldier).

In generale quindi un prodotto forte dal punto di vista del messaggio sociale, ma che non riesce a imbastire una storia che ne sia davvero all'altezza.
Forse la cosa peggiore resta una certa inutilità generale della serie. Alla fine di Endgame Steve Rogers passa lo scudo a Falcon, quindi era naturale immaginarcelo come nuovo Captain America nel prossimo film. La serie praticamente racconta una cosa nel mezzo che comunque finisce con Falcon che diventa Captain America. Non il massimo a essere onesti.

Ms. Marvel

Restiamo in ambito seriale con Ms. Marvel, un prodotto che nella sua semplicità trova la sua forza. E anche la sua debolezza. Prime puntate ottime, fresche e con un linguaggio perfetto per il target di riferimento. Poi una parte centrale che cambia troppo il focus e non riesce a stare al passo con quanto raccontato prima.

Bella la questione sociale, anche interessante, però a un certo punto sembrava un'altra serie tv. Quasi da perdere la centralità della protagonista, che funzionava benissimo perché era una fan come noi dei supereroi (e ve lo spiegavamo nella nostra recensione di Ms Marvel). Poi si riprende un po' nella puntata finale, che riporta quelle atmosfere teen quasi da Mamma ho perso l'aereo. Ottima la post credit che si ricollega direttamente al film, tra l'altro.

She-Hulk

E ora eccoci alla tanto bistrattata She-Hulk. Secondo noi troppo odio per un prodotto che ha deciso fin dall'inizio di non prendersi mai sul serio nella maniera più ironica e leggera possibile. Ispirandosi anche moltissimo ai fumetti e alla She-Hulk cartacea. Certo, alcune puntate sono inferiori alle altre, e se la si prende di petto aspettandosi mazzate continue si rimarrà delusi (ne parlavamo proprio nella nostra recensione di She-Hulk).

Però è estremamente legata al resto del MCU, forse uno dei prodotti più interconnessi che abbiamo visto. E poi la puntata con Daredevil è semplicemente perfetta. La CGI però è una delle peggiori viste nel Marvel Cinematic Universe. L'hanno un pelo messa a posto dai primi trailer ma alla fine è proprio fatta male. La cosa che abbiamo apprezzato della serie è proprio il non scendere a compromessi soprattutto con quel finale lì. O lo ami o lo odi, non ci sono tante vie di mezzo, anche perché è palesemente fatto apposta per creare dibattito.

Black Panther: Wakanda Forever

Torniamo al cinema con il film che chiude di fatto la Fase 4 del Marvel Cinematic Universe: Black Panther Wakanda Forever. Anche in questo caso un prodotto che ha luci e ombre, non sempre a fuoco per quanto riguarda la sceneggiatura e soprattutto il ritmo. Certo, fare fronte alla morte di Chadwick Boseman è stato difficilissimo per i Marvel Studios, e in qualche maniera era difficile cavarsela al meglio. Resta l'ottimo omaggio all'attore e al suo personaggio, eppure il film ha una parte centrale troppo lenta e stanca (correte a leggere la nostra recensione di Black Panther Wakanda Forever per scoprire perché).

Assieme al fatto che non riesce a sfruttare al massimo la morte di Black Panther come propulsore narrativo. Insomma, benino ma si poteva fare decisamente meglio. Però la rivisitazione di Namor funziona, così come la sua essenza mesoamericana e il cambio da Atlantide a Talokan. Speriamo solo che il re subacqueo possa avere un ruolo sempre maggiore nel futuro del franchise.

Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli

Dall'Africa alla Cina per un film che ha superato le aspettative: Shang-Chi e la leggenda dei 10 anelli. La origin story del supereroe asiatico è ben gestita, soprattutto grazie alla regia di Destin Daniel Cretton. Scene d'azione adrenaliniche, senza un attimo di pausa, che passano dall'ambientazione urbana a quella squisitamente fantasy del finale (le elogiavamo proprio con la recensione di Shang-Chi).

E soprattutto uno dei prodotti Marvel dove la comicità, anche se molto presente, non è sguaiata o usata in maniera troppo fastidiosa. Merito anche di Awkwafina e della sua naturale verve comica, che si amalgama bene con il resto del film. Shang-Chi infatti si sposta da atmosfere urbane a spazi aperti, dall'action di strada al fantasy più puro. Non tutto funziona alla perfezione, però riesce a mantenersi solido fino alla fine. Merito anche di uno strepitoso Tony Leung che ci regala un ottimo villain, umano e memorabile.

Hawkeye

Torniamo sul piccolo schermo per Hakweye, la serie su Occhio di Falco. Che senza esagerare o avere ambizioni enormi trova una grande forza e la capacità di non voler strafare, funzionando bene per tutta la sua durata (cosa che vi spiegavamo nella recensione di Hawkeye). Innamorarsi della Kate Bishop di Hailee Steinfeld è semplicemente automatico, un personaggio ben scritto in grado di fare tanta strada lungo tutto il Marvel Cinematic Universe.

Anche il rapporto con il mentore è uno dei punti di forza della serie, soprattutto nella dualità che racchiude. Clint infatti non vuole istruire la nuova Occhio di Falco, ma ovviamente è costretto a farlo, diventando un secondo padre per Kate. Se poi ci aggiungiamo la splendida aggiunta del Kingpin sul finale ecco che la serie guadagna quel quid in più che ce la fa apprezzare tanto. Perché a volte nella botte piccola stanno le storie migliori, quelle che non devono avere per forza problemi astrali o multiversi vari.

Thor: Love and Thunder

Spostiamoci allora su qualcosa di molto più impegnativo con Thor Love and Thunder. Un titolo estremamente divisivo, di nuovo nella cerchia del o lo ami o lo odi (a noi però è piaciuto molto, basta leggere la recensione di Thor Love and Thunder). Taika Waititi infatti fa sempre e comunque discutere: è riuscito a ridare vita a Thor, ma a tanti non è piaciuto il cambio di rotta. Il film rimane comunque un prodotto capace di unire epica e comicità, anche grazie a un villain interpretato da un pazzesco Christian Bale.

Che poi, quando mai non lo è, ma qua ruba davvero la scena. Al tempo stesso è un prodotto che parla tanto di famiglia, spesso e volentieri quella che ti scegli e ti crei nel corso della tua vita. Che quindi non è per forza quella di sangue, ma non per questo vale di meno. C'è pure tutto il discorso sulla malattia, tema molto adulto per un film del Marvel Cinematic Universe. E poi la gestione del colore, con un bianco e nero sporco e pastoso che esplode sul finale. Senza contare che Taika Waititi ha voluto prendere ampiamente in giro la religione, le divinità e tutta la credenza globale del fatto che qualcuno possa davvero venire a salvarci. Ricordandoci che quel qualcuno può solo essere il Dio del Tuono.

Eternals

Restiamo in ambito divinità con un altro film che ha diviso molto: Eternals. Un prodotto davvero sperimentale per il Marvel Cinematic Universe, che sposta l'attenzione verso un gruppo di eroi spaziali che hanno da sempre tenuto a bada i Devianti, mostri pronti a distruggere l'umanità. Anche la scelta della regista, Chloe Zhao, già premio Oscar per Nomadland, è stata peculiare. Il film infatti è molto compassato, vive di tanti silenzi e di spazi aperti, prendendo appunto una linea diversa da un classico film Marvel (linea che ci è piaciuta molto nella nostra recensione di Eternals).

Questo non significa che lesina sull'azione, anzi, le battaglie ci sono e Zhao si dimostra in grado di gestire bene persino gli scontri. Il rischio che il comparto action non fosse nelle sue corde infatti era davvero alto. Eppure Eternals mescola bene le due anime e tenta una strada davvero diversa per il franchise, che sarà interessante da incastrare con tutto il resto. Anche perché inserire così direttamente i Celestiali, con uno oltretutto che spunta dall'Oceano, a una certa dovrà avere un senso.

Loki

Torniamo alle serie tv ma non abbandoniamo lo spazio, perché al quarto posto c'è Loki. Uno dei prodotti veramente centrali nella Fase 4 del Marvel Cinematic Universe. Sembra infatti che la questione del multiverso parta proprio da qui, pronto a stravolgere tutto e tutti con l'arrivo di Kang. Una space opera in salsa Marvel retta da un fantastico Tom Hiddleston, che ormai è tutt'uno con il personaggio.

Basta solo pensare a come vive le esperienze del Loki originale, guardandole in televisione come noi. Una serie che quindi punta tanto sulla fantasia, che ci regala diversi Loki e che ha coraggio da vendere (che abbiamo premiato nella nostra recensione di Loki). Basta solo pensare al finale, motore dell'azione di questa Fase 4 che ancora deve svelare tutte le sue carte. Un prodotto che vive anche della buddy comedy tra il personaggio di Tom Hiddleston e quello di Owen Wilson. Capaci di creare un'ottima chimica assieme, tra battute e momenti molto più drammatici. Insomma, Loki era morto e adesso lunga vita al nuovo Loki. Anzi, ai nuovi Loki, e vediamo dove ci porteranno. Probabilmente più vicini a Secret Wars, ma alla fine è proprio quello che vogliamo.

WandaVision

Eccoci al podio signore e signori. Terza posizione per la prima serie prodotta dai Marvel Studios: WandaVision. Un prodotto veramente rivoluzionario per il franchise, che si allontana dai suoi stilemi per sperimentare. Ogni puntata un omaggio diverso alle grandi serie tv comiche della storia statunitense. E al tempo stesso una connessione diretta con il resto del Marvel Cinematic Universe (ci era infatti piaciuta tanto, leggetelo nella recensione di WandaVision).

Elizabeth Olsen è magnifica sotto ogni punto di vista, dimostrando bravura assoluta come madre, maga, villain o qualsiasi ruolo le venga dato. Una serie che potremmo definire perfetta ma non per il finale, che patisce molto proprio quei collegamenti a un universo condiviso così grande. Ma in questo caso ci sono stati problemi di produzione legati al covid, e quindi vogliamo essere un pelo clementi. Resta oltretutto la capacità di aver creato enorme hype intorno al prodotto, con le domande dei fan che si sprecavano settimana dopo settimana. Dando quindi un senso ampio e continuativo del Marvel Cinematic Universe, che andava decisamente oltre la sala cinematografica.

Spider-Man: No Way Home

Ora, sappiamo che questo secondo posto vi farà storcere il naso, però è andata così: è il turno di Spider-Man No Way Home. E qui la spiegazione è semplice: quanti film hanno rappresentato un vero e proprio evento globale al cinema? Sono pochi, e No Way Home sarà sempre in classifica. Non ci nascondiamo dietro a un dito, sia chiaro. Il film è pieno di buchi di sceneggiatura e incongruenze. Però Andrew Garfield che si toglie la maschera ha fatto esplodere qualsiasi sala cinematografica mondiale.

Ci siamo sentiti parte di qualcosa, qualcosa di più grande che andava a toccare infanzia, gioventù e tutto quello che ci ha da sempre fatti innamorare di Spider-Man (e ve lo raccontavamo nella nostra recensione di Spider-Man No Way Home). No Way Home è l'esempio perfetto del cuore che va oltre il cervello, anzi, che se lo pappa a colazione. E alla fine va bene così, le emozioni superano gli errori, perché quelle poi rimangono, gli errori si dimenticano. Abbiamo sognato per anni i tre Spider-Man cinematografici assieme. Anzi, abbiamo sempre immaginato che fosse impossibile, eppure eccoci qua. Che volete di più?

Doctor Strange nel multiverso della follia

E quindi, se la matematica non è un'opinione, al primo posto della classifica abbiamo Doctor Strange nel multiverso della follia. Il film più autoriale di questa Fase 4 grazie a quel genio indiscusso di Sam Raimi (ve lo dicevamo nella nostra recensione di Doctor Strange nel multiverso della follia). Un prodotto che vive tanto del suo regista, che porta l'horror dentro la Marvel pur rimanendo negli stilemi imposti da Kevin Feige. E scusate se è poco. Wanda come villain è perfetta, visto che la è già Elizabeth Olsen.

E pure il concetto di multiverso è molto ben dosato, senza esagerare ma lasciando grandissime chicche ai fan. Gli Illuminati che prendono vita, Reed Richards, il Professor X: già solo per queste cose abbiamo tutti urlato in sala. In più c'è un grande arco di morte e rinascita sia del villain che del protagonista, due facce della stessa medaglia. Anzi, molte più facce, dato che il multiverso aumenta i volti dei personaggi. Ma poi basta citare il combattimento con le note musicali o il risveglio zombie di Strange. Tutti elementi che soltanto gli autori sanno gestire bene, autori con la bravura di Sam Raimi.