Matrix, la trilogia: un lungo viaggio nel cyberpunk postmoderno

L'universo di Matrix potrebbe tornare al centro della scena in vista dell'uscita del nuovo capitolo. Scopriamo insieme i momenti più importanti della saga.

speciale Matrix, la trilogia: un lungo viaggio nel cyberpunk postmoderno
Articolo a cura di

Il celebre film Matrix diretto dalle sorelle Wachowski rappresenta per gli anni '90 quello che Star Wars è stato per gli anni '70: un nuovo standard qualitativo e concettuale a cui, volenti o nolenti, tutti i film successivi hanno dovuto adeguarsi. Il primo film della saga con protagonista Neo è riuscito infatti a imporsi nella cultura di massa in modo estremamente efficace, grazie a un insieme di fattori che vedremo di seguito.
Purtroppo, i capitoli successivi non sono riusciti a raccogliere in maniera ottimale l'eredità del primo lavoro, anche se forse sono stati eccessivamente criticati soprattutto negli ultimi anni. Visti i vari rumor sul nuovo capitolo, che da tempo circolano sul web, ripercorriamo insieme i punti chiave dell'epopea vissuta dal protagonista Neo e compagni.

Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo, niente di più

Il primo capitolo della saga diretto dalle sorelle Wachowski, uscito nel 1999, è riuscito in brevissimo tempo a impattare in maniera considerevole nella cultura di massa; sin dal debutto moltissime persone sono state catturate dal sapiente mix di influenze diverse presenti nel film, tenute insieme dalla cornice sci-fi e cyberpunk.
La trama ha per protagonista Thomas A. Anderson, un impiegato modello (interpretato da Keanu Reeves) che conduce una seconda vita da hacker usando lo pseudonimo di Neo per addentrarsi nelle profondità di internet. Arriva però un momento in cui la sua vita cambia drasticamente, quando scopre di aver sempre vissuto in una realtà fittizia creata appositamente da un'intelligenza artificiale superiore per tenere l'umanità in catene.
L'opera, che in realtà può essere considerata come un grande calderone di influenze stilistiche appartenenti a vari generi e sottogeneri cinematografici, riesce però a unire il tutto in modo armonico, aggiungendo all'equazione una forte componente cyberpunk in grado di mantenere in equilibrio l'intero film dall'inizio alla fine.
Dagli immortali racconti di Philip K. Dick fino alle influenze orientali di autori come John Woo, le autrici hanno letteralmente "attinto" da un numero davvero elevato di opere precedenti, provando al contempo a puntare sull'innovazione attraverso i mezzi tecnologici a loro disposizione.

La stessa tecnica del bullet time, già vista in azione in altri film, in Matrix è stata portata a un livello superiore grazie all'uso massiccio della computer grafica, in grado di settare nuovi standard per tutte le opere venute dopo.
A incidere più di ogni altra cosa nell'immaginario collettivo ci ha pensato poi l'iconica scena in cui Morpheus (una delle poche persone riuscite a liberarsi da Matrix) spiega a Neo la verità sul mondo che lo circonda - voi quale pillola avreste preso?
Il macrotema della scelta (che tornerà preponderante anche nei capitoli successivi) viene proposto allo spettatore nel modo più semplice possibile; nell'ormai arcinota sequenza in cui il protagonista sceglie di scoprire la verità sul mondo in cui vive, filosofia, sci-fi e lirismo si uniscono in un sapiente mix emozionale che ha reso il primo Matrix un vero e proprio cult intramontabile della fantascienza moderna.
Dall'interrogatorio tra Neo e l'agente Smith (storica nemesi del protagonista) alla sequenza in cui il personaggio principale schiva le pallottole piegandosi all'indietro in bullet time, l'opera stupisce in ogni occasione, senza però mai dare dei punti fermi allo spettatore, che si ritrova a scoprire elementi nuovi scena dopo scena.

Il ritmo dell'opera è infatti impostato in crescendo, particolare sicuramente ammirabile dato che già dall'inizio si viene letteralmente travolti da una serie di sequenze al cardiopalma.
La trama del film, all'epoca della sua uscita, non è stata in realtà compresa in modo immediato, portando un gran numero di persone a ritenerlo eccessivamente cervellotico o complicato.
Con il passare del tempo però, la pellicola è riuscita via via a imporsi sempre di più come un vero e proprio nuovo punto di partenza della fantascienza moderna, grazie anche a personaggi molto ben caratterizzati, sia dal punto di vista introspettivo che da quello marcatamente stilistico.
La grande popolarità ottenuta da Matrix ha però anche oscurato film altrettanto validi usciti nello stesso periodo, quali ad esempio eXistenZ, Dark City e Il tredicesimo piano, ancora oggi non molto conosciuti dal grande pubblico.

Ricariche e Rivoluzioni

A fronte di un'ottima prima pellicola di natura autoconclusiva, con incassi stellari ottenuti in tutto il mondo, non è passato molto tempo prima di trasformare il tutto in un vero e proprio brand. Peccato soltanto che i due film successivi (che in realtà fanno parte di un'unica opera divisa in due blocchi) non siano stati in grado di superare (o quantomeno raggiungere) il film originale.
Matrix Reloaded, pur puntando su scene action ben realizzate e, se vogliamo, ampliate rispetto a quanto visto in precedenza (salvo l'uso davvero eccessivo della CGI per ricreare gli attori in alcune sequenze), risulta in generale poco innovativo.
Seppur non sia un film pessimo, il dialogo tra Neo e l'Architetto non fa altro che mettere ulteriore carne al fuoco rispetto alla già grande mole di informazioni presenti nel primo capitolo.
L'intenzione delle autrici di espandere a dismisura l'universo di Matrix (lasciando intendere che la lotta tra gli uomini e le macchine duri da molto più tempo di quanto in realtà si pensi) ha però scoperto il fianco a una trama eccessivamente pasticciata in cui viene a perdersi la linearità del debutto.
In Matrix Revolution, capitolo conclusivo della saga, si è invece deciso di spostare l'azione (per quasi tutto il film) nel mondo reale, ponendo al centro della scena la lotta tra umani e macchine.

Per quanto anche questa pellicola, così come la precedente, non si possa considerare pessima, si avverte ormai palese l'allungarsi sempre più forzato della trama.
Lo scontro tra umani e macchine risulta ben realizzato ma troppo lontano da quello che Matrix era in origine; per quasi tutto il film si ha l'impressione di star vedendo un qualcosa di completamente diverso, che poco o nulla ha a che fare con la parabola di crescita e sacrificio che caratterizza Neo fin dalle origini.
Il combattimento finale, esagerato e altamente spettacolare, riesce comunque a rendere il prodotto tutto sommato godibile, seppur incapace di coinvolgere in maniera marcata lo spettatore anche per via di una risoluzione a tratti semplicistica del conflitto tra umani e macchine.

Il sentiero di Neo

A fronte quindi dei due lavori finali, sicuramente non incisivi come il primo, Matrix ha dato il via nel corso del tempo a un numero molto elevato di opere derivate, tra cui fumetti, film animati e videogiochi.
Nell'ultimo periodo sono poi venuti a galla sempre più rumor riguardanti il nuovo capitolo del franchise, ancora avvolto nel mistero.
Per ora, l'unica certezza è che non si tratterà di un remake del primo film, quanto invece di un prequel o di uno spin off.
Vista infatti la vastità dell'universo creato dalle Wachowski - e dei possibili interessanti sviluppi che potrebbero scaturire da un approfondimento di nuove tematiche legate all'universo di Matrix - non è in realtà da escludere un nuovo blocco di film collegati tra loro.

Molto probabilmente, Keanu Revees non tornerà a vestire i panni del protagonista (l'attore ha infatti dichiarato di voler tornare nei panni del personaggio solo nel caso in cui il nuovo film sia curato in prima persona dalle Wachowski), anche se al momento è ancora troppo presto per capire cosa succederà.
I fan della saga sono quindi pronti ad avventurarsi ancora una volta all'interno di Matrix, consci del fatto che tutto quello che conoscono, o hanno conosciuto, potrebbe all'improvviso cambiare per sempre. Pillola rossa o pillola blu?

Quanto attendi: Matrix

Hype
Hype totali: 13
87%
nd