Marvel VS DC: universi cinematografici a confronto

Analisi degli universi cinematografici Marvel e DC, ormai sempre più simili per temi e contenuti: ma è davvero un bene?

Articolo a cura di

Nel corso degli ultimi dieci anni, i cinecomic hanno via via acquisito sempre più importanza, portando la stessa industria cinematografica ad adattarsi di conseguenza, puntando sempre più spesso a investire su progetti di ampio respiro rispetto a pellicole autoconclusive.
Le divisioni cinematografiche Marvel e DC, in un primo momento molto distanti per tipo di approccio e stile, con il tempo hanno puntato sul costruire una continuity poiché ogni opera fa parte di un singolo universo narrativo condiviso.
In questo articolo proveremo quindi ad analizzare, in un'ottica generale, i vari aspetti che hanno contraddistinto (e che contraddistinguono) entrambe le produzioni.

Supereroi con superproblemi...

Se pensiamo a opere come lo Spider-Man di Sam Raimi o l'Hulk di Ang Lee, pellicole dalla forte impronta autoriale nate con lo scopo di intrattenere senza però "prendere per mano" il pubblico, non possiamo che constatare l'enorme differenza di approccio che si è poi verificata dal 2008 in poi, anno di uscita di Iron Man.
La divisione cinematografica della Marvel, infatti, a un certo punto ha provato a cambiare le carte in tavola per risollevarsi da una situazione economica non propriamente ottimale. Si è deciso così di puntare proprio su Iron Man - un supereroe allora poco conosciuto da chi non leggeva fumetti (specialmente in Italia) - cercando di traslare il concetto di continuity fumettistica in ambito cinematografico.

Grazie al film diretto da Jon Favreau, e in modo totalmente insperato, la divisione cinematografica della Marvel riesce quindi a rilanciarsi in modo ottimale, ponendo le basi per quello che di lì a poco sarebbe diventato il Marvel Cinematic Universe che tutti conosciamo.

Parte così la cosiddetta Fase Uno, una sorta di ampio blocco narrativo formato dal già citato Iron Man e da molti altri film, quali L'incredibile Hulk, Iron Man 2, Thor, Captain America - il primo Vendicatore e The Avengers. Questi nuovi prodotti, pur discostandosi abbastanza dal concetto di autorialità, riescono a risultare - chi più chi meno - godibili e funzionali all'idea originaria da cui è iniziato tutto, cioè rendere i vari film parte integrante di uno stesso universo narrativo.

In particolare il primo Iron Man può essere considerato ancora oggi come un ottimo esempio di cinecomic, grazie a una storia fedele alle origini seppur modernizzata, in cui anche l'aspetto tecnico risulta ben curato (ottima anche la caratterizzazione del protagonista interpretato in maniera impeccabile da Robert Downey Jr.).
Lo stesso Avengers, opera diretta da Joss Whedon nel 2012, è sicuramente un ottimo film, grazie al sapiente utilizzo di una dimensione corale in grado di valorizzare al meglio tutti i supereroi coinvolti e a una battaglia finale gestita sapientemente in ogni sua sfaccettatura.

Il Marvel Cinematic Universe diventa così una realtà consolidata e capace, grazie all'ottima conclusione della Fase I, di dettare nuovamente le regole del gioco, soprattutto per la riacquisizione dei diritti di sfruttamento dei propri personaggi, che molto tempo prima erano stati svenduti per "pochi" milioni di dollari al miglior offerente.

In seguito poi all'avvento della Disney (che ha acquisito in blocco la Marvel), i cinecomic hanno acquisito ancora più importanza, riuscendo in breve tempo a riscrivere le regole del cinema d'intrattenimento.

Nonostante qualche film non pienamente riuscito, varie opere appartenenti alla Fase II e III sono state in grado di mantenere alta l'asticella della qualità, basti pensare a film come Guardiani della Galassia, Captain America: The Winter Soldier, Doctor Strange e Ant-Man.
A chiudere infine il percorso (lungo ormai una decade) di tutti i supereroi apparteneti al Marvel Cinematic Universe, ci hanno pensato Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame, film capaci di gestire molto bene il gran numero di personaggi su schermo.

... o superproblemi con i supereroi?

Nonostante uno sviluppo molto più simile a quello dei serial tv piuttosto che ai film autoconclusivi, la Disney/Marvel è riuscita a creare un modello di business in grado di generare un guadagno di miliardi di dollari a ritmi vertiginosi (basti pensare che nel giro di 10 anni sono uscite circa 20 opere).
La Warner Bros Pictures, pur partendo da una situazione di netto vantaggio rispetto alla diretta concorrente (dato che tuttora detiene i diritti dei vari supereroi DC e non ha dovuto in nessun modo affannarsi per contrattare con altre case produttrici), si è ritrovata letteralmente spiazzata di fronte alla lucidità di business della Marvel.

La Warner, che ha iniziato a porre le basi del DC Extended Universe con colpevole ritardo attraverso il comunque godibile Man of Steel, ha dovuto per forza di cose correre ai ripari cercando di recuperare terreno con il mastodontico Batman v Superman: Dawn of Justice.
Con un'operazione inversa a quella Marvel, la DC ha infatti presentato i suoi supereroi principali senza prima far uscire i film dedicati ai singoli personaggi, mettendo insieme in Dawn of Justice un numero davvero elevato di eventi e situazioni sicuramente non semplicissimo da assimilare per chiunque non conosca gli universi fumettistici di riferimento.

Sia Man of Steel che Dawn of Justice, seppur non perfetti, sono comunque stati concepiti per avvicinarsi maggiormente a un registro serioso, mentre con Suicide Squad si è deciso di andare verso una direzione completamente opposta, cercando di avvicinarsi a uno stile scanzonato in stile Marvel, senza però riuscirci totalmente.

Se Wonder Woman e Aquaman possono considerarsi finora i film migliori del DC Extended Universe, l'opera forse meno riuscita dell'intero franchise è Justice League.
Il film "corale", sicuramente minato alle fondamenta dallo sviluppo travagliato (il regista Zack Snyder ha infatti dovuto abbandonare le riprese in seguito a un gravissimo lutto familiare lasciando il testimone a Joss Whedon), risulta dotato di due anime differenti e opposte.
Il registro cupo e serioso di Snyder non è infatti riuscito ad amalgamarsi in maniera soddisfacente a quello solare di Whedon, creando quindi (all'interno dello stesso film) una sorta di cortocircuito tematico in cui non si riesce a comprendere al meglio la direzione stilistica intrapresa dall'opera.
Shazam, il recente film diretto da David S. Sandberg, ha deciso di percorrere una strada simile, avvicinandosi il più possibile a un target di pubblico di giovani e giovanissimi, puntando forse in maniera troppo eccessiva sull'infantilismo.
Una nota di merito invece va a Joker, l'opera diretta da Todd Phillips capace di ribaltare le carte in tavola riscrivendo nuovamente le regole dei cinecomic, grazie a un taglio maggiormente cupo e maturo rispetto agli standard del genere.

Poteri, pubblico, responsabilità

Negli ultimi anni abbiamo quindi assistito a una vera e propria ascesa del genere supereroistico nelle sale cinematografiche, capace di infrangere record su record senza sforzi apparenti.
Sia la Marvel che la DC hanno ovviamente intenzione di continuare la loro "battaglia" per ancora molto tempo, puntando su prodotti che hanno ancora molto da dire, tanto a livello tecnico quanto concettuale.
Noi, come pubblico, non possiamo fare altro che osservare lo scontro pretendendo al contempo (per quanto possibile) di vedere sempre contenuti originali e innovativi, così da scongiurare il pericolo legato alla prevedibilità, spesso uno dei grandi limiti dei cinecomic.
Solo il tempo però potrà dirci davvero se i film di supereroi riusciranno a entrare di diritto nella storia (e nei manuali) di cinema, arrivando magari a rivaleggiare addirittura con i capolavori intramontabili della settima arte di ieri, di oggi e di domani. O forse l'hanno già fatto?

Che voto dai a: Avengers: Endgame

Media Voto Utenti
Voti: 368
8.3
nd