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Marvel Cinematic Universe, Kevin Feige re del cinecomic: chi lo ferma più?

Da produttore a presidente dei Marvel Studios, il percorso di Kevin Feige lo ha portato a essere il re del cinecomic, plenipotenziario in casa Disney

Marvel Cinematic Universe, Kevin Feige re del cinecomic: chi lo ferma più?
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Non sempre il ruolo del produttore cinematografico finisce sotto i riflettori, anzi fino a qualche anno fa non nemmeno facile ricollegare un film a uno specifico produttore, a meno di non essere degli addetti ai lavori. Eppure parliamo di una delle figure preminenti all'interno di una produzione cinematografica, che si assume gli oneri dei costi di produzione e anche, a volte, del cast e della pipeline di progetto. Jerry Bruckheimer, produttore della saga de I Pirati dei Caraibi, è stato forse quello più in vista negli ultimi anni, soprattutto grazie ai suoi 10 miliardi di incassi al cinema, senza dimenticare Charles Roven, che ha prodotto la trilogia de Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, arrivando anche a Avil Arad, che dal 1993 al 2006 è stato presidente e amministratore delegato della Marvel Entertainment. Adesso in questa lista, a guardare tutti dall'alto, c'è un solo nome, noto a tutti: Kevin Feige.

Un appassionato predestinato

Sin da giovane desideroso di entrare nel mondo del cinema, Feige è nipote d'arte, col nonno materno, Robert E. Short, produttore televisivo negli anni '50. Il suo primo contatto con la produzione avviene con Volcano, accanto a Lauren Shuler Donner, per poi arrivare alla Marvel Entertainment nel 2000, proprio sotto la guida di Avil Arad, che sette anni dopo lo nomina direttore di produzione dei Marvel Studios.

Il suo primo approccio con la produzione in ambito Marvel avviene proprio nel 2000 con X-Men, nel quale Donner lo chiama come associate producer, proprio grazie alla sua conoscenza dell'universo trattato. Erano i primi approcci di cinecomic, erano le prime volte che Marvel trasponeva in pellicola per il grande schermo i propri fumetti e per evitare di commettere errori era necessario avere qualcuno che potesse non solo supervisionare, ma controllare ciò che sarebbe stato realizzato. Feige in questo ruolo iniziò a farsi notare da Arad, arrivando a scalare sempre più la classifica di gradimento e mettendo la propria firma anche sullo Spider-Man di Sam Raimi e sui film di Daredevil, Hulk, The Punisher e I Fantastici Quattro. È alla metà degli anni 2000, però, che l'intuizione sugli Avengers colpisce Feige, perché pur sapendo che Spider-Man e gli X-Men erano oramai delle licenze Sony e 20th Century Fox, Marvel aveva mantenuto i diritti su quelli che erano i membri principali dei Vendicatori. Da qui l'intenzione di creare un universo espanso proprio come Stan Lee e Jack Kirby avevano fatto nei fumetti all'inizio degli anni '60.

La nascita del Cinematic Universe

Da quel momento in poi, dal 2007, Kevin Feige viene promosso al ruolo di direttore della produzione dei Marvel Studios, dando il via al film di Iron Man, il primo passo per un progetto che poi si trasformerà nella Fase 1 del Marvel Cinematic Universe, per raccontarci le genesi degli Avengers, pronti poi a difendere la Terra da quel nemico che scopriremo più avanti essere Thanos.

Storia nota, perché Feige è riuscito, nel tempo, a tessere una tela che ha spinto sempre di più sul prodotto editoriale, cercando un intreccio che ben gli apparteneva, da appassionato lettore della materia. Complice, quindi, il successo al botteghino e il grande successo mediatico che si è creato intorno al Cinematic Universe, a oggi Kevin Feige è sempre più vista per il suo ruolo, finendo per essere acclamato come uno dei migliori produttori di sempre. A mancare, al momento, nel suo palmares sono gli Oscar, i Golden Globe e i Producers Guild of America Award: premi ai quali è stato candidato, tutti e tre per Black Panther (a proposito, recuperate qui la nostra analisi del trailer di Black Panther Wakanda Forever), ma che non ha saputo ancora vincere. Forse avrebbe meritato qualcosa per Endgame, per il climax che ha saputo mettere in piedi in un evento iniziato nel 2007 e conclusosi nel 2019, con una saga di dodici anni che si traduce in un progetto epocale, in grado di portarlo in vetta alla classifica dei produttori più di successo al botteghino. Oltre al fatto di essere stato in grado, a oggi, di continuare a far vivere quel franchise, che andrà avanti almeno fino al 2025, per un totale di diciotto anni.

E non possiamo confermare che Marvel si fermerà alle Secret Wars. Se dopo Thanos sarà il momento di Kang, l'inserimento de I Fantastici Quattro in quella fitta trama di release fino alla Fase 6 (approfondite qui il nostro speciale sul futuro della Marvel) potrebbe aprire scenari che conducono diritti in bocca a Galactus, il divoratore di mondi, o all'universo degli X-Men, chiamati a una nuova vita e pronti a doversi confrontare con Sinistro o con Apocalisse. Insomma, Marvel ne avrebbe ancora di contenuti da produrre e con la ramificazione anche in quelle che sono le serie televisive distribuite su Disney+ sarà difficile immaginare una conclusione prossima e immediata alla vastità di elementi sui quali, siamo sicuri, Feige sta già ragionando. Perché fermarsi adesso che si è dimostrato che la giostra funziona sarebbe davvero da folli.

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