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Marvel Cinematic Universe: la classifica dei migliori film usciti finora

Dal migliore al peggiore, proviamo oggi a stilare una classifica omni-comprensiva del franchise Marvel Studios.

Marvel Cinematic Universe: la classifica dei migliori film usciti finora
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Nascevano ormai dieci anni fa sotto l'egida di Avi Arad i mitici Marvel Studios, che dal 2008 fino a oggi ci hanno saputo regalare meraviglie visive in ambito cinecomic di ineguagliabile fattura. Questo certamente grazie all'ascesa alla presidenza degli studios del lungimirante Kevin Feige e all'acquisizione miliardaria da parte della Disney, che ha stanziato nel tempo importanti fondi sul progetto Marvel Cinematic Universe, ricevendo in cambio profitti record e un numero impressionante di fan e sostenitori. Nel corso dei vari franchise e di titoli di ottima o media fattura, la cosiddetta Formula Marvel - mix di azione, dramma e ironia ben calibrato - si è decisamente evoluta, prima consolidando il suo modus operandi in termini di pura scrittura per puntare poi tutto sulle storie e su talenti provenienti dal cinema indipendente come James Gunn, Scott Derrickson o Taika Waititi, arrivando infine alla perfetta cristallizzazione della propria espressione di genere con Avengers: Infinity War, adesso nelle sale.
Il progetto MCU, lo sappiamo, è stato diviso per comodità in diverse stadi creativi, conosciuti come Fase 1, Fase 2 e Fase 3, ma oggi in queste righe vogliamo andare oltre le suddivisioni e tentare di stilare una classifica di tutti e 19 i film dell'Universo Cinematografico Marvel usciti sinora, tenendo conto ovviamente dell'evoluzione della formula di cui sopra. La classifica che andremo a riportare di seguito non sarà certo condivisibile da tutti, per ovvie ragioni come gusti, conoscenza del media e del rapporto personale che si ha con il genere, vi invitiamo quindi a stilare la vostra personale preferenza per i film dell'MCU nei commenti.

19 - THOR: THE DARK WORLD

Il secondo film della Fase 2 si è rivelato essere un grande buco nell'acqua. Arrivava dopo l'amato-odiato Iron Man 3 che tanto aveva da mostrare e da dire soprattutto a ridosso dell'inizio del successo del MCU, dopo l'aulico e al contempo ironico Thor di Kenneth Branagh, ma al suo arco purtroppo aveva poche frecce. Il lavoro di Alan Taylor alla regia si è dimostrato inoltre povero di inventiva e privo di troppi virtuosismi, mentre la sceneggiatura di Christopher Markus e Stephen McFeely un intreccio pesante e poco equilibrato di dramma e ironia, peraltro con scene d'azione di scarso entusiasmo. Il rimaneggiamento obbligato di Joss Whedon, poi, ha praticamente tagliato visibilmente il film in due parti stilisticamente differenti, affossando ancora di più il risultato.

18 - L'INCREDIBILE HULK

"Canonico o non canonico", questo è il problema per molti fan, ma noi ne siamo convinti: L'Incredibile Hulk di Louis Letterier è assolutamente canonico, anche se di dubbia qualità. Edward Norton nei panni di Bruce Banner era per molti la scelta perfetta per portare il personaggio al cinema, quella più vicina ai fumetti rispetto al poi controverso Mark Ruffalo, ma il problema del film era la sceneggiatura firmata da Zack Penn e dallo stesso Norton. Partiva bene, prendendosi il suo tempo, ma col passare dei minuti si intuiva come tutto ruotasse più intorno a Bruce che a Hulk, mostrato infatti pochissime volte e con un look molto dark che marcava la mano sulle fibre muscolari sottocutanee. Non fosse per un'evoluzione noiosa e scontata degli eventi, peraltro priva di ironia e sagacia, il film sarebbe stato più accettabile e godibile, anche grazie a diverse scene d'azione molto interessanti. Nell'economia dell'Universo Cinematografico Marvel e della sua evoluzione, però, non c'è purtroppo storia, il che lo relega nelle parti più basse della classifica, anche se resta comunque un film migliore, più coerente e interessante del disastroso Thor: The Dark World.

17 - IRON MAN 2

Terzo film del MCU e secondo capitolo del beneamato Iron Man, che nel 2008 aveva dato il calcio d'inizio ai giochi di continuity. Era esattamente tutto ciò che non doveva essere un sequel, specie un secondo capitolo di un film così amato e lodato come Iron Man. Jon Favreau aveva tentato di ingrandire la portata del progetto introducendo più personaggi, lo S.H.I.E.L.D e Vedova Nera, oltre a mettere Tony Stark faccia a faccia con Nick Fury, ma peccò nella costruzione del villain e nello sviluppo della trama, con molti punti bassi e noiosi. L'ironia pungente del primo film, del Tony degli inizi, c'era, ma forse con l'effetto novità ormai alle spalle e con momenti scritti non così bene come il primo film tutto è rimasto nell'area del discreto, senza eccellere come il predecessore. Restano incredibili la opening scene con Tony che si gettava dall'aereo e lo scontro con War Machine, ma la battaglia finale contro Whiplash e il focus sull'eredità di Howard Stark potevano essere sviluppate molto meglio. Un bel film, ma bisogna tenere conto anche di quello che è venuto dopo.

16 - THOR

Alla regia un grande mattatore del teatro shakespeariano e nei panni del Dio del Tuono norreno un attore al tempo poco conosciuto ma dal physique-du-role incredibile. Nel lavoro di continuity del MCU il primo Thor si è rivelato un tassello importantissimo, tanto che si decise di introdurre proprio lì Occhio di Falco. Il linguaggio più sostenuto e l'epica dietro alla cacciata di Thor da Asgard venivano poi miscelate a dovere a un'ironia inaspettata e dannatamente funzionale, tanto da arrivare a sorprendere molti dei fan di lunga data del supereroe Marvel. La storia parlava di origini e raccontava il contrasto con il fratellastro Loki, nei cui panni brillava Tom Hiddleston, ma l'assenza di scene d'azione di forte impatto e una parte centrale molto lenta e farraginosa gli tolsero un forse meritato posto nel Valhalla. Resta un film nettamente superiore al suo successore diretto, ma inferiore di molto al terzo capitolo, vera esasperazione voluta e ricercata della Formula Marvel, decisamente coraggioso. Qui, però, c'era la base originale di quel successo, un titolo assolutamente valido al netto dei suoi difetti.

15 - CAPTAIN AMERICA: IL PRIMO VENDICATORE

La storia del Primo Vendicatore, il primo supereroe terrestre. Captain America era un titolo che vivava di una prima parte clamorosa, dal ritmo ben cadenzato, ironica e interpretata benissimo da Chris Evans, e da una seconda invece più scontata e di scarso appeal che faceva da esatto contraltare alla prima ora precedente. La regia di Campbell risultava estremamente funzionale alla nascita di Cap e al sentito patriottismo e spirito di sacrificio di Steve Rogers, e vederlo dimenare il suo iconico scudo per la prima volta sul grande schermo lasciava decisamente il segno, specie perché Evans si presentava come la perfetta incarnazione del personaggio. È un film che viveva sulle spalle del suo protagonista, che per buona metà lo sorreggeva in modo impeccabile, per poi rovinare fragorosamente su di un terzo atto dimenticabile. Il finale che trasportava Rogers direttamente ai nostri giorni era poi bellissimo e restavadavvero impresso nella mente, per un cinecomic "di guerra" al tempo unico nel suo genere.

14 - BLACK PANTHER

Gli americani lo hanno descritto come il miglior film dell'Universo Cinematografico Marvel, ma la verità nuda e cruda è che Kevin Feige e Ryan Coogler hanno saputo giocare perfettamente con i tempi e con la situazione socio-politica trumpiana, confezionando un cinecomic più incentrato sul Wakanda che sul suo supereroe titolare. Ha un messaggio e una scrittura molto forti, con un villain come Killmonger che ruba la scena nel momento esatto della sua run-time sul grande schermo, ma il film è quello che più si distanzia al momento dalla Formula Marvel: poca ironia, molto dramma e scene d'azione ridotte all'osso.
Difficilmente vedremo presto qualcosa di simile all'interno del progetto MCU, così profondo e rilevante, ma Black Panther proprio per questo non vive al massimo la sua natura cinecomic, dimostrandosi un ottimo film sul Wakanda e sulla rivincita della minoranza afro-americana ma soltanto un mediocre film sulla Pantera Nera. L'impatto culturale che avuto in America si è perso ovviamente nel nulla in territori come quello europeo o asiatico, lasciando spazio più a una vena di dissenso in puri termini di genere che di approvazione. La scrittura è comunque senza dubbio raffinata e necessaria, ma no, siamo lontani dai posti alti della classifica.

13 - AVENGERS: AGE OF ULTRON

Dopo il primo, fenomenale e lodato Avengers, l'attesa attorno al secondo capitolo del franchise crossover diretto da Joss Whedon era veramente alle stelle, ma il regista non ha saputo in parte mantenere le promesse fatte, specie in merito al villain titolare, Ultron. Non che l'intelligenza artificiale doppiata in originale da James Spader fosse traslata male sul grande schermo, ma il suo ruolo in fin dei conti rappresentava il classico cattivo macchiettistico e poco più, nonostante alcune linee di dialogo estremamente filosofeggianti. C'erano poi sequenze che restavano impresse, come l'opening scene, l'intera battaglia finale a Sokovia e Iron Man contro Hulk, ma la gestione di personaggi come Wanda o Quicksilver e alcuni passaggi della storia lo hanno purtroppo lasciato scoperto a diverse critiche strutturali. Dopo Age of Ultron Whedon si è poi detto "stanco e deluso", tanto da decidere di lasciare il suo posto alla Marvel.

12 - ANT-MAN

Forse insieme a Thor: The Dark World il film più travagliato in termini produttivi dell'intero MCU. Inizialmente a bordo del progetto c'era il brillante Edgar Wright, ma per diversi problemi creativi, specie legati a imposizioni artistiche relative alla continuity, il regista di Hot Fuzz decise di abbandonare il progetto dopo anni di sviluppo, lasciando un bel buco da colmare. Il personaggio non era già tra i più amati né conosciuti, quindi c'era bisogno di lanciarlo in sala nel miglior modo possibile e la scelta di un regista come Peyton Reed non aiutò a tranquillizzare i fan. Fortunatamente Ant-Man si rivelò sotto la guida del regista di Yes Man un cinecomic a tutto tondo, ironico e spiazzante, diretto con virtuosismo e voglia di sorprendere, specie nella raffinate e spettacolari scene d'azione grande-piccolo. Nella sostanza un divertente heist-movie senza troppo da dire ma concentrato sulla rivalsa del ladruncuolo Scott Lang, interpretato da un ottimo Paul Rudd. Il villain Calabrone era anche qui in linea con il semi-scempio dei cattivi Marvel al cinema, ma quanto meno nei combattimenti tirava fuori una grinta incredibile e la battaglia finale risultava davvero micro-sontuosa e memorabile.

11 - SPIDER-MAN: HOMECOMING

Sottoscritto l'accordo Marvel/Sony, Spidey era pronto già in Civil War a tornare a casa, ma è in Homecoming di Jon Watts che abbiamo assistito alla prima avventura interamente dedicata al Peter Parker dei Marvel Studios -creativamente parlando, dato che i diritti restavano alla Sony. Dopo tanto clamore,comunque, il film non ci ha lasciati delusi, dimostrandosi non solo un'ottima commedia adolescenziale piena di ritmo e ironia, ma anche un piccolo thriller di quartiere, con un nemico come Avvoltoio interpretato da Micheal Keaton capace di imprimersi nella memoria anche solo grazie al suo sguardo. Un cinecomic forse più piccolo in termini di puro spettacolo rispetto anche ad Ant-Man, qui sopra, ma ricco di scrittura intelligente e soprattutto con un grandissimo Tom Holland, protagonista giovane, atletico e davvero talentuoso. Il ritorno a casa dopo il pessimo tour-reboot in The Amazing Spider-Man, insomma, ha davvero giovato alla salute del personaggio e alla pazienza dei fan. Con 800 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, Jon Watts è stato inoltre riconfermato alla regia del sequel, in arrivo già il prossimo anno dopo l'atteso Avengers 4.

10 - IRON MAN 3

Il più grande esempio di "cinecomic troll" nella storia del genere. Che Shane Black avesse una penna affilata e pungente era cosa giusta e risaputa, ma che arrivasse addirittura a giocare con furbizia e sagacia con un villain come Il Mandarino nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Inizialmente, più o meno tutti si aspettavano un film molto più dark rispetto ai precedenti capitoli, con un Tony Stark messo sotto scacco dalle potenti forze del Mandarino e in cerca di se stesso, in una storia più introspettiva e profonda. In parte è stato così, ma in realtà Iron Man 3 si è rivelato un cinecomic assolutamente brillante nella sua volontà di spingere l'acceleratore su di un'ironia comedy-noir senza perdere d'efficacia nell'azione.
Black è uno degli scrittori più dotati e intelligenti che ci siano in circolazione e la sua voglia di ribaltare il concetto di villain si è rivelata sicuramente astuta, ma ha pagato lo scotto che pagano tutti i troll, tirandosi dietro l'ira di alcuni fan imbestialiti, soprattutto per il non mantenimento di ognuna delle promesse fatte. Era lo stesso discorso intrapreso da Rian Johnson in Star Wars: Gli ultimi Jedi, solo che Johnson non era Shane Black.

9 - DOCTOR STRANGE

Psichedelico, allucinante, con un protagonista immenso come Benedict Cumberbatch: Doctor Strange è probabilmente il titolo stilisticamente più virtuoso e delirante del MCU, il cui ottimo risultato in termini d'azione e sviluppo è stato del tutto coadiuvato dalla mano preparata e appassionata di un regista come Scott Derrickson, un cineasta proveniente dalla scena horror e già rinomato per il suo spiccato perfezionismo. Rifacendosi così all'incredibile lavoro di Steve Ditko, nel raccontare la storia di origini dello Stregone Supremo, il Doctor Strange Marvel è stato capace di strutturare da zero un nuovo tipo di universo, quello Multidimensionale, magico, creando alcune delle più belle e visivamente spaventose sequenze d'azione che l'Universo Cinematografico ricordi, spettacolari, avvincenti e strane nella loro bellezza abbacinante. Si tratta comunque di un titolo che vive interamente sulle spalle del suo protagonista, incentrato sulla sua caduta, il suo addestramento e infine la sua rinascita, con una storia scritta decisamente bene e con una co-protagonista eccezionale come Tilda Swinton, che resta in fin dei conti una "classica" origin story. La battaglia finale combattuta durante il riavvolgersi del tempo - con trovate visive eccellenti - resta tra le migliori sequenze action dei dieci anni del MCU. Nella sua volontà di sorprendere sensorialmente lo spettatore, nel genere cinecomic, Doctor Strange resta assolutamente impareggiabile.

8 - IRON MAN

Il primo, indimenticabile e storico film dell'Universo Cinematografico. È stato la base di partenza di tutto, il fulcro della Formula Marvel, origine di un modo di sviluppare e intendere il cinecomic come mai prima del 2008 era stato pensato. È stato il vero inizio del trionfo del genere, non solo scritto in modo praticamente perfetto per essere una storia d'origini, ma interpretato magnificamente da un allora quasi dimenticato Robert Downey Jr., che grazie all'Uomo di Ferro ritrovò la perduta via del successo, divenendo uno degli attori più pagati e amati di sempre. Il suo Tony Stark è stato ed è tutt'ora la perfetta traslazione cinematografica del personaggio a fumetti, sia fisicamente che moralmente parlando. Proprio come Tony è Iron Man, Downey Jr. è Stark: un'interpretazione magistrale, ironica, profonda e rispettosa di tutti i canoni del personaggio.
Non che il film di Jon Favreau vivesse e respirasse l'azione in modo totalmente salutare, dato che in fin dei conti c'era più contenuto che spettacolarità, ma si parla di un cinecomic che mostrava il crollo delle certezze di un miliardario viziato e la presa di coscienza delle sue responsabilità, il tutto ovviamente nel mix bilanciato di ironia e dramma che è stato poi tanto caro ai futuri film dei Marvel Studios. Iron Man è insomma il capostipite, un antenato saggio e un film bellissimo.

7 - CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR

Sulla carta era il terzo capitolo del franchise di Captain America, nella pratica ha rappresentato un vero e proprio Avengers 2.5, tanto che il finale aveva gettato la basi della Fase 3 e di alcune divisioni poi rimaste tali in Infinity War. Alla regia i fratelli Russo, duo molto preparato e dal tocco magico che ha confezionato al momento tre dei migliori titoli del MCU. Il film seguiva gli eventi di Age of Ultron, introducendo i Patti di Sokovia e allontanandosi dunque dalla vera Civil War fumettistica, incentrata sull'identificazione dei supereroi. È stato un titolo davvero gigantesco, tanto da superare in portata Avengers 2, con scene d'azione dirette superbamente dai Russo e con l'introduzione di Black Panther e Spider-Man, tutti in un unico film prima dei loro stand-alone. C'era visione, regia e c'erano praticamente tutti gli Avengers divisi in due fazioni in lotta per salvare o catturare Bucky, perno centrale della storia, dedicata anche al passato di Tony Stark. Meno ironia rispetto ad altri importanti titoli del MCU ma tanto contenuto, con una trama che verteva poi come piaceva ai cineasti sul thriller spionistico e politico, così da donare maturità e coerenza al progetto. Decisamente riuscito.

6 - GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL. 2

James Gunn alla sua massima potenza espressiva: questo è Guardiani della Galassia Vol. 2, un film stilisticamente eccezionale e diretto magnificamente dall'irriverente cineasta americano, tutto focalizzato sulla ricerca della battuta intelligente o non-sense ma che lascia ampio margine a una parte drammatica decisamente più significativa rispetto al primo capitolo. È purtroppo più dispersivo rispetto al cinecomic precedente e si perde per forza di cose l'effetto novità, con quel contrasto con l'ambiente spaziale-futuristico creato con la colonna sonora anni '80, ma è comunque un titolo magnifico, profondo e ironicamente esasperato. Cresce l'azione e migliorano i rapporti, ma bisogna obbligatoriamente considerare la sua somiglianza con il primo capitolo del franchise in un contesto di continuity, differenziazione e sorpresa. È un film grandioso e perfettamente disequilibrato e merita i posti alti della classifica, appena fuori dalla Top 5.

5 - CAPTAIN AMERICA: THE WINTER SOLDIER

Dopo il troll di Black in Iron Man 3 e il disastroso risultato di Thor: The Dark World, Captain America: The Winter Soldier si rivelò un successo davvero inaspettato per una Fase 2 partita non proprio come allora preventivato, specie per la sua profondità narrativa e il suo legame con il genere degli spy-thriller. I fratelli Russo hanno saputo confezionare un prodotto coerente nella storia, ricco d'azione spettacolare e con alcuni plot twist legati a doppio filo anche alla serie TV Agents of S.H.I.E.L.D, con l'ormai iconico sussurro "Hail Hydra" nelle orecchie dei potenti. È ancora oggi uno dei migliori stand-alone dell'Universo Marvel, il primo dedicato a Captain America in cui è stato introdotto il fedele collega Falcon e dove trovava ampio spazio anche Vedova Nera. Specie le sequenze d'azione restano incredibilmente superlative, come l'opening scene sulla nave o l'intera battaglia finale al Triskelion, per non parlare del ruolo di Robert Redford, primo villain di una certa importanza dopo Loki nel MCU.

4 - THE AVENGERS

Il primo crossover supereroistico della storia del cinema. Mix brillante di ironia e azione, il film diretto da Joss Whedon perdeva un po' in drammaticità nonostante un buon villain come Loki, che cristallizzava la presenza di Tom Hiddleston nel MCU, ancora oggi considerato uno dei migliori cattivi nel suo genere. Il cinecomic metteva insieme tutti gli eroi allora introdotti, che erano Captain America, Thor, Iron Man, Hulk e i comprimari Vedova Nera e Occhio di Falco, dando un input in più al senso di continuity già introdotto nel primo Iron Man. Era un film che forse oggi non sorprenderebbe più come nel 2012, ma solo a causa delle martellanti uscite al cinema dei cinecomic Marvel, eppure resta ancora memorabile per lo scontro nella foresta tra Cap, Thor e Iron Man, per la battuta "Hulk spacca!" detta da Mark Ruffalo nella sua prima apparizione nei panni di Bruce Banner e per l'intera Battaglia finale di New York, diretta tra piani sequenza e movimenti di macchina geniali da Joss Whedon. Avengers ha ancora adesso una posizione di rilievo nel cuore del grande pubblico e anche dei fan, che ormai sei anni fa assistettero all'ascesa dei Vendicatori al cinema.

3 - THOR: RAGNAROK

Lo sappiamo: attireremo l'ira di molti fan della prima ora del Dio del Tuono, considerato simbolo di austerità e linguaggio aulico, eppure è così. Thor: Ragnarok rappresenta al momento la massima esasperazione della Formula Marvel nella sua caratteristica ironica. È un film sfacciatissimo e girato quasi tutto improvvisando, per volere di quel matto di Taika Waititi, un regista che ha definitivamente sdoganato l'animo indie nel genere cinecomic. Il Ragnarok c'è, ma è sedimentato sotto interi dialoghi che fanno della battuta la chiave di lettura massima del progetto, che lascia spazio al dramma solo per bevi istanti, quelli necessari allo sviluppo della trama, per poi tornare immediatamente a divertirsi. Un titolo libertino, spavaldo e coraggioso che ha riscritto totalmente le basi caratteriali di Thor, le stesse poi riprese e migliorate da Markus e McFeely in Infintiy War. Thor: Ragnarok è probabilmente il cinecomic più fumettistico che si ricordi, sicuramente quello che si prende meno sul serio, in assoluto il più divertente. Può far storcere il naso, è vero, ma questa era la volontà di Waititi: girare un film di genere che giocasse con il genere stesso per trascenderne i limiti e imporsi come perentoria estremizzazione della Formula Marvel. Ha rischiato ed è riuscito, insomma.

2 - GUARDIANI DELLA GALASSIA

Lo stesso contrasto spazio-anni '80 che ha giovato a Thor: Ragnarok è nato proprio da Guardiani della Galassia, che resta senza troppi dubbi uno dei migliori film del genere e non solo del MCU. Un titolo portentoso che arrivava inaspettato, con un James Gunn in assoluto stato di grazia e con alcuni dei casting più riusciti di sempre, su tutti il Drax di Dave Bautista. La scrittura del regista di Super era divertente, fuori controllo, decisamente oltre i limiti allora imposti dalla Marvel, e arrivava a gettare le basi di un universo spaziale ancora in fase embrionale. Guardiani della Galassia ha stile da vendere e poca retorica, scene d'azione memorabili, un quintetto di protagonisti eccezionali e Groot, l'amico albero che tutti noi vorremmo. Un cinecomic ironicamente spietato, formidabile, che al tempo cantava decisamente fuori dal coro. Innovativo e ancora oggi eccezionale.

1 - AVENGERS: INFINITY WAR

Avengers: Infinity War è al momento la vetta più alta di una poetica e di un'epica supereroistica marveliana che è sbocciata in tutta la sua dirompente potenza narrativa dieci anni fa, tra contenuto, spettacolarità e ironia. È un film dove sembra non siano gli eroi a scontrarsi con una nemesi, quanto piuttosto la stessa figura divina, impetuosa e formidabile di Thanos a presentarsi ai suoi avversari per poi imporsi come protagonista assoluta, indissolubilmente legata alla sua venerazione per la morte, equanime, adamantina e incondizionata.
Un poema cinematografico coraggioso e sofisticato nel genere, privo di sbavature significative, coerente, compatto e bilanciato fino allo straordinario finale. Infinity War porta a compimento un percorso di traslazione cinematografica del poema epico greco, tra kalokagathia e mimesi, perfezionando la Formula Marvel ed esprimendosi al massimo delle sue possibilità, senza strafare e senza rinunciare a nulla. È, senza troppa retorica, la Gemma più splendente e raffinata dell'intero MCU.