Martin Scorsese e Netflix di nuovo a lavoro insieme? Sarebbe perfetto

Con un budget lievitato ormai sopra i 200 milioni di dollari, l'autore vorrebbe portare il suo Killers of the Flowers Moon sulla piattaforma streaming.

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Terzo titolo più popolare del 2019 e secondo più celebre tra i film Netflix. Visualizzato in appena una settimana da 26 milioni di utenti unici nonostante le sue 3 ore e 20 di durata complessiva. Una risposta alla sua uscita nelle sale talmente calorosa da prolungarne anche la permanenza nei cinema. Sono questi i dati più importanti con cui parlare del meraviglioso The Irishman di Martin Scorsese, progetto di lunga gestazione dell'autore di Taxi Driver e The Wolf of Wall Street che ha trovato poi concretizzazione e investimenti proprio grazie al colosso dello streaming online, che si è accollato un budget superiore ai 150 milioni di dollari, le spese di marketing e comunicazione e un gran bel rischio. Netflix ha infatti concesso a Scorsese lo stesso beneficio di altri piccoli o grandi autori come Jeremy Saulnier, Alfonso Cuaron o Noah Baumbach: un controllo creativo senza particolari ingerenze da parte della produzione, dall'inizio alla fine, dallo shooting al cut finale.

Fortunatamente per lo stimato regista e per la piattaforma, The Irishman si è rivelato un enorme successo che in termini d'incasso, fosse uscito solo ed esclusivamente nelle sale, avrebbe almeno raddoppiato l'investimento, motivo di grande felicità tanto per Scorsese quanto per Reed Hastings e la sua squadra. Un'esperienza talmente ottima per ogni parte in gioco che infatti il regista e Netflix potrebbero bissare anche per The Killers of the Flowers Moon, prossimo film dell'autore con protagonisti Leonardo DiCaprio e Robert De Niro. E sarebbe semplicemente una mossa perfetta.

Scorsese e Netflix insieme per un unico obiettivo

Principale produttrice del progetto descritto dal regista come "il suo primo film western" è la Paramount Pictures, che si è accaparrata i diritti del film circa un anno fa e ha dato il via a una parntership con l'autore. Ricordiamo che The Killers of the Flowers Moon è basato sull'omonimo romanzo storico di David Grann e racconta di misteriosi omicidi tra le popolazioni autoctone dell'Osage County nei primi anni '20. "Ci sono i cowboy con macchine e cavalli, indiani ghettizzati e una corsa al petrolio senza scrupoli", ha detto Scorsese, che non vede l'ora di iniziare le riprese del film con i suoi due più grandi interpreti feticcio, insieme per la prima volta in un lungometraggio di uno dei più grandi maestri del cinema contemporaneo.
Tutti nomi altisonanti e uno studio con le spalle larghe a sorreggere il progetto, che però a quanto pare starebbe richiedendo degli sforzi economici più esosi del previsto. Al momento si parla di un investimento complessivo di ben 225 milioni di dollari, una cifra mostruosa per un film d'autore senza vezzi da blockbuster che starebbe mettendo in seria difficoltà la produzione, a cui non basterebbero neanche più i nomi di DiCaprio e De Niro come garanzia di successo. Ed è qui che Scorsese si starebbe giocando la carta di Netflix, così da farla subentrare nel progetto al posto della Paramount e tornare ad avere anche una libertà artistica praticamente totale (anche se in realtà è da vedere, dato il significativo budget).

In tutta onestà, a noi sembra che l'autore stia giocando molto al rialzo in un'unica direzione, cioè quella di tornare a collaborare con il colosso dello streaming. Impossibile dargli torto, d'altronde, visto che nell'ultimo decennio, da Shutter Island fino a Silence, ha faticato non poco per trovare fondi e dei validi investitori, ricacciato puntualmente dagli studios e anche da realtà produttive più piccole, note e indipendenti.

Assurdo, verrebbe da pensare, ma è questa la realtà dei fatti: i grandi studios di Hollywood investono tanto e bene a patto di una risposta economica tollerabile e gli indipendenti come ad esempio Plan B, Annapurna o A24 preferiscono erogare fondi a film molto più piccoli anche se obiettivamente più rischiosi, per motivi di crisi di profitto o per un discorso ben più comprensibile di paura di fallire. È bene sottolineare che nulla di tutto questo ha a che vedere con l'eventuale, auspicabile e probabile bontà di un film di Scorsese, ma con le pretese di un regista rodato e anziano che vuole avere budget e controllo come dice lui, a costo di rinunciare a girare questo o quel prodotto.

Dato l'invito dell'autore, Netflix starebbe già cercando di inserirsi tra le parti per accaparrarsi i diritti di The Killers of the Flowers Moon, come scrive Richard Rushfield su Ankler, spinta all'affare anche dalle dichiarazioni di Leonardo DiCaprio, che ha recentemente dichiarato "di essere disposto a lavorare per un colosso dello streaming". Il successo di The Irishman, la proficua collaborazione con Scorsese, i grandi nomi coinvolti e la possibilità di produrre interamente il primo western nella filmografia di uno dei cineasti più importanti di sempre sono tutti validi elementi di interesse per la piattaforma streaming, invogliata, invitata e stuzzicata nel momento del bisogno del filmmaker a riflettere sull'eventuale acquisto di uno dei titoli più attesi del prossimo anno, lo stesso che potrebbe condurre nuovamente Netflix agli Oscar e a diversi premi.

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