Ti mangio il cuore: come il film con Elodie ci racconta la Quarta Mafia

Dai fatti reali alla versione romanzata: cos'è la Quarta Mafia e come viene rappresentata all'interno dell'opera di Pippo Mezzapesa.

Ti mangio il cuore: come il film con Elodie ci racconta la Quarta Mafia
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Il termine Quarta Mafia si riferisce ad un fenomeno ben distinto e specifico. Non riguarda solamente, come si potrebbe pensare, una questione generazionale, bensì un'organizzazione che è nata e cresciuta in uno specifico territorio giù nelle terre del Sud Italia. È nelle località foggiane che la Quarta Mafia opera unendo vari aspetti di una tradizione criminale che ha da anni afflitto una parte (e più) del Bel paese, che cerca di rapportarsi agli usi e costumi della propria comunità, unendoli all'avanzamento dei tempi e ad un'apertura ad una visione globale e globalizzata. Nell'arco di quarant'anni, l'anche detta Società foggiana, ha scalato le vette della pericolosità attraverso omicidi, estorsioni, usura e riciclaggio, passando dall'essere l'ultima arrivata alla più spaventosa delle associazioni sul suolo nazionale.

Una concentrazione di violenza e crescita di un impero che ha sempre più interessato non solamente i tessuti organici della giustizia nostrana, ma ha cominciato a stimolare anche l'estro creativo e investigativo del mondo letterario e cinematografico, andando da testi di approfondimento sul tema a rivisitazioni in chiave narrativa di fatti reali. È ciò che accade in Ti mangio il cuore, film di Pippo Mezzapesa distribuito di 01 Distribution e prodotto da Indigo Film e Rai Cinema, in concorso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia (trovate qui i vincitori del 79° Festival di Venezia), che verrà distribuito nelle sale a partire dal 22 settembre (qui trovate tutti gli altri film al cinema a settembre 2022).

Dal libro alla trasposizione cinematografica

La versione sceneggiata dal libro di Carlo Bonini e Giuliano Foschini diventa un'opera cinematografica rivisitata dalla scrittura di Mezzapesa stesso e dei collaboratori Antonella Gaeta e Davide Serino.

Un romanzo che, concentrandosi sull'avanzamento della Quarta Mafia, dopo quella siciliana, camorrista e dell'ndrangheta, si focalizza sulla diramazione sempre più espansa dei clan principali e sulla brutalità di una dimensione in cui sconfiggere e ostracizzare i nemici significa sparargli al volto per cancellarne addirittura la memoria. Se però quello di Bonini e Foschini è un trattato dettagliato sui modi di operare, le funzioni, le gerarchie e le azioni compiute dalla Quarta Mafia, per trasporle al cinema l'autore del film con Gaeta e Serino si mette alla scrittura di un racconto dalla struttura archetipica narrando l'ascesa e la caduta di un uomo e della sua famiglia. Nel Ti mangio il cuore di Pippo Mezzapesa viene rivisitata in particolare la vicenda della prima pentita delle organizzazioni criminose nel promontorio del Gargano, la Rosa Fiore che nella pellicola diventa il personaggio di Marilena Camporeale interpretato dalla cantante Elodie, al suo debutto sullo schermo (per farvi una prima idea sulla performance della nascente attrice date uno sguardo al trailer di Ti mangio il cuore).

Cercando di mescolare vissuto e narrazione, accadimenti effettivi e strategie accattivanti per rendere la realtà un racconto che racchiude al suo interno uno scheletro che è prototipo di mille altre storie, per Ti mangio il cuore viene adoperata una costruzione classica su cui si fonda la forza della pellicola. Un'intelaiatura solida e lineare che, nella più semplice e perciò incisiva delle maniere, riporta in modo romanzato gli atti avvenuti, che riverberano della vita quotidiana delle famiglie mafiose, descritte come sfidanti per un trono su cui far colare rivoli di sangue.

Ascesa e potere nel promontorio del Gargano

Alla ripresa del vero di ciò che avviene in una periferia che è centro pulsante di regni del terrore in cui legiferano sovrani ingordi e successori intenti a dimostrare di saper reggere la corona, Pippo Mezzapesa con la sua pellicola esprime la tragicità che rende la scalata per il dominio un percorso di morte e inganni, di doppi giochi e di fiduce tradite, quelle che in Ti mangio il cuore aiutano il protagonista Andrea Malatesta (Francesco Patanè) a ricoprire prima il ruolo di padrone, per poi scatenare le conseguenze di un potere che ha influito negativamente sulla propria cupidigia, rendendolo avido e pazzo.

Nell'incarnazione del personaggio, dunque, non c'è solamente l'osservazione di tanti boss del foggiano che governano sulla regione, ma un intero immaginario di riferimento a cui gli sceneggiatori si rifanno per descrivere l'ubriachezza di successo e crudeltà che vanno influendo sulla psiche del giovane uomo. Lui che forse, idealmente, non avrebbe mai voluto uccidere nessuno, costretto a ritrovarsi più di una volta a dover decretare la vita o la morte di una persona.

Ti mangio il cuore e quella storia d'amore maledetta

Nella cornice arrivista e criminale di Ti mangio il cuore, seguendo un punto di vista femminile che è quello della Marilena di Elodie, l'opera sceglie anche un contorno che possa mostrare uno stacco netto nella trasformazione dello status e, quindi, della personalità del personaggio di Andrea Malatesta, partendo con una storia d'amore.

Nella letizia che il giovane sembrava poter trovare nella relazione con la donna, moglie però di un boss del clan nemico, si coglie l'illusione di un'opportunità di vita che sfuma ben presto, dovendo sottostare a codici d'onore e leggi morali all'interno della Quarta Mafia - o di ogni altra. Prendendo un sentimento già maledetto, ed alla luce tutte le criticità di fronte a cui i due protagonisti decidono di essere ciechi, l'opera costringe la coppia a scendere rovinosamente dalla nuvola su cui pensavano di poter volare via senza incorrere in alcuna ripercussione. Un'iniziale illusione d'amore che presto Ti mangio il cuore immette nelle regole di una società mafiosa da cui il film dimostra che è impossibile scappare. A meno che non si sta al suo gioco. Agire pugnalando e voltando le spalle, non pentendosi di ciò che si sta lasciando indietro. Una produzione che cerca di raccontare ciò che avviene nella realtà, usufruendo dei dettami e dei cifrari con cui si allestiscono racconti letterari e cinematografici, quelli di cui Ti mangio il cuore si avvale.

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