Malefica: la strega Disney per eccellenza

Andiamo a scoprire insieme gli elementi che caratterizzano uno degli antagonisti disneyani più crudeli di sempre: Malefica.

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Fin dalla sua prima apparizione ne La bella addormentata nel bosco, il personaggio di Malefica è entrato di diritto nell'immaginario pop collettivo per la sua grande iconicità, arrivando in un certo senso a cannibalizzare la stessa figura di Aurora, la protagonista del cartone, ancora oggi considerata non così profondamente caratterizzata rispetto a molte altre principesse Disney.
Il film d'animazione, capace comunque di rifarsi anche a un tipo di immaginario cavalleresco molto marcato, come analizzato nel nostro speciale dedicato a tre classici disneyani senza tempo, ha trovato proprio in Malefica uno dei suoi punti più riusciti, dando alla luce un villain ben caratterizzato anche in funzione della sua particolare attitudine alla crudeltà in alcun modo mitigata da una qualsiasi forma di buonismo. In questo speciale ci focalizzeremo sui maggiori tratti distintivi del villain, cercando di comprendere al tempo stesso i cambiamenti che il personaggio ha subito in seguito al reboot in live action del 2014 con protagonista Angelina Jolie.

Malefica e il sole che tramonta

La grande iconicità del personaggio passa in primis dalle sue numerose apparizioni nei più svariati media, dimostrando ancora una volta quanto il villain de La bella addormentata nel bosco sia riuscito a far breccia nel cuore degli spettatori molto più che la protagonista, comparendo anche in vari progetti successivi tra cui, ad esempio, la serie di videogiochi cult Kingdom Hearts.
Forse, proprio il candore di Aurora non le ha permesso di spiccare tra le Principesse Disney, perché esageratamente vicina alla caratterizzazione delle sue più celebri colleghe Biancaneve e Cenerentola.
Questa particolare bontà d'animo ha comunque fatto svettare Malefica incontrastata sulla protagonista del 16° Classico Disney, dimostrandosi fin dai primi minuti come un personaggio completamente votato al male, capace di lanciare una terribile maledizione sulla figlia del re, Aurora appunto, che sarà costretta a morire nel giorno del suo sedicesimo compleanno.
L'anatema viene però mitigato da una delle fate protettrici di Aurora, particolare che ci permette di comprendere senza problemi l'animo a tratti perverso della stessa Malefica, capace di uccidere a sangue freddo un innocente per un semplice capriccio personale.

L'infida strega, a ben vedere odiata da tutti, è un personaggio che cova del profondo risentimento per l'intera collettività, dimostrandosi apparentemente benevola solo per via della sua personalità infida e subdola, arrivando a mascherare l'anima nera come la pece attraverso modi di fare vicini a una sorta di etichetta regale che però, sicuramente, non basta a nascondere totalmente le sue vere intenzioni.
Il personaggio, almeno nella sua dimensione classica, risulta profondamente negativo, quasi come se l'inclinazione di Malefica nel far soffrire le persone con cui interagisce fosse l'unico modo che conosce per rapportarsi con il prossimo.

Nonostante la sua indole malvagia, che in un primo momento potrebbe farla apparire come un personaggio capace di infischiarsene dei pensieri altrui, Malefica risulta un villain profondamente radicato al giudizio dei suoi simili, arrivando così a provare un enorme risentimento per quella società tanto odiata ma di cui, in un modo o nell'altro, non riesce a far parte.
Nonostante i suoi immensi poteri magici, il villain è ancorato anche a una certa dose di infantilismo, non però nella sua accezione positiva, quanto invece a una propensione nel farsi cogliere in maniera improvvisa da assurdi scatti d'ira, arrivando a inveire contro i suoi stessi scagnozzi per la loro inettitudine.
Proprio i servitori di Malefica riescono da questo punto di vista a farci capire un altro aspetto fondamentale del suo carattere, che per certi versi la accomuna anche a Scar, cioè la voglia di voler spadroneggiare su tutto e tutti circondandosi di individui che in realtà non possono contraddirla in alcun modo, risultando una vera e propria regina del male accecata da una sete di potere senza eguali.

La stessa maledizione che viene lanciata su Aurora ha origine per il mancato invito del re, proprio a Malefica, per la festa di battesimo della neonata, perfettamente in grado di farci comprendere l'indole, a tratti anche molto instabile, del villain, capace di decidere chi deve vivere o morire per un semplice capriccio di matrice egoistica.

Le apparenze ingannano

Rifacendosi a un immaginario fantastico/favolistico di stampo classico, mettendo così in scena tramite Malefica l'archetipo della strega malvagia che non si può redimere in alcun modo, La bella addormentata nel bosco gioca anche con tutta una serie di rimandi all'epica, rendendo il personaggio della fattucchiera centrale per la stessa risoluzione della vicenda.
Malefica, infatti, oltre a ordire elaborati piani e a usare la sue tremende magie per mettere in difficoltà non solo i suoi avversari ma l'intera collettività, è anche in grado di mutare l'aspetto trasformandosi in un drago nero, personificazione letterale del suo animo oscuro, diabolico e tormentato.
Il villain risulta così insidioso tanto dal punto di vista dialettico quanto da quello puramente fisico, dato che solo grazie all'intervento del principe Filippo (supportato dalle fate protettrici) si riuscirà finalmente ad avere la meglio sulla perversa quanto rancorosa megera.
L'unico essere vivente che sembra invece aver trovato una sorta di sintonia con la strega è il suo fedele servitore Diablo, famiglio dall'aspetto di un corvo in grado di rimarcare quanto il villain abbia deciso di isolarsi dal mondo civile, non avendo fondamentalmente alcun tipo di rapporto interpersonale con i propri simili.

Davvero molto iconico il suo stesso look, in cui svetta sicuramente il colore nero, capace di rimandare senza problemi a una realtà oscura e inquietante, così come il caratteristico copricapo con le corna, in cui la stessa dimensione ultraterrena, diabolica e innaturale viene suggerita ancora una volta con grande forza.
Con Maleficent invece, film del 2014 per la regia di Robert Stromberg, si è cercato in qualche modo di effettuare una sorta di reboot del personaggio, andando a spogliare il villain della sua carica puramente negativa in funzione di una versione molto più accomodante rispetto a quanto visto nel classico film d'animazione.
Spesso, rivisitare i background di personaggi tanto iconici rischia in qualche modo di snaturarli, come nel caso di Malefica (interpretata nel film da un'ottima Angelina Jolie).
La pellicola, purtroppo, non è stata capace di valorizzare appieno lo storico villain che, paradossalmente proprio nel film che doveva in qualche modo presentarlo alle nuove generazioni, lo ha di fatto depotenziato.
Nonostante la mossa di ammorbidire a tutto tondo la figura di Malefica sia stata magari utile per intercettare il pubblico dei giovanissimi, il primo film in live action sul personaggio risulta oggi più che mai una grande occasione non pienamente sfruttata, anche in virtù del sequel Mistress of Evil, che ha traghettato la strega verso una versione ancora più lontana dalle origini rispetto a quanto visto con il primo film.

Nessuno (o quasi), si sarebbe infatti aspettato di vedere delle pellicole con protagonista Malefica in cui non gioca il ruolo del villain ma, in realtà, dell'eroina, visto che molto probabilmente dei film incentrati sulla versione classica del personaggio avrebbero comunque fatto la felicità di molti fan storici.

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