Madres Paralelas, la mamma contemporanea secondo Almodovar

L'autore spagnolo ha parlato in una conferenza stampa fiume della sua ultima fatica con Penolope Cruz, presentata lo scorso settembre a Venezia 78.

Madres Paralelas, la mamma contemporanea secondo Almodovar
Articolo a cura di

Con il suo cinema introspettivo e sociale, capace di grande respiro internazionale e di uno stile formale spesso ineccepibile, Pedro Almodovar è divenuto nel tempo il regista spagnolo più popolare e amato al mondo. Nel 2019, con Dolor Y Gloria coronava il desiderio di raccontare in chiave romanza-cinematografica la storia della sua vita, di crescita e formazione, utilizzando i temi a lui più cari come quello della madre e della scoperta della sessualità. Quello del 2019 resta ancora adesso uno dei suoi titoli più intimi e intuitivi, una visione miracolosamente fotografata da José Luis Alcaine e capace di smuovere importati corde dell'anima dello spettatore (e infatti ve lo raccontavamo nella nostra recensione di Dolor y Gloria), ma con il suo ultimo Madres Paralelas Almodovar è andato molto vicino a ripetere la meraviglia.

I temi restano curiosamente gli stessi ma questa volta l'autore iberico decide di indagare in modo diverso i suoi magnetici personaggi femminili, intrecciando il loro percorso con una delle pagine più buie della storia spagnola: quella della fosse comuni dei desaparecidos. Il regista ha avuto modo di tornare a parlare del suo film in una conferenza stampa fiume a ridosso dell'uscita nelle sale della pellicola (qui la nostra recensione di Madres Paralelas), spiegando i moti d'ispirazione dietro questo racconto, la sua visione dell'universo femminile e materno e il prossimo futuro dietro la macchina da presa.

La musa Penolope Cruz e l'universo femminile

Grazie a Madres Paralelas - lo ricordiamo - Penelope Cruz ha vinto la Coppa Volpi come miglior interprete femminile al Festival di Venezia 2021. Un risultato, questo, che ha reso molto felice Almodovar, che a riguardo ha dichiarato: "Ho sentito questo premio come un riconoscimento del nostro duro lavoro: del suo come attrice e del mio come regista. Per Penelope non è stato poi così facile".

L'autore si riferisce al ruolo di Janis, protagonista della pellicola: "Una parte distante da lei, vittima di una dualità che non le appartiene, che dice una cosa mentre tenta di nasconderne un'altra. Questo le provoca un grande moto di vergogna e senso di colpa, entrambi elementi davvero difficili da portare in scena. Per arrivarci, abbiamo lavorato sodo e Penelope è stata bravissima".
Come sappiamo, Almodovar è stato uno dei primi autori al mondo a raccontare da autore e da uomo dei personaggi femminili sfaccettati e complessi sul grande schermo. Qualcuno pensa che oggi sia quasi una moda tentare questo percorso, questo filone d'ispirazione. Il regista non pensa invece che sia legato a un sentimento del momento: "La trovo una tendenza giusta e figlia del nostro tempo", spiega, "Credo andrà ad aumentare sempre di più. La cosa più interessante è che adesso molte registe possono raccontare le loro storie. Pensiamo al vincitore di Venezia 78, La scelta di Anne, o a Titane che ha trionfato a Cannes 2021: film di donne per le donne. Ed è giusto così. Penso che noi registi uomini possiamo certamente scrivere e dirigere personaggi femminili, ma sono anche convinto del fatto che esistano aspetti che solo le donne sono in grado di cogliere e raccontare".

Almodovar pensa che la maternità che lui racconta resti "un mistero biologico" per lui e per tutti gli uomini e artisti al mondo: "È qualcosa che possiamo raccontare ma che non comprenderemo mai fino in fondo, essendo una testimonianza che solo le donne possono dare. Personalmente ho sempre preferito i personaggi femminili, comunque, e devo dire di essere stato molto fortunato ad averli potuti portare in vita grazie alla migliore attrice spagnola in grado di rappresentarli".

Un futuro più politico? No: distopico!

Come detto, Madres Paralelas prende di petto anche il tema della Fosse Comuni scavate durante la Guerra Spagnola, e a tal proposito Almodovar ritiene che raccontare questo orribile capitolo della storia del paese possa aiutare la nazione a superarlo: "Credo che la società spagnola si senta in debito con queste vittime della guerra e con i loro familiari. Spero vivamente che il nuovo governo socialista riesca a far approvare la legge per aprire finalmente queste fosse e chiudere questa oscura pagina del nostro paese".

Che sia dunque solo l'inizio di un nuovo percorso cinematografico per Almodovar? Non è detto: "Ammetto che rispetto alle mie altre pellicole, questo film ha in sé un punto d'inflessione che lo rendo meno barocco e più contenuto in senso stilistico e formale", spiega il regista: "Sono molto preoccupato poi per la situazione socio-politico spagnola, ma non sono sicuro di come inserire questo discorso nei miei futuri film".

Tutto è politico, secondo lui: "Tutto ciò che c'è di artistico è in qualche modo politico. Anche le mie prime opere più deliranti, dove parlavo di libertà e identità sessuale e di genere, tematiche che all'epoca non erano così affrontate come oggi". L'autore entra più nel dettaglio: "Lo erano per il modo di parteggiare per i protagonisti e la loro vita.

Ma anche parlando di donne e madri, no? Perché da autore ho il grande privilegio e potere di imporre la mia visione del mondo, e in questa io ho sempre descritto le donne come creatrici e con una loro spiccata autonomia morale. In chiave di disparità sociale, è prendere posizione e dunque addentrarsi in un tema politico". Più che politico (come è sempre stato dal suo punto di vista), il futuro cinematografico almodovariano sarà distopico. E ce lo rivela lui stesso: "Tra le cose che ho scritto, ci sono due sceneggiature ambientate entrambe nel futuro. Una delle due trae ispirazione direttamente da Blade Runner. È una sorta di distopia declinata in commedia tragica. La seconda guarda invece al cambiamento climatico e all'estinzione di molta fauna marina. Anche questa è una storia sci-fi e sempre distopica dove si parla di creature marine di forma umana, ma non voglio rivelare troppo. Entrambe le sceneggiature vogliono comunque affrontare le conseguenze di problematiche attuali".

L'imperfezione di una madre, il valore di una storia

Anche a Venezia, Almodovar spiegava che Madres Paralelas nasce dalla volontà di raccontare delle madri imperfette. Sul perché, l'autore dichiara: "Per cambiare, soprattutto. Ma da scrittore, la possibilità di scrivere un personaggio che non ha un chiaro istinto materno è davvero interessante perché difficilissimo, tanto per quanto riguarda la madre che per il bambino. Questo è soprattutto rappresentato dal personaggio di Teresa, più interessata alla sua carriera da attrice che alla figlia Ana".

Per il regista è drammaticamente più interessante scrivere questa tipologia di personaggi rispetto ad esempio a una madre modello: "È singolare: preferisco descrivere un modello di madre piuttosto di una madre modello. Ma senza giudizi di sorta. Queste madri imperfette pagano nel tempo un prezzo elevato per le loro scelte, ed è qualcosa di estremamente doloroso".

Ma la Teresa di Aitana Sanchez-Gijon è simile alla Janis della Cruz? Imperfette entrambe, ma per Almodovar diverse: "Janis è una madre contemporanea, che lavora e bada al bambino. E tramite lei voglio parlare proprio di questo aspetto nel film: della complessità per una donna di far convivere al meglio lavoro e maternità, questa lotta continua tra aspirazione personale e ruolo di genitrice e madre".

C'è però qualcosa di diverso in lei, e il regista spiega infatti: "Nel suo personaggio ho poi inserito un elemento che non avevo mai affrontato in passato mediante le precedenti madri: il senso di colpa". Almodovar trova il senso di colpa un aspetto molto vicino alla maternità, visto che una madre si ritiene sempre e comunque responsabile di qualsiasi cosa accada al figlio. Nel film questo elemento entra in contrasto con il suo scopo pubblico, dove Janis lotta per la verità, mentre nel proprio intimo mente e nasconde qualcosa di estremamente importante per un'altra madre. E conclude infatti Almodovar: "Un dilemma per me interessante. Da narratore, sono proprio le imperfezioni dei personaggi - non solo delle madri - ciò che crea reale interesse nella storia, ciò che crea appunto narrazione e racconto. Dunque il mio compito è quello di mettere questi personaggi in situazioni un po' estreme per scoprire e indagare le loro reazioni".

Che voto dai a: Madres Paralelas

Media Voto Utenti
Voti: 5
6.8
nd