Macchine Mortali: alla scoperta della saga letteraria

Mentre aspettiamo l'arrivo di Macchine Mortali, parliamo dell'opera letteraria da cui è tratto il nuovo film prodotto da Peter Jackson.

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Il trailer di Macchine Mortali, prossimo film di debutto alla regia per Christian Rivers, ha colpito il pubblico con alcune scene di indubbio impatto visivo, nelle quali vengono messe in bella mostra gigantesche città mobili, che tra corse pazze ed esplosioni inglobano letteralmente le città rivali.
Il film, che è stato grandemente pubblicizzato come sceneggiato e prodotto da Peter Jackson, è la trasposizione su pellicola di una fortunatissima serie di romanzi fantasy - del sottogenere steampunk - di Philip Reeve, il quale per ora ha chiuso la saga con sette titoli all'attivo (una quadrilogia e tre prequel).

Steampunk per tutti

L'intera epopea dello scrittore è dedicata principalmente ai lettori più giovani, tanto da aver vinto - con il primo capitolo, Mortal Engines - il premio Nestlé Smarties Book Prize del 2002, per la fascia di età 10-15 anni.
Premettendo, se mai ce ne fosse bisogno, che anche il fantasy per ragazzi ha la sua valenza culturale e letteraria, soprattutto per il suo potenziale educativo, i primi tre romanzi della serie si distinguono particolarmente per qualità e gradevolezza.
La storia dei romanzi si concentra, per quel che concerne questo particolare trittico, su Tom Natsworthy ed Hester Shaw. L'intreccio narrativo dietro questi due personaggi è abbastanza intuibile a partire dal trailer, per cui non è necessario (anche per questioni di spoiler) approfondire ulteriormente.
L'aspetto indubbiamente interessante del lavoro di Reeve è l'ambientazione. Sebbene il contesto post-apocalittico sia chiaramente sdoganato, Macchine Mortali presenta un'umanità che, a seguito di un conflitto nucleare durato appena sessanta minuti, si affida per la propria sopravvivenza a delle enormi città dotate di spaventosi sistemi locomotori.
Il motivo dietro questa scelta bislacca è dovuto agli sconquassamenti geologici subiti dal pianeta, che con terremoti e altre calamità metteva in serio rischio la sopravvivenza delle città "stazionarie".
In realtà nel periodo in cui si svolge la narrazione il bisogno delle città "trazioniste" pare essere cessato, ma il sistema chiaramente giova alle classi di governo, che si ritrovano a comandare enormi strutture fortemente classiste, basate principalmente sulla razzia e l'inglobamento delle realtà più piccole.

La società di Mortal Engines

L'autore quindi approfitta di questa costruzione sociale per introdurre in maniera certo non originalissima, ma comunque ben ponderata, il tema del classismo, della rigidità sociale e, con un ulteriore sforzo interpretativo, il concetto sociologico della "gabbia dorata".
Ancora, altro tema molto importante è quello del rapporto uomo-natura, un rapporto già compromesso in partenza, visti i risultati della guerra atomica, e portato alle estreme conseguenze dalla politica di sfruttamento insensato delle città trazioniste.
Infine, tralasciando le numerose altre questioni inerenti ai rapporti tra i vari personaggi, è presente anche un preciso messaggio pacifista, in linea con molte opere affini, con il quale l'autore cerca di offrire alla visione apocalittica di un mondo governato dall'egoismo e dalla semplice forza bruta il contraltare della speranza di poter cambiare le cose.
Per quanto concerne invece gli aspetti più tecnici, la saga non rientra certo tra i capolavori del genere, complice sia la necessità di doversi adattare a un pubblico preciso (pur essendo godibile anche dai lettori adulti), sia una certa leggerezza nell'affrontare tematiche per altri autori delicate, quali la plausibilità degli enormi costrutti mobili e un certo abuso del deus ex machina.
Indubbiamente il punto di forza della saga, al netto della già interessante ambientazione, è la caratterizzazione dei personaggi, i quali, contrariamente a molte opere di genere, si rivelano essere a tutto tondo, crescendo ed evolvendosi con l'avanzare della lettura e con il progressivo succedersi degli eventi.

Cosa ci si aspetta dal film?

Passando a un rapido confronto con la pellicola - che va chiaramente preso con le pinze, poiché basato su quanto dichiarato da sceneggiatori e regista e sulle immagini del trailer - sembrerebbe che la serie sia stata trasposta con un occhio più maturo, oltre che votato alla spettacolarizzazione delle scene.

Chiaramente il setting si presta tantissimo alla produzione di un film ad alto impatto visivo, con queste enormi città mobili che distruggono e devastano, in quella che sembra essere una caccia all'uomo spietata e in apparenza senza speranza.
Jackson si è dichiarato entusiasta del risultato - ricordiamo che ne è produttore e sceneggiatore, nonché regista di alcune riprese di seconda unità. Una notizia quest'ultima che ha moltissimi lati positivi, visto l'ottimo occhio fotografico del regista e la sua indiscutibile abilità nel comporre le scene.
In conclusione, aspettando l'arrivo nelle sale di Macchine Mortali, non possiamo che consigliare la lettura della saga ai nostri utenti più giovani, ricordando anche ai più grandicelli che si tratta - soprattutto per i primi tre - di romanzi di ottimo intrattenimento.

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