Luca Ward oltre il microfono: chi è la voce italiana dei divi di Hollywood?

Luca Ward è tra i doppiatori italiani più famosi di sempre, ma com'è fuori dallo studio di registrazione? Scopriamolo tra curiosità e vita privata.

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Quella di Luca Ward è una delle voci maschili più riconoscibili del panorama italiano grazie al suo timbro caldo e graffiante, con il doppiatore che riesce a dosare con eccezionale bravura passando dalla rabbia più tracotante ai più atoni momenti del Neo di Keanu Reeves in Matrix. Tra i doppiaggi che lo hanno reso celebre anche quelli di Russel Crowe nel Gladiatore, Pierce Brosnan con James Bond, Samuel L. Jackson in Pulp Fiction e Robert Downey Jr. in Sherlock Holmes, vere pietre miliari della sua lunghissima carriera. Ma com'è nata la leggenda di Luca Ward? Scopriamolo insieme con un viaggio nella sua vita privata e professionale.

Doti vocali da Oscar: una storia di famiglia

Nato a Roma nel 1960, non tutti sanno che Ward è un vero e proprio figlio d'arte: suo padre era infatti l'attore Aleardo Ward, attivissimo nella TV italiana tra gli anni '40 e '60, mentre il nonno adottivo fu Carlo Romano, celebre attore, sceneggiatore e doppiatore italiano. Persino la sorella Monica (voce di Lisa Simpson) e il fratello Andrea (Titanic, La casa di carta) sono tutt'oggi impegnati nel settore e sicuramente papà Luca sarà stato entusiasta di sapere che la passione di famiglia è stata ereditata anche dalla figlia Guendalina (The Day After Tomorrow, AHS: 1984) avuta insieme all'ex-moglie Claudia Razzi (Helena Bonham Carter, Vicky in Due Fantagenitori).
Il nostro è stato sposato con la collega e direttrice del doppiaggio per 25 anni e in seguito al divorzio, avvenuto nel 2004, ha iniziato una relazione con l'attrice Giada Desideri - con la quale è convolato a nozze nel 2013 e ha avuto i due figli Lupo, nel 2007, e Luna, nel 2009. Nello stesso anno vince anche il Leggio d'oro voce maschile dell'anno e il Premio della Critica alla VI edizione del Leggio d'oro.

Un destino scritto

Si può dire che quella di Ward sia una vita in cui la recitazione è stata "molte cose", tra cui famiglia, casa, infanzia, persino nemica, e solo infine lavoro.
A soli tre anni era già nei grandi sceneggiati della RAI e in Demetrio Pianelli fa la sua prima apparizione in TV, mentre a sei è sul set de Il conte di Montecristo insieme al padre Aleardo. Proprio in quegli anni inizia il suo rapporto di amore e odio con la recitazione, e sarà proprio questo sentimento a portarlo lontano dalle scene per molti anni.
"Il mondo dello spettacolo non mi attraeva e mi faceva molta paura, avevo visto tanta fame. È un mestiere aleatorio e io volevo fare qualcosa di solido", ha dichiarato in un'intervista lo scorso anno. Eppure, le radici sono difficili da tagliare e dopo una pausa in cui ha lavorato come bagnino, istruttore subacqueo e camionista, professione quest'ultima che sceglie proprio per la sua grande concretezza, nel 1981 avviene il fortunato incontro a Piazza del Popolo con Pino Locchi, voce storica di Sean Connery.
L'amico e collega lo porta con sé in uno degli studi di doppiaggio più importanti del periodo e, nonostante l'iniziale diffidenza, è in quel momento che scatta il colpo di fulmine con il microfono, che lo condurrà nel vero cuore di Hollywood e a doppiare alcuni tra i più talentosi attori del nostro tempo.

Hollywood e Cinecittà

Ma com'è la vita di un doppiatore di successo? Ovviamente costellata di alti e bassi. Negli anni la fama di Luca Ward è cresciuta a dismisura, ma ciò non gli ha evitato le numerose porte in faccia nelle fiction e produzioni nostrane, paradossalmente dovute all'essere un punto di riferimento nel doppiaggio.
In TV, fin dagli anni '80, in molti lo conoscono innanzitutto per la voce, tanto che nei primi 2000 c'è stato chi era convinto che il suo personaggio in CentoVetrine fosse interpretato da un attore che successivamente aveva doppiato.

Ward, che non manca mai di raccontarsi, anche con una certa dose di ironia, ha spesso elogiato l'immenso lavoro di doppiaggio che l'intero cast ha svolto per Il Gladiatore.
Lui parla spesso della sua opera più conosciuta, rivelando di averla vista solo due anni dopo l'uscita nelle sale!
Ward ne fu incuriosito dopo che le persone, anche fermandolo per strada, avevano iniziato a riconoscerlo e a chiedergli di recitare alcune delle battute che hanno reso famoso lui e il kolossal diretto da Ridley Scott.
Il nostro aveva infatti visionato solo alcune delle scene del film, quelle che coinvolgevano Russel Crowe, e l'intero doppiaggio avvenne in "colonna separata", processo in cui gli attori registrano individualmente le loro parti senza interloquire neanche durante i dialoghi.

Oltre la sala di registrazione

Luca Ward è conosciuto soprattutto per le sue doti vocali ma, forse anche a causa della carriera ancora acerba, non tutti ricordano le sue innumerevoli apparizioni televisive (Don Matteo, Elisa di Rivombrosa, Un posto al Sole) e ancor di meno conoscono il Ward itinerante, che ha recitato a teatro in opere di ogni genere, dal musical Mamma Mia! alla commedia simil-erotica The Full Monty. A questi vanno aggiunti anche i numerosi personaggi di serie e pellicole animate: ha infatti prestato la voce a Bob aggiustatutto, a Shredder (villain delle Tartarughe Ninja), a Steve Montgomery in Holly e Benji e persino a Il Palazzo in Excel Saga e al Mifune di Soul Eater.
A un professionista eclettico come Ward non sono infine mancate le sfide dell'animazione di nuova generazione e lo scorso anno lo abbiamo visto "nei panni" di Mufasa nell'innovativo Re Leone di Jon Favreau, e tra pochi mesi lo udiremo persino nell'attesissimo Cyberpunk 2077 con Keanu Reeves, solo l'ultimo dei titoli videoludici che ha aiutato a importare in Italia.
Dal 2018 è voce narrante di Ulisse: Il piacere della scoperta condotto da Alberto Angela, mentre tra le sue prossime apparizioni segnaliamo Sotto il sole di Riccione, nuova pellicola di Enrico Vanzina che arriverà su Netflix.

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