Luca Medici, Checco Zalone e il cinepanettone

Tutti conoscono Checco Zalone. Ma pochi si rendono conto che è solo un personaggio fittizio, interpretato dall'attore Luca Medici, un tipo per niente ignorante e lontano dalla sensibilità 'pecoreccia del cinepanettone': scopriamo insieme chi è veramente.

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La corsa al box office di Quo Vado?, il nuovo film di Gennaro Nunziante con protagonista Checco Zalone, non accenna a fermarsi. Complice un numero veramente elevato di copie - che sono state richieste, come ha tenuto a specificare in conferenza stampa il produttore Pietro Valsecchi, dagli esercenti, e non imposte dalla distribuzione - e un'intelligente iniziativa che ha visto il film proiettato in molte sale già dalla mezzanotte del 31 gennaio (Capodanno con Checco. Tecnicamente i film escono di giovedì e il 31 era mercoledì), la commedia - per altro ben accolta, una volta tanto, anche dalla critica - ha fronteggiato al botteghino nostrano addirittura un colosso del calibro di Star Wars, scatenando i dubbi e in alcuni casi anche le ire di coloro che non amano la comicità del cabarettista barese, ritenendola di bassa lega e immeritevole di tante attenzioni, e spesso associandola al classico cinepanettone infarcito di volgarità, parolacce e belle donne discinte. D'obbligo una riflessione. Intanto perché si tratta di un fenomeno che coinvolge una fetta di pubblico tanto larga che non può essere ignorata o semplicemente relegata a ‘fenomeno di costume' passeggero (Zalone è presente al cinema dal 2009 e con risultati sempre crescenti). E poi perché, di fatto, ha poco senso ormai parlare di ‘cinepanettone' inserendo nella categoria qualsiasi film dai toni leggeri che esca attorno al periodo natalizio, dato che il genere negli ultimi anni si è molto differenziato, generando filoni paralleli e molto differenti tra loro.

Il cinepanettone. Questo sconosciuto...

Per chiarirsi un po' le idee, basta consultare Wikipedia. Da un lato il termine ‘cinepanettone' viene spesso (erroneamente) associato all'autorialità dei fratelli Vanzina, tanto che ‘film dei Vanzina' ne è diventato quasi un sinonimo. Il primo film ‘di Natale' dei Vanzina, lo storico Vacanze di Natale, è del 1983. Il neologismo ‘cinepanettone' compare stabilmente nei media italiani a partire dal 1997, originariamente coniato in senso dispregiativo dai critici cinematografici per indicare un prodotto natalizio - da cui il riferimento a uno dei tradizionali dolci della festività, il panettone - di grande diffusione pubblica, in special modo le commedie della coppia Boldi-De Sica, che si caratterizzano per una certa tendenza a ripetersi nella trama e nelle situazioni, per il tipo di comicità a buon mercato, per una certa volgarità, nonché per i grandi incassi nelle sale italiane. Tuttavia, con il passare del tempo, il termine è diventato di uso comune e ha perso in parte la sua connotazione negativa, al punto che gli stessi attori e autori hanno preso a indicare le loro opere con questo nome. Quindi, tecnicamente, ai tempi di Vacanze di Natale il cinepanettone non esisteva, e del resto, a rivedere quel film oggi, ci si accorge facilmente di come l'umorismo fosse più impostato su una blanda satira sociale, sul tentativo di fotografare un'epoca, rendendone grottescamente i protagonisti, più che sull'effetto della battuta volgare in sé. Vero è che poi, pian piano, il pubblico ha dimostrato di gradire in particolar modo l'aspetto ‘pecoreccio', e gli stessi Vanzina vi si sono accostati in qualche occasione (A spasso nel tempo, S.P.Q.R.), abbandonando poi il filone per dedicarsi ad altro. Il resto è storia nota. La casa di produzione Filmauro si appropria ‘di fatto' del format, sfornando una serie di pellicole di successo che però, gradualmente, dopo lo split della coppia Boldi - De Sica e l'insorgere di una serie di altri fattori (tra cui la ‘crisi', che avrebbe modificato, secondo alcune opinioni, il modo di ridere degli italiani rispetto a sé stessi e ai loro problemi attuali), hanno registrato un complessivo calo di interesse da parte del pubblico (riuscendo però a mantenere numeri sempre più che dignitosi). Negli ultimi anni, dunque, il mercato si è diversificato, offrendo nel medesimo periodo diversi modelli. Quello ‘sentimentale' (Pieraccioni e il suo Il professor Cenerentolo), quello surreale ancora nella mani di Filmauro (protagonisti indiscussi Greg & Lillo, quest'anno in sala con Natale col Boss), ancora tentativi di cinepanettone ‘pecoreccio' (Vacanze di Natale ai Caraibi, con De Sica e Ghini, stavolta nelle mani di Medusa e di cui va riscontrato l'ottimo successo di pubblico, soprattutto il giorno del 25 dicembre), e infine Zalone, che fa un po' storia a sé, perché il ‘suo' genere - ‘suo' per modo di dire, dato che lui si limita a fare l'attore e regia e sceneggiatura sono sempre affidati a esperti professionisti come Nunziante - racchiude un po' tutte queste caratteristiche (compresa, al contrario di quel che si dice, la volgarità. In Quo Vado? non mancano certo allusioni sessuali e battute colorite, ma in misura moderata e sapientemente alternata ad altri toni e temi, tra cui anche una leggera satira politica che ben si accompagna al testo della canzone ‘La prima repubblica', associata al film).

Che tamarro!

Eppure, i cinefili più raffinati e intransigenti non mancano di esprimere la propria bassissima opinione nei confronti del personaggio Zalone, dicendogliene di ogni, specie sui social network: rozzo, volgare, ignorante, insopportabile. E il bello è che è tutto vero. Checco Zalone è un cafone della peggior specie, l'incarnazione dell'italiano medio che - come si vede benissimo proprio in Quo Vado? - ha come unico obiettivo nella vita quello di trovarsi un posto fisso da cui sgraffignare lo stipendio senza fare niente tutto il giorno. Solo una cosa, i detrattori non si ricordano. Checco Zalone è un personaggio. Esattamente come Fantozzi, per citare un esempio vicino al nostro cinema. Un personaggio interpretato da Luca Medici, che attraverso di lui fa satira sui costumi della nostra società. E il suo nome d'arte, che suona come ‘che cozzalone' (in dialetto: ‘che tamarro', ‘che coatto') dovrebbe far riflettere proprio su questo. E allora cerchiamo di conoscere meglio questo Luca, dato che tutti conoscono Checco ma di lui si sa molto meno, fino al parossismo di alcuni articoli che sono usciti tradendo clamorose gaffes come "Zalone si affida a Luca Medici per la colonna sonora del film".
Attore, comico, musicista, cantautore, imitatore, cabarettista, conduttore televisivo e sceneggiatore, Medici nasce a Bari nel 1977. Presente in molte edizioni di Zelig come comico, sale alla ribalta nel 2006 grazie alla canzone Siamo una squadra fortissimi, uscita durante il campionato mondiale di calcio culminato con la vittoria dell'Italia al Campionato mondiale di calcio 2006. Esordisce come attore nel 2009 con l'uscita del suo primo film Cado dalle nubi, seguito da Che bella giornata nel 2011; quest'ultimo raggiunse un totale di 43.474.047 euro al botteghino italiano, superando così gli incassi di un altro storico film di successo italiano La vita è bella di Roberto Benigni e diventando così il terzo film di sempre (dopo Avatar e Titanic) ad aver incassato maggiormente in Italia. Nel 2013 esce il suo terzo film Sole a catinelle che con un incasso di 52.000.000 euro risulta il secondo film con i maggiori incassi in Italia dietro ad Avatar. E al momento in cui scriviamo Quo Vado? ha incassato in soli 6 giorni 37.235.888 euro. Fin qui, l'arte. Quanto alla sua presunta ignoranza, forse è un dato rilevante sapere che è diplomato al liceo scientifico e laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Bari ‘Aldo Moro'. Ha suonato inoltre con diversi musicisti jazz pugliesi, tra cui Vito Ottolino e Pino Mazzarano. Esordisce nel 2004 come comico insieme con Giacinto Lucariello e Pierluigi Morizio, con cui presenta il concorso di bellezza Ragazza Cinema Ok nei locali della Puglia.
Poi, appare con Gennaro Nunziante in alcuni programmi di Telenorba. Proviene dal laboratorio Zelig di Bari, raggiunge la notorietà quando approda nel 2005 sul palco di Zelig Off e partecipa successivamente a Zelig Circus, in cui si esibisce anche nell'imitazione di Carmen Consoli. Nell'estate del 2006 dedica alla Nazionale italiana di calcio la canzone Siamo una squadra fortissimi. Il pezzo, trasmesso quasi per scherzo durante il programma radiofonico condotto da Ivan Zazzaroni sulle frequenze di Radio Deejay, riscuote un successo di pubblico inaspettato.
Nell'estate del 2007, alla presentazione dei palinsesti Mediaset, si esibisce in una parodia di Ti regalerò una rosa, brano vincitore del Festival di Sanremo trasformata dal cantante demenziale in A me mi piace quella cosa. Ha condotto su Italia 1 insieme con Amadeus il quiz musicale Canta e vinci. Nel 2008 compone la canzone "Cuore biancorosso", con cui dichiara il suo amore per il Bari, squadra di cui è tifoso. Il 3 gennaio 2009 Bananas e La Gazzetta dello Sport lanciano in edicola la collana Gazzelig, un vero e proprio successo editoriale con 138.500 pezzi venduti della prima uscita: Checco Zalone e i Mitili ignoti Live Tour.
Il suo alter-ego - maglietta rosa attillata completamente fuori luogo sul suo fisico e jeans trasandati, oltre a un uso discutibile della grammatica italiana - compare invece come parodia di un cantante neomelodico che si esibisce durante comunioni e matrimoni. Per stessa ammissione dell'autore il personaggio si rifà a quelli interpretati da Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo, rispettivamente "Piero Scamarcio e lo Scippatore d'emozioni", ispirato anche da esibizioni di cantanti neomelodici presenti sul palinsesto di Telenorba. Durante le sue apparizioni a Zelig, Checco lascia intendere di essere un ex-galeotto, e molto spesso racconta le sue comiche avventure presentandosi come vittima della società, mentre alla fine lascia intendere che stava commettendo furti e rapine.

Quo Vado? Quindi, diciamo che se Checco Zalone non vi piace, probabilmente avete tutte le ragioni. E’ esattamente quello che Luca Medici vuole. Ma quando volete denigrare uno dei due, state attenti a chi rivolgete le vostre rimostranze. Perché probabilmente per ogni insulto che rivolgete a Checco, Luca, se potesse leggerli, si farebbe delle grassissime risate. Grasse almeno quanto quelle del suo pubblico.

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