Loro e gli altri: i migliori film sui grandi personaggi politici

Il film di Sorrentino su Berlusconi sarà solo l'ultimo di una lunga tradizione di pellicole dedicate ai grandi uomini della politica.

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Amati e odiati, seguiti e bistrattati, sollevatori di grandi masse ma anche di grandi critiche: i personaggi politici sono da sempre materia di studio complessa per sociologi, politologi e studiosi di genere, ma anche per registi e sceneggiatori audaci e coraggiosi. Nel corso degli anni sono state numerose le pellicole dedicate ai grandi uomini della politica mondiale. Film spesso controversi, con chiavi di lettura inedite, punti di vista su cui riflettere e visioni umane, del mondo e della società capaci di sollevare a loro volta dibattiti e nuove polemiche. Paolo Sorrentino si è nuovamente gettato in questa controversa mischia con il suo prossimo film, incentrato sulla figura di Silvio Berlusconi. Prima di lui, in Italia e all'estero, sono stati numerosi i film dedicati a questi complessi e affascinanti personaggi pubblici.

Il Divo (2008)

Prima dell'attesissima pellicola su Berlusconi Paolo Sorrentino si era già cimentato in una personalissima e originale biografia politica dedicata a Giulio Andreotti. "Il Divo", uscito nel 2008 e accolto a Cannes da dieci minuti di applausi ininterrotti, rimane ancora oggi uno degli affreschi personali più originali della storia del cinema italiano. Lo stile estetico e narrativo è quello riccamente manieristico che ha reso celebre il regista partenopeo, tra trovate originali, movimenti di macchina vorticosi, calcolo preciso dei tempi filmici e uno studio quasi maniacale di canzoni e colonna sonora. Il film riesce a reggersi nel perfetto equilibrio del racconto realistico di un Italia terribile, criminale e corrotta, colma di misteri inspiegabili, e il ritratto accurato di un uomo capace di incarnare tutti i mali del Paese ma anche di mostrarsi umano pur in tutta la sua freddezza e disumanità. Merito di un Toni Servillo in stato di grazia ma anche della profonda abilità di Sorrentino di scavare in profondità, anche attraverso immancabili licenze poetiche, nella psiche, nel cuore e della mente dei suoi personaggi, di fantasia o reali che siano.

Che (2008)

Il controverso progetto di Steven Soderbergh, della durata complessiva di circa quattro ore e mezza, è stato diviso in due capitoli strettamente collegati l'uno all'altro, che narrano, con tempi e modi diversi, l'ascesa e la caduta di uno dei simboli politici più importanti del Novecento, Ernesto Che Guevara. Un progetto ambizioso, interessante nei modi e nei tempi del racconto ma difficile da digerire fino in fondo. La critica ha avuto opinioni contrastanti, il pubblico lo ha ignorato quasi del tutto: a nulla è valsa la magistrale interpretazione di un Benicio Del Toro al massimo della sua forma attoriale per salvare un progetto interessante ma lacunoso in molte delle sue parti. Se il primo capitolo, "L'Argentino", era capace di grandi momenti, sempre in bilico tra due linee temporali diverse e due stili complementari e tutto sommato ben riusciti, il secondo, "Guerriglia", ha appesantito in modo incontrovertibile il progetto, occultandone il messaggio in una mare di noia e di scelte difficili da digerire e apprezzare. Una vera occasione mancata per un film che poteva sfruttare meglio il suo grande protagonista e la figura potente di un personaggio tra i più conosciuti e iconici nella storia della politica mondiale.

La Caduta (2004)

Il regista tedesco Oliver Hirschbiegel ha avuto il coraggio di affrontare a muso duro gli ultimi giorni di vita di uno dei fantasmi più terribili della Germania, Adolf Hitler. Il film racconta gli ultimi dieci giorni di vita del dittatore nazista in un affresco coraggioso e ricco di sfumature. Il punto di vista del regista, magistralmente personalizzato dall'attore protagonista Bruno Ganz, è ancora oggi discusso e frutto dei più disparati pareri. Il pregio del film è però quello di gettare luce su un periodo mai del tutto approfondito come quello della morte e della fine di uno dei più grandi mostri della storia dell'umanità. La pellicola ha il coraggio di narrare tutto dal punto di vista dei nazisti, di mostrare un Hitler più "umano" e per questo ancora più mostruoso rispetto a quello di tante altre trasposizione e dei numerosi documentari a tema che ancora oggi popolano i nostri schermi. Un punto di vista inedito ben realizzato, controverso e discutibile ma memorabile in molti suoi punti: non a caso uno dei discorsi più isterici, duri e drammatici di Hitler all'interno del film è ancora oggi frutto di divertenti parodie in giro per il web.

Elizabeth (1998-2007)

Un altro progetto in due parti, questa volta indipendenti e uscite a quasi dieci anni l'una dall'altra, con una protagonista che regge, da sola, tutta l'impalcatura di entrambe le pellicole. Sotto la regia interessante e sempre in bilico tra magniloquenza e indipendenza di Shekhar Kapur, è Cate Blanchett a dare vita ad una Elisabetta I incredibile, capace di un'evoluzione altrettanto bella e credibile: una donna giovane e speranzosa si trasforma in un'implacabile e fredda regina, tanto regale quanto temibile e minacciosa, tanto nel primo capitolo quanto nel secondo, seppur con modi e storie ben diverse. Le piccole incongruenze, le numerose forzature narrative e alcune eccessive lentezze sono così nascoste da una protagonista incredibile, con uno sguardo capace di bucare lo schermo e una fierezza e un portamento che farebbero intimorire anche la più reale delle regine esistite sul pianeta. Se in entrambe le occasioni la Blanchett è stata nominata ai Premi Oscar, ricevendo un Golden Globe nel 1999 e inanellando interpretazioni sempre più incredibili durante gli anni successivi, gran parte del merito è proprio della sua incredibile Elisabetta, tra gli apici interpretativi di tutti i film a tema storico e politico più importanti della storia del cinema.

Frost/Nixon (2008)

La forza dei personaggi, la potenza del mezzo televisivo, la grandezza del giornalismo. Sono ancora degli avvenimenti reali a dare vita ad uno dei film più riusciti di Ron Howard. "Frost/Nixon" racconta l'incredibile duello televisivo del 1977 tra il giornalista David Frost e il controverso ex Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon. Tratto dal bellissimo dramma teatrale di Peter Morgan il film di snoda come un vero e proprio incontro di boxe, diviso in tre round più un allenamento e una conclusione. Il tutto è giocato sulla forza incredibile dei suoi due protagonisti, su uno scontro di caratteri in un ring televisivo al massimo della sua forma e del suo potere mediatico e di influenza. Un match serrato e bellissimo, fatto di stilettate taglienti e grandi passaggi, di perdenti che vincono e sconfitti che diventano vincitori. Due personaggi che hanno fatto la storia, nel bene e nel male, degli Stati Uniti e un uomo, Nixon, da sempre incarnazione perfetta di un'America che, dopo di lui, non sarebbe mai più stata la stessa.

The Iron Lady (2011)

Cosa succede quando la donna più dura e intransigente dell'Inghilterra diventa debole, fiacca e vittima di un male impossibile da curare? Questa la domanda che si pone il film di Phyllida Lloyd dedicato a Margareth Thatcher, uno dei leader politici più importanti e discussi dell'Inghilterra. In una misto di realismo e "licenze politiche" ci vengono mostrati successi e cocenti sconfitte di una donna che ha avuto tutto ma che ha perso tutto, per cause più grandi di lei, per colpa di una malattia impossibile da sconfiggere e per un'intransigenza e durezza caratteriale che ne ha costruito la grandezza ma che ne ha anche distrutto ogni speranza di salvezza. Dal punto di vista politico il film non si prende grandi rischi, edulcorando e umanizzando una figura invece piuttosto controversa: interessante però il discorso psicologico, la sovrapposizione di piani temporali che coincide con l'acuirsi della demenza senile della donna e le contraddizioni stesse della sua figura e di una nazione sempre difficile come la Gran Bretagna. Ultimo plus l'incredibile interpretazione di Meryl Streep, premiata con un Oscar come miglior attrice nel 2012.

Lincoln (2012)

Altro premio Oscar come miglior attore, questa volta per Daniel Day-Lewis e il suo potente e umanamente commovente ritratto di uno dei presidenti più amati della storia americana, Abramo Lincoln. Sotto la sapiente guida di Steven Spielberg e la sceneggiatura puntuale e senza sbavature di Tony Kushner l'attore britannico ha dato vita ad una delle performance meglio riuscite della sua lunga carriera. L'affresco costruito da Spielberg è perfetto dal punto di vista stilistico e della narrazione, portatore di un messaggio positivo e narratore di un periodo difficile ma cruciale per la storia americana. Un misto di grandi ideali e di potere rivoluzionario fa da sfondo a personaggi vivi e contraddittori e ad un protagonista potente e carismatico, ma anche tanto debole e tormentato, voglioso di cambiare il mondo ma consapevole di doverlo fare a piccoli passi, nonostante le sue gambe siano realmente e metaforicamente le più lunghe in tutta la Casa Bianca. Un racconto sofferto e importante, ricco di temi universalmente fondamentali per la storia degli Stati Uniti e per quella di tutto il mondo Occidentale. Lo spirito patriottico spesso troppo marcato non sminuisce la portata di una pellicola di alto livello e spessore, come da tradizione per una navigante esperto come Spielberg.

Milk (2008)

La potente e drammatica storia di Harvey Milk è il soggetto di uno dei film più apprezzati di Gus Van Sant. Premiato per la miglior sceneggiatura originale e per il miglior attore protagonista, un incredibile Sean Penn, il film racconta la storia del primo componente delle istituzioni politiche statunitensi apertamente gay. Con uno stile in linea con l'esuberanza, l'entusiasmo e la forza propulsiva del protagonista e un taglio spesso vario e sempre in bilico tra realismo e licenze cinematografiche, Van Sant ha dato vita al ritratto di un uomo fino a quel momento mai del tutto considerato, alle sue battaglie sociali e ai suoi travagli personali. Un film ricco e vivo, classico nell'andamento ma perfetto nel raccontare una storia mai troppo dibattuta e per lungo tempo rimasta nel più totale silenzio. Un film capace di regalare attimi di reale emozione, di far sorridere e commuovere e di dimostrare quanto siano ancora profondamente attuali le battaglie che Milk portava avanti con tanto impeto e passione.

W. (2008)

Altra figura controversa, vista sotto gli occhi di un regista dai tratti politici piuttosto chiari come Oliver Stone. Quello ritratto da questo film del 2008 è un George W. Bush mediocre e "piccolo", come politico e come uomo. Alcune delle pagine più brutte della storia recente americana sono raccontate tramite il punto di vista e i patemi di un uomo tormentato, alla ricerca di un sogno americano mai del tutto raggiunto e di un complesso di inferiorità nei confronti dell'omonimo padre - ed ex presidente - e di suo fratello. Le debolezze di Bush sono la cartina tornasole di un paese allo sbando, di errori grossolani in politica interna ed estera. Quello che ne viene fuori non è certo uno dei migliori film di Stone, ma un manifesto politico in tutto e per tutto, che sminuisce e distrugge il suo protagonista, analizzandolo nel profondo dei suoi errori e dei suoi tormenti. Un ritratto impietoso per un periodo altrettanto impietoso, una visione di parte palese ma non del tutto differente dalla realtà dei fatti.

Il Grande Dittatore (1940)

Il film di Charlie Chaplin che non ha bisogno di presentazioni, ancora oggi uno dei più grandi capolavori della storia del cinema. Uscito in un periodo difficile per il mondo, quando ancora la follia del nazismo non si era manifestata in tutta la sua bieca crudeltà, il film è una parodia spinta, senza freni e peli sulla lingua di un uomo, Adolf Hilter, e di un mondo vittima della crudeltà, della perdita dei valori e della dittatura. Una "commedia degli equivoci" che fa riflettere, un'interpretazione magistrale per una pellicola genuinamente divertente ma anche terribilmente reale, specchio riflesso di uno dei periodi più bui della storia dell'umanità. Un ritratto politico originale e divertente, tanto forte da essere capace di sfondare la quarta parete e di parlare direttamente alla mente, all'anima e al cuore dello spettatore, oggi come allora. Tutte le sue inquadrature sono ancora oggi dei cult universalmente apprezzati, dall'incredibile scena con il mappamondo sino al commuovente e bellissimo discorso finale, di quelli che ancora oggi vorremmo sentir pronunciare dai nostri reali leader politici.