Speciale Lo Hobbit - Intervista a Richard Taylor

Richard Taylor di Weta Workshop parla de Lo Hobbit.

speciale Lo Hobbit - Intervista a Richard Taylor
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In occasione dell'uscita della Trilogia de "Il Signore degli Anelli" in versione Blu Ray (a proposito, non perdete l'appuntamento con la review, prossimamente sulle pagine di Everyeye), Richard Taylor ha rilasciato una corposa intervista telefonica a Steve Weintraub di Collider, in cui ha avuto modo di parlare anche de "Lo Hobbit" che, nonostante le vicissitudini produttive legate alle sorti di MgM, la major che detiene i diritti di sfruttamento, resta una delle pellicole più attese. Per i più distratti, ricordiamo che Richard Taylor è il socio di Peter Jackson in Weta Workshop, l'azienda di effetti speciali di make up e prostetici da lui stesso fondata: è una persona che si è portata a casa 5 premi Oscar e che ha lavorato a tutti i film di Jackson dai tempi di "Meet the Feebles", passando per film come "District 9" e "Avatar". Sentiamo quindi cosa ha rivelato al sito americano.

Uno dei nodi cruciali che differenziano in modo sostanziale La Trilogia dal libro che la precede ed introduce, ovvero sia "Lo Hobbit" è costituita dal fatto che il Male, rappresentato tanto da Sauron quanto dall'Unico Anello, è molto meno palpabile rispetto agli eventi che condurranno alla Battaglia della Terza Era. La Contea e la Terra di Mezzo in generale, attraversano un periodo di sostanziale pace e prosperità. Come si rifletterà tutto questo nella rappresentazione delle location ne "Lo Hobbit"? Richard Taylor afferma "stiamo riflettendo proprio su questo. Rendere plausibile lo scenario della Terra di Mezzo è fondamentale perché è la scacchiera su cui si muovono i personaggi. E' uno sfondo che deve comunicare e trasmettere gli intenti narrativi di Tolkien e Guillermo del Toro è iperconsapevole di ciò. Quando lavora con noi e con gli scenografi e così via, cerca di tenere a mente insieme a tutti loro che l'audience che assisterà al film in quanto amante della storia originale è pienamente conscia delle differenze fra Lo Hobbit e La Trilogia. Letteralmente, è come comparare il sedicesimo secolo al diciottesimo." .
Lo Hobbit sarà un vero ritorno nella Middle Earth e il quesito "quanto dei vecchi set riadopererete" è scontata. Già normalmente le grandi produzioni riutilizzano materiali di film precedenti (ad esempio per Clash Of The Titans la Warner Bros ha riciclato parecchia roba da Troy), quindi nel caso di questo prequel il quesito è nodale. "E' una domanda complessa. Riadoperare automaticamente le stesse cose solo perché la storia è ambientata nello stesso mondo sarebbe inappropriato. Il pubblico se ne accorgerebbe. Saprebbe che abbiamo tentato di campare di rendita. Rispondere è rischioso e devo essere un po' elusivo, ma vogliamo focazzarci nel realizzare qualcosa di fresco e nuovo."
Tornare nella terra di Mezzo, quali sensazioni ha suscitato nel Maestro degli effetti speciali? "Euforia innanzitutto. Non avrei mai potuto immaginarlo. Già il fatto di aver avuto l'opprtunità di lavorare ai libri della Trilogia che è un libro così incredibilmente importante per molti di noi è una cosa che va oltre ogni immaginazione. Ora avere la chance di lavorare a Lo Hobbit sapendo tutte le vicissitudini in materia dei diritti di sfruttamento negli ultimi dieci anni in cui siamo passati improvvisamente dal "non si fa nulla" al poter metterci al lavoro su di esso....E' un vero tributo alla determinazione di Peter e del suo manager Ken Kamins, che hanno lavorato a strettissimo contatto per poter avere questa opportunità. Non ci sono davvero parole per descrivere la fortuna che hai quando fatti come questi accadono nella tua vita. (....) Tanto Peter quanto Guillermo sono animato dallo stesso spirito di un altro grande regista come James Cameron: vogliono raccontare storie e mondi incredibili. Vogliono trasportare il pubblico e sorpenderlo, dando loro la possibilità di un'esperienza della quale non potrebbero mai essere testimoni se non fosse per le loro opere. Io stesso, che ho la fortuna di lavorare con loro, amo essere un loro spettatore."
In chiusura dell'intervista, è quasi impossibile non chiedere una piccola indiscrezione sulla possibilità di una nuova collaborazione con Neill Blomkamp, il regista di "District 9": "Non sono sicuro di poter parlare già della cosa, quindi sarò elusivo....Neill è uno dei registi più talentuosi e dotati con i quali abbiamo lavorato. E' stato un grande piacere collaborare con lui e di certo ci piacerebbe protrarre i nostri rapporti con una venture creativa che si protragga nel tempo. Siamo entusiasti all'idea di poter fare altri film con lui in futuro".
Lo prendiamo per un si.

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