Speciale Lilli e il Vagabondo

Otto cose che forse non sapete su Lilli e il Vagabondo

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Lilli e il Vagabondo, una delle storie più amate di tutti i tempi, è nuovamente disponibile in home video, in DVD e, per la prima volta assoluta, in alta definizione in Blu-ray Disc.
Inserito nella classifica delle cento più belle storie d'amore redatta dall'American Film Insitute fu prodotto da Walt Disney nel 1955 e nel 1956 venne premiato con il David di Donatello come miglior produzione straniera. Pietra miliare del cinema di animazione, il 15° Classico Disney trasmette, ancora oggi dopo più di mezzo secolo dalla sua realizzazione, forti emozioni.
La fonte di ispirazione di Walt Disney per il film è stata uno degli aneddoti riguardanti la sua vita. Una sera, dopo aver dimenticato un impegno per cena con sua moglie Lily, Walt portò a casa un cucciolo di cocker spaniel, nascosto in una scatola per cappelli, come offerta di pace. Ricreando la stessa scena all’inizio del cartone animato, Gianni Caro ha donato praticamente nello stesso modo Lilli a sua moglie, Tesoro.
Ma questa è solo la prima di tante curiosità su questo adorabile film.

Lilli e il Vagabondo è stato il primo film d'animazione per il quale è stato utilizzato il sistema a largo campo visivo CinemaScope, combinato con Technicolor, per raccontare una storia tutta di animazione.

Durante i quattro anni di produzione di Lilli e il Vagabondo, Walt Disney prese con sé 150 talentuosi artisti e animatori e quattro fra i migliori sceneggiatori. Lavorando con tre registi e un produttore associato dietro alle telecamere, Disney assunse la responsabilità delle riprese dirigendo tutto il team e prendendo la responsabilità di ogni scena che prese vita sullo schermo.

Ci sono voluti quattro anni di intenso lavoro creativo, a partire dall’inizio del progetto vero e proprio, fino all’ultima stampa del film; gli artisti e gli animatori della Disney crearono all’incirca due milioni di bozzetti e disegni completi, fino ad arrivare ai 110.000 fotogrammi a colori che compongono la versione finale dell’intero film.

Distesi uno di seguito all’altro, i fogli di carta utilizzati nella preparazione dei disegni, di lunghezza media compresa tra 0,6 e 3 metri, coprirebbero una lunghezza di oltre 1.200 Km. Infatti, mettendo in fila i disegni che gli animatori di Lilli e il Vagabondo hanno prodotto, si potrebbe ricoprire l’intera lunghezza dello stato della California.

Passare a inchiostro i disegni finiti nelle celle di animazione e colorarli per la macchina da presa ha richiesto la collaborazione di cento assistenti animatori, che hanno utilizzato oltre 2.600 litri di pittura, mescolata in cento diverse ombreggiature e sfumature.

Per gli animatori e i registi del film sono stati costruiti dei piccoli modelli in scala per permettere la realizzazione della maggior parte delle scene di Lilli e il Vagabondo. Lavorare su queste piccole miniature di ogni locale e dei suoi pezzi d’arredamento aiutò considerevolmente il lavoro di combinare sulla tavola da disegno tutti gli sfondi e gli oggetti che hanno composto le ambientazioni delle varie scene.

Tra i compiti degli animatori c’era quello di donare ai cani l’animazione delle caratteristiche umane richieste da una storia per il grande schermo, mantenendoli comunque “canini”. Lilli assomiglia a un qualunque cocker spaniel con il pedigree, ma uno sguardo più ravvicinato rivela una bocca troppo espressiva, orecchie troppo belle e lunghe, sopracciglia espressive troppo estese e zampe troppo graziose per un animale reale. La Lilli animata doveva avere queste caratteristiche per avere i movimenti di un cane grazioso, gentile e insolitamente felice. Per creare la personalità affascinante e indipendente di Biagio, egli doveva apparire disinvolto, con il pelo lungo ispido e veloce. Caratteristiche che si ritrovano solamente più nei terrier (per le orecchie vivaci) e Airedale (per il resto del corpo) che in qualunque altra razza canina esistente.

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