Speciale LEGO: mattoncini, film e videogiochi

Un sguardo al passato, presente e futuro della multimedialità dei mitici LEGO

Speciale LEGO: mattoncini, film e videogiochi
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È divertente andare alla scoperta delle origini di UNA ditta di giocattoli, perché scopri sempre cose nuove e, spesso, impensabili. Così come in molti non hanno idea che in origine la Nintendo stampava carte da gioco, in tanti non sanno che la LEGO non nasce coi mattoncini in legno ma con balocchi in legno. Il fondatore Ole Kirk Christiansen, difatti, era un falegname che, dopo la distruzione della sua bottega a causa di un incendio, non si diede per vinto e ottant'anni fa decise di fondare un'azienda destinata a entrare nel mito: la LEGO appunto, dal danese “giocare bene”. Inizialmente la produzione è variegata e in legno, ma con l'avvento della plastica e la scoperta dei giochi di costruzione la questa si accentra sui mitici mattoncini colorati, che dal 1958 ad oggi, nella loro forma base, rimangono invariati. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e la casa di Billund ha sfornato mille e mille varianti del concept originale, per accontentare il pubblico più variegato: da quello infantile (Duplo) a quello più adulto (Technic, Architecture) passando per le saghe fantasy personali come Bionicle e a quelle su licenza, che hanno permesso all'universo LEGO di espandersi e conquistare nuove quote di mercato.

Fantasia crossmediale

È difatti negli anni 2000 che assistiamo all'affermarsi della vocazione multimediale e crossmediale del mattoncino per eccellenza. Timidi esperimenti si erano avuti già pochi anni prima, con la realizzazione dei primi giochi per PC come Lego Island, Lego Loco e Lego Chess, e il primo set su licenza, quello dedicato a Star Wars: ma è solo una volta passata la crisi del 2003 che l'elemento crossmediale decolla, portandoci, dieci anni dopo, un gioiellino come The LEGO Movie (del quale potete leggere la nostra recensione qui).
Anche se è vero che l'utilizzo dei mattoncini, ad opera di terze parti, è sempre stata un'alternativa divertente e originale per realizzare video, come dimostra Monty Python and the Holy Grail in Lego, versione animata della “Camelot Song” presente in Monty Python e il Sacro Graal e ufficialmente riconosciuta. Tanto da spingere la casa danese a rilasciare il divertente playset Lego Studios, che permetteva di realizzare, con alcuni accorgimenti, veri e propri film in stop motion, usando anche dei “set” preparati per l'occasione, come quelli dedicati a Jurassic Park o Spider-Man.
All'inizio, comunque, l'utilizzo dei Lego nell'animazione era limitato all'uso di contesti ben specifici, come quello Bionicle, e lo stesso dicasi nei videogiochi, con l'unica alternativa del pretesto del marchio per realizzare l'ennesimo platform, puzzle o racing game.

LEGO tra animazione e videogiochi

A dare nuova linfa al genere, con risultati spesso assai godibili, ha contribuito proprio l'utilizzo, in collaborazione con le major detentrici dei diritti, di versioni alternative delle saghe cinematografiche più famose, sia in animazione che in forma videoludica. Da lì una sequela di prodotti dedicati alle due creature Lucasiane per eccellenza, Star Wars (che tutt'ora è l'unica franchise esterna a vantare una serie di ben sei film “animati” coi mattoncini) e Indiana Jones, ma anche a saghe Disney come Pirati dei Caraibi, The Lone Ranger e i supereroi Marvel. E ancora, potremmo citare I Simpson, le Teenage Mutant Ninja Turtles, Avatar: The Last Airbender e addirittura Prince of Persia e... Minecraft! Anche se, in totale, la preponderanza va ai franchise sotto l'egida di Warner Bros., sia per quanto riguarda i playset “in scatola” che i videogiochi. Tra i numerosi supereroi della Dc Comics, le avventure Tolkeniane de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit, Speed Racer, e il grandissimo successo di Harry Potter, Warner ha infatti contribuito a produrre una fetta importante del materiale LEGO su licenza.

Master Builder


Il primo videogioco realizzato su licenza, difatti, fu nel 2001 Lego Creator: Harry Potter, un'estensione del simulatore di ambienti della casa danese, per PC Windows, dedicata al maghetto occhialuto ideato da J.K.Rowling, a cui seguì l'anno successivo Lego Creator: Harry Potter and the Chamber of Secrets. Nel gioco si potevano ricreare gli ambienti dei primi due capitoli della saga cinematografica, dal Castello di Hogwarts al suo circondario, sfruttando minifigure dei personaggi della serie e oggetti caratteristici per dar vita al magico mondo dei maghi. Tutte le locazioni principali del castello, compresi aule e sotterranei, erano esplorabili e si poteva anche salire a bordo dell'Hogwarts Express e di una scopa per il Quidditch.
Venne poi l'era degli action-adventure, inaugurata da Star Wars con tre titoli tra il 2005 e il 2007, per PC e tutte le console dell'epoca. Da qui parte il marchio distintivo dei giochi LEGO, orientati ad un pubblico il più vasto possibile: dai bambini (dati i controlli abbastanza semplici e la violenza fumettistica e innocua) ai fan più grandicelli, che ritrovano la loro serie preferita per filo e per segno perfettamente calata nella continuity originale ma in una versione divertente e sopra le righe.
Il grande successo permette difatti la produzione di seguiti e la reiterazione della formula di gioco, a partire dal primo titolo dedicato ai supereroi DC, Lego Batman: The Videogame (del 2008). Uscito un anno prima del “fulmine a ciel sereno” Arkham Asylum, Lego Batman stupisce tutti per la giocabilità e l'uso intelligente dei personaggi, che migliorano la gestione 'alternativa' del character a seconda dell'abilità al momento necessaria, altra caratteristica peculiare dei LEGO games.


In questo caso era possibile utilizzare, naturalmente, Batman e Robin, oltre a Batgirl, Nightwing e alcuni dei villain storici del Cavaliere Oscuro, e usarne intelligentemente le risorse grazie ad un'interessante interattività ambientale. Quattro anni dopo uscì un maestoso sequel, Lego Batman 2: DC Superheroes, per PC e tutte le console della scorsa gen, che vantava un universo di gioco molto più grande e la possibilità di impersonare altri supereroi quali ad esempio Wonder Woman e Superman.
Interessante notare come il sistema di gioco inventato da Traveller's Tales sia così ben congegnato da funzionare bene in ogni contesto, dalla fantascienza al fantasy al supereroistico, riuscendo a importare e implementare in modi sempre nuovi le caratteristiche di gameplay da un titolo all'altro, da Indiana Jones a Pirati dei Caraibi. Altra cosa importante è l'umorismo, misurato e mai fuori luogo, e la grande espressività delle minifigure, portentosa anche senza l'uso delle parole.


Harry Potter tornerà nel mondo dei videogiochi LEGO con due titoli: Lego Harry Potter: Years 1-4 e Lego Harry Potter: Years 5-7, nel 2010 e 2011, in un compendio davvero unico di avventure tratte dall'intera saga cinematografica. Nel frattempo vediamo anche il tanto atteso arrivo dei mondi tolkeniani con Lego The Lords of the Rings prima (2012) e l'imminente Lego The Hobbit poi, che sarà disponibile per tutte le piattaforme attuali: l'epopea dell'Unico Anello non è mai stata così divertente. E, nel frattempo, Warner Bros. ha cavalcato l'uscita di The LEGO Movie lanciando sul mercato anche la versione videoludica delle avventure di Emmet e Lucy, che ha portato con sé alcune novità grafiche e strutturali, come la presenza di due tipi di minifigure diverse: i Regular Builders e i Master Builders, differenziati dalle loro possibilità di interazione e creazione con i vari pezzi LEGO a disposizione.

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