Lecco Film Fest, l'intervista a Violante Placido: le donne al cinema

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con l'attrice romana, una delle presenze eccellenti alla prima edizione della kermesse lariana.

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Dal 31 luglio al 2 agosto si è svolta a Lecco la prima edizione del Lecco Film Fest - Donne oltre gli schermi, evento culturale dedicato al mondo del cinema e all'universo femminile, capace di attirare l'attenzione di una città intera, con graditissimi ospiti che si sono alternati nel cuore del centro cittadino.
Promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, Rivista del Cinematografo e Confindustria Lecco e Sondrio, il Lecco Film Fest ha riservato ai partecipanti un programma molto interessante, richiamando nomi importanti dello spettacolo italiano.
Nel corso della kermesse si sono alternati la cantante Paola Turci, i giornalisti Tiziana Ferrario e Gianni Riotta, le attrici Matilde Gioli, Violante Placido e Chiara Francini, con le registe Elisa Amoruso e Antonietta De Lillo. Madrina di questa prima edizione del festival è stata Maria Grazia Cucinotta, accolta con grande calore dai presenti sul lungolago lecchese.

Gran parte degli ospiti del festival sono arrivati in città attraverso un motoscafo sul lago, per poi essere accolti da giornalisti e fotografi al seguito.
Tra i profili più attesi della prima edizione del Lecco Film Fest, Violante Placido è stata uno dei primi volti noti a raggiungere la città e nella prima serata del festival si è esibita anche in una performance canora.

Donne al cinema e figlie d'arte

D: Quali emozioni prova nel partecipare a un festival nella sua prima edizione dedicata all'universo femminile?

R: Mi fa molto piacere e mi ha sorpreso, perché essendo alla sua prima edizione e a pochissimo tempo dal lockdown era difficile pensare di poterlo portare a compimento, in una situazione così complicata, con molte persone impaurite e alcune anche paralizzate per quanto riguarda le decisioni da prendere. Quindi se oggi si è riusciti ad arrivare fino in fondo, nonostante ogni cosa sembrasse remare contro, può essere un modo per ripartire.

D: Alla presentazione della manifestazione è stato detto che "l'economia è importante ma da sola non è in grado di far ripartire la società. La comunità riparte se ripartono le persone". Lei è d'accordo con quest'affermazione?

R: Certo, lo credo fermamente. E poi farlo in un luogo così suggestivo come questo mi ricorda un po' Venezia, avevo quasi voglia di tuffarmi in questo lago bellissimo. Credo davvero che le persone siano fondamentali per far ripartire le comunità, spesso chi decide non tiene realmente conto della direzione in cui va la gente. Il cinema può essere davvero importante da questo punto di vista.

D: Lei è una donna ma anche figlia d'arte. In un mondo del lavoro in cui spesso si parla delle disuguaglianze tra genere maschile e femminile ma che non rende la vita facile ai figli d'arte, anche e soprattutto nello spettacolo, quale delle due condizioni ha sofferto maggiormente?

R: Sicuramente entrambe. Tuttavia solo il fatto di essere artista è una scelta che può farti soffrire, poi una persona decide di andare avanti anche se comunque può essere faticoso trovare un punto d'arrivo. Bisogna ricordarsi che rimane un privilegio che non ti viene regalato, ma rischiare fa parte di questo tipo di percorso e spesso vieni anche ripagato.

D: Questa kermesse si svolge in una città che negli ultimi anni ha sofferto e soffre tuttora la mancanza di cinema. Può essere una svolta, anche da questo punto di vista?

R: Assolutamente sì. Penso che dare spazio a ciò che manca sicuramente può essere importante. Faccio un in bocca al lupo ai cittadini e spero che si possa scoprire che se l'interesse c'è e se viene dato il là qualcosa possa cambiare. Per essere una prima edizione si vede il lavoro che c'è dietro e l'impegno che è stato messo. Sono molto felice di partecipare a questa rassegna.

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