Leatherface, dieci cose che non sapete sull'icona horror

Dagli anni '70 ad oggi Leatherface ha terrorizzato intere generazioni, ma forse ancora non sapete tutto su di lui...

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Era il lontano 1974 quando ha avuto inizio la spaventosa carneficina di Leatherface, l'icona horror protagonista di Non Aprite quella Porta, il cult diretto da Tobe Hooper. Armato di motosega e sempre in cerca di nuove vittime, questo personaggio con il volto nascosto dietro una maschera di pelle umana, ha terrorizzato intere generazioni e, dal 14 Settembre, è nuovamente sul grande schermo con Leatherface, il nuovo film di Alexandre Bustillo distribuito da M2 Pictures. Siete pronti a tornare nel polveroso e desertico Texas per conoscere le origini di questo assassino violento e sanguinario, che sarà noto in seguito come "Faccia di cuoio"? Dopo essere fuggito da un ospedale psichiatrico insieme ad altri tre pazienti, Leatherface rapisce una giovane donna trascinandola in un viaggio infernale, mentre un poliziotto li insegue cercando di mettere fine a questa avventura macabra e angosciante, nonché brutale. In occasione del ritorno di Leatherface al cinema, vogliamo svelarvi dieci curiosità che riguardano questa icona horror che sembra non invecchiare mai, almeno per gli appassionati del genere.

Non solo Ed Gein

Il regista Tobe Hooper e lo sceneggiatore Kim Henkel hanno ammesso chiaramente di essersi ispirati alla storia del killer realmente esistito Ed Gein per delineare alcune malsane abitudini di Leatherface. Gein ha infatti assassinato diverse persone innocenti nel Wisconsin durante gli anni Cinquanta, conservando parti dei loro corpi come macabri trofei, e ha frequentato i cimiteri locali per collezionare resti umani. Ma Hooper all'epoca del primo film Non Aprite quella Porta, fu influenzato anche da un caso molto più inquietante: quello dell'assassino seriale di Houston chiamato Elmer Wayne Henley, che uccise circa 28 giovani ragazzi dopo averli torturati e violentati insieme al complice Dean Corll. Il film tuttavia non è una storia vera come molti pensano. Ma se anche solo alcune parti di essa sono ispirate alla realtà per le azioni di questi psicopatici, l'effetto del film è comunque spaventoso e spinge a chiudersi dentro casa.

L'idea della motosega collegata alla follia dello shopping natalizio

Anche se Leatherface utilizza regolarmente un vasto assortimento di armi per uccidere e perseguitare le sue vittime, sarà sempre conosciuto per la sua motosega. Infatti uno dei momenti più iconici del primo film originale è quando il killer cerca la sua vittima correndo per strada brandendo con rabbia la motosega nell'aria, senza controllo. Vi siete mai chiesti come è nata questa idea? Parlando con Interview Magazine, Tobe Hooper ha spiegato: "Ero in un grande magazzino durante le vacanze natalizie e ho pensato: Non vedo l'ora di uscire da qui. Era nel 1972 o 1973. C'erano migliaia di persone ed io stavo cercando di farmi strada per uscire. Quando mi sono trovato nel reparto hardware, ho guardato giù e c'era uno scaffale pieno di motoseghe, così ho pensato: Se azionassi una di queste, quelle persone si farebbero da parte e mi farebbero passare".

Uno dei primi personaggi horror ad avere un suo videogioco

Nei primi anni '80 il re dei B-movie Charles Band, produttore di classici come Puppet Master - Il Burattinaio, Subspecies e Invasori dalla IV Dimensione, possedeva una società indipendente di home video chiamata Wizard Video. Dopo un discreto successo con una serie di film horror a basso budget, ha iniziato ad affacciarsi al mercato dei videogiochi in continua espansione. Nel 1983 la sua società ha rilasciato il gioco Non Aprite quella Porta per l'Atari 2600. Il gioco però si è rivelato un fallimento. Dal momento che la maggior parte dei film horror hanno scenari limitati, si può solo immaginare quanto fosse abbozzata la trama per questa avventura interattiva. Con una motosega a 8 bit che esaurisce velocemente il carburante, l'obiettivo era semplicemente di far sanguinare qualche vittima. Tuttavia va sottolineato che questo è stato uno dei primi videogiochi horror che hanno permesso di giocare nei panni di un cattivo e non di una vittima.

Quasi interpretato da Dolph Lundgren

Nel 2003 Michael Bay e la Platinum Dunes hanno deciso di fare un remake, o meglio di rispolverare l'originale Non Aprite quella Porta. All'epoca sembrava che lo studio preferisse riproporre un successo del passato, piuttosto che far uscire qualcosa di originale. Hanno lavorato su uno script scritto da Scott Kosar e hanno scelto Marcus Nispel come regista di questa avventura horror. Hanno poi proposto a Dolph Lundgren, il mitico Ivan Drago di Rocky, il ruolo di Leatherface, che però non ha accettato. Il ruolo è andato così ad Andrew Bryniarski che ha fatto un ottimo lavoro, ma non si può fare a meno di chiedersi come sarebbe stato il film con Lundgren nei panni del killer sanguinario.

Interpretato da Kane Hodder

Nel terzo capitolo del franchise Non Aprite quella Porta, molte persone hanno scoperto che R.A. Mihailoff ha interpretato tutte le scene come Leatherface. Tuttavia non tutti sanno che anche l'icona horror Kane Hodder è apparsa nel film nei panni del personaggio. Hodder è considerato da molti come il più grande attore dietro Jason Voorhees, l'assassino con la maschera da hockey su ghiaccio apparso in quattro film della saga Venerdì 13. Ha anche interpretato Victor Crowley nella trilogia The Hatchet. In altre parole è una leggenda ed è stato il coordinatore degli stunt in Non Aprite quella Porta 3.

Apparso insieme a Jason Voorhees in un crossover a fumetti

Sono state prodotte diverse serie a fumetti basate su alcuni personaggi del cinema horror. Nel 1995 la Topps Comics ha rilasciato una miniserie di tre numeri che raccontava una battaglia tra il machete di Jason e la motosega di Leatherface. Jason viene liberato dalla sua tomba acquosa e finisce su un treno. Dopo averlo deragliato si ritrova in Texas, dove incontra Leatherface e gli altri membri della sua famiglia, che restano colpiti dalle sue abitudini assassine e lo accolgono tra di loro. Ma vivere con gli altri è difficile per un solitario come Jason e lo scontro è dietro l'angolo.

È una pornostar certificata

L'arrivo di internet ha incoraggiato una maggiore diffusione della pornografia che ha comportato la soddisfazione di ogni tipo di desiderio perverso, incluso quello dell' appassionato di film horror. E questo ci porta al film porno del 2008 noto come The Texas Vibrator Massacre. Questa parodia folle si apre con un gruppo di cinque ragazzi che si perdono mentre guidano sulle strade del Texas. Una ragazza chiede di uscire per andare in bagno incoraggiando anche altri passeggeri a fermarsi. Naturalmente attirano l'attenzione di Leatherface che, in questo caso però, ha come arma un vibratore, o meglio un ibrido motosega/vibratore.

Ispirato a reali pazienti con disturbi mentali

Leatherface non ha alcun vero dialogo nei film che lo riguardano, e le sue espressioni facciali sono nascoste da una maschera. Per catturare l'instabilità mentale del personaggio, Gunnar Hansen (che lo ha interpretato nel primo film del 1974) è andato in un ospedale psichiatrico di Austin e ha studiato il comportamento dei pazienti ricoverati lì per preparare poi il suo ruolo.

Indossa tre maschere diverse

Anche se il suo nome suggerisce un singolare viso terrificante, Leatherface indossa in realtà molte maschere nei film: la ragione è che sono l'unico modo per esprimersi veramente. C'è la maschera dell'uccisione semplice che indossa per la maggior parte del primo film; la maschera della "nonna" che indossa mentre prepara la cena per mostrare il suo "volto domestico", e la maschera coperta dal trucco che indossa per sedere a cena, completa di un vestito della tradizione meridionale.

Guest Star della serie Le Tartarughe Ninja

Le Tartarughe Ninja non hanno niente a che fare con il genere horror, ma forse dietro le quinte della serie animata Nickelodeon c'è un grande fan del cinema horror. Infatti in un episodio intitolato "In Dreams", appaiono icone horror come Robert Englund/Freddy Kreuger, John Kassir, e Bill Moseley, che ha interpretato Chop Top Sawyer in Non Aprite quella Porta 2. Moseley interpreta un proprietario di un negozio dove c'è una motosega con scritto sopra "La sega è famiglia". Le stesse parole sono state pronunciate da Drayton nel secondo capitolo della saga e furono incise sulla motosega di Leatherface.

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