Le saghe di Nightmare e Venerdì 13: dalle stelle alle stalle

Quali sono i motivi che hanno portato due tra le saghe più famose del cinema horror a venir dimenticate dal pubblico contemporaneo?

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Il genere slasher, soprattutto a partire dalla fine degli anni '70, ha acquisito una popolarità fuori scala che lo ha portato a dar vita a una serie davvero numerosa di franchise, proiettando nell'olimpo della cultura pop cinematografica tutta una nutrita schiera di mostruosi serial killer entrati di diritto nell'immaginario collettivo mondiale, con il punto più alto raggiunto a metà degli anni '80.
Tra i personaggi di maggior spicco all'interno del filone non possiamo non citare Freddy Krueger e Jason Voorhees, due tra i serial killer di stampo slasher/horror più amati dal grande pubblico che, seppur nel corso di questi ultimi anni siano stati leggermente accantonati, sono rimasti da sempre nel cuore dei moltissimi appassionati del genere.
In questo speciale proveremo a ripercorrere le tappe fondamentali di entrambe le saghe mettendole in seguito a confronto nel (purtroppo triste) declino che via via le ha portate a perdere di vista i propri punti di forza.

Incubi e laghi

Nel 1980 arriva nelle sale Venerdì 13, diretto da Sean S. Cunningham (su soggetto e sceneggiatura di Victor Miller), in cui vediamo tutti i capisaldi del genere slasher condensati in maniera ottimale, così da dare alla luce un film solido capace d'intrattenere un'ampia fascia di pubblico.
L'opera punta l'attenzione su un gruppo di ragazzi come tanti che, pronti a iniziare a lavorare nel campeggio di Crystal Lake, si ritrovano a fare i conti con una minaccia virtualmente ingestibile.
Nonostante la grande iconicità legata al personaggio di Jason, bisognerà aspettare comunque il terzo capitolo del franchise per vederlo in azione con la sua caratteristica maschera da hockey, pronto a falcidiare i poveri malcapitati che gli capitano a tiro.
La saga, dopo un esordio improntato sull'originalità e su numerosi colpi di scena ben congegnati, ha saputo costruirsi una propria credibilità anche attraverso alcuni capitoli successivi (tra cui appunto l'iconico terzo film), seppur con il passare degli anni la carica propulsiva delle origini si sia affievolita sempre di più.
Le pellicole sono riuscite comunque a ottenere un ampio consenso soprattutto per la loro capacità di arrivare a una fascia di pubblico trasversale, attraverso la costruzione di trame in realtà molto semplici atte a ripercorrere via via sempre la medesima struttura (poi diventata un cliché nelle decadi successive) ma che, negli anni '80, non era assolutamente da dare per scontata.

Le figure dei serial killer mostruosi (in questo caso Jason) sono così via via diventate sempre più importanti nel corso degli anni, tanto da rendere i villain delle pellicole dei veri e propri protagonisti, anche se per ovvie ragioni incapaci di creare un legame empatico con il pubblico, perché mostrati in tutta la loro ferocia e brutalità.
Ed è così che, seppur conoscendo la tragica storia di Jason, non si potrà parteggiare in alcun modo per la minaccia, nonostante alcuni macrotemi fondativi dello stesso genere slasher, tra cui una rappresentazione a tratti stereotipata dei giovani.
Con Nightmare, film cult dell'84 diretto da Wes Craven, il lato slasher si è ammantato anche di una forte componente onirica, vero e proprio marchio di fabbrica del serial killer mostruoso Freddy Krueger, capace di tormentare le proprie vittime all'interno dei loro stessi sogni fino a ucciderle brutalmente sfruttandone le paure.
Il voler inserire una componente puramente fantastica all'interno delle già collaudate meccaniche slasher ha indubbiamente contribuito all'iconicità del villain principale.
Anche la componente orrorifica risulta ben gestita, attraverso una serie di scene ancora oggi rimaste nel cuore degli appassionati di film horror, seppur anche in questo caso, con l'avanzare dei capitoli, si sia arrivati a ripetere in maniera prevedibile quanto visto nei precedenti.

La saga di Nightmare ha ceduto anche il passo in svariate occasioni a una componente addirittura comedy, lasciandosi da un certo punto in poi prendere la mano. Agli spettatori sono state proposte trovate involontariamente ridicole, tra cui l'ormai celeberrima sequenza dove Freddy indossa gli occhiali da sole, vera e propria metafora della discesa qualitativa della serie.
Con Nightmare - Nuovo incubo lo stesso Wes Craven (già autore del primo film) ha cercato di riportare l'intera saga ai fasti del passato, senza però riuscirci totalmente.
I due serial killer comunque, dotati entrambi di elementi di design perfettamente riconoscibili, sono diventati in tutto e per tutto personaggi cult della storia del cinema, venendo in seguito citati in un numero davvero elevato di opere appartenenti ai generi più disparati.

Sequel farraginosi e reboot improbabili

Dato l'innegabile successo ottenuto dai due personaggi, le case di produzione hanno ovviamente pensato di sfruttare al massimo i due esseri mostruosi. Con un film all'anno però, il mercato si è saturato in breve tempo, andando di fatto a snaturare gli stessi franchise, con situazioni sempre più improbabili e trovate talvolta realmente fuori focus, su tutte il Jason X diretto da James Isaac nel 2001.
L'iperproduzione di questi film ha quindi portato gli stessi villain protagonisti a non riuscire più a catturare l'attenzione delle nuove generazioni, rimanendo di fatto ancorati alla dimensione cult delle pellicole degli anni '80.
Chiusa anche la triste parentesi legata al crossover Freddy vs Jason (uscito nel 2003 per la regia di Ronny You), si è pensato di optare per una doppia riproposizione dei personaggi, proponendoli a una nuova generazione di spettatori.
I due film (usciti nel 2009 e nel 2010), seppur non pessimi, non sono però riusciti a svecchiare in alcun modo i serial killer in questione, mettendo in

scena fondamentalmente due mostri davvero poco caratterizzati, impegnati il più possibile nel mostrare le loro abilità peculiari in una sorta di mero esercizio di stile senza alcun tipo di profondità contenutistica.
Gli stessi giovani raffigurati nei film sono stati presi di peso dall'immaginario anni '80, senza attuare alcun tipo di svecchiamento (per via dei cambiamenti socioculturali avvenuti nel corso degli anni), andando ancora una volta a riproporre stancamente quanto visto in precedenza attraverso uno spropositato numero di cliché.
Almeno per il momento, quindi, due tra i personaggi più famosi dell'immaginario cinematografico horror sono stati ingiustamente accantonati per tutta una serie di scelte di marketing (quanto artistiche) non così esaltanti, seppur ovviamente la speranza sia quella di vedere nuovamente Freddy e Jason tornare ai fasti di un tempo.

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