Le Origini della Leggenda: alla scoperta dei film su Robin Hood

Robin Hood: L'Origine della Leggenda è attualmente in programmazione nelle sale, ma quali altri film hanno raccontato la figura del ladro gentile?

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La figura di Robin Hood e la sua leggenda vengono raccontati su grande schermo praticamente fin da quando il cinema è stato inventato. Nel corso del secolo scorso e nei primi anni di quello attuale, le major di Hollywood, i grandi attori e i registi più affermati hanno spesso deciso di confrontarsi con il celebre bandito che ruba ai ricchi per dare ai poveri, usando le tecniche cinematografiche della propria epoca per ricostruire la contea di Nottingham e la foresta di Sherwood, e contribuire a rendere immortale la leggenda dell'eroe popolare, fra brigantaggio, avventura e romanticismo fuori dal tempo.
In occasione dell'uscita di Robin Hood - L'Origine della Leggenda, nuova interpretazione delle gesta di Robin di Locksley diretta dall'esordiente Otto Bathurst e interpretata da Taron Egerton e Jamie Foxx, abbiamo deciso di raccogliere per voi le migliori opere cinematografiche incentrate sul personaggio: da inguaribile guascone a veterano delle crociate, da fuorilegge innamorato a volpe antropomorfa in stile cartone animato, Robin Hood ha accompagnato la cultura popolare attraverso le generazioni, e con questa lista (rigorosamente in ordine cronologico e non di preferenza) vi invitiamo a rivivere con noi la lunga filmografia dell'arciere di Sherwood.

Robin Hood (1922)

Versione in bianco e nero e rigorosamente muta, il Robin Hood di Allan Dwan vede protagonista un affascinante e atletico Douglas Fairbanks, che ha prodotto il film di tasca propria divertendosi a saltare, a insinuarsi e arrampicarsi fra le varie scenografie. Ovviamente c'era Lady Marian, interpretata dall'attrice teatrale Enid Bennett, Fra' Tuck e le Crociate. La storia tuttavia era alquanto diversa rispetto a quella che conosciamo oggi, ma lo spirito rivoluzionario del personaggio già allora vibrava attraverso le sue gesta.


La Leggenda di Robin Hood (1938)

L'adattamento del mitologico regista Michael Curtiz è ancora oggi il più celebre e iconico degli innumerevoli realizzati su Robin Hood, con la star Errol Flynn che - grazie al suo fascino irresistibile - ha stabilito uno standard per tutti gli attori che lo hanno succeduto nella parte.
Vincitore della miglior scenografia, del miglior montaggio e della miglior colonna sonora agli Oscar del 1939, La Leggenda di Robin Hood vanta ancora oggi dialoghi acuti e intelligenti, una Olivia de Havilland semplicemente adorabile nei panni eleganti di Lady Marian e dei set e dei costumi sgargianti valorizzati dalla bellezza senza tempo del Technicolor.

Robin Hood e I Compagni della Foresta (1952)

Contrariamente a quanto si crede fu questo, e non il celeberrimo film animato, il primo lungometraggio su Robin Hood realizzato dalla Disney. Diretto da Ken Annakin (che da qui in poi avrebbe legato la sua carriera al cinema d'avventura), Robin Hood e I Compagni della Foresta vede Richard Todd nel ruolo del protagonista, ma sia l'interprete che l'intero film non fanno che ricalcare idee e momenti già visti nel precedente film di Curtiz. Ma molto presto, la Disney sarebbe corsa ai ripari.

Robin Hood (1973)

Sono pochissime le persone che possono affermare di non aver mai visto né sentito parlare di questo indimenticabile classico d'animazione Disney, fra i migliori realizzati dalla casa di produzione e degno di essere associato a capolavori come La Bella e La Bestia, Fantasia e Biancaneve. Robin Hood diventa una volpe antropomorfa nel classico stile dello studio d'animazione, e forse è questa trasformazione a enfatizzare il suo carisma da furfante, che brilla in alcune sequenze d'azione elettrizzanti e una colonna sonora - specialmente l'adorabile canzone "Love", nominata agli Oscar - davvero magnifica.


Robin e Marian (1976)

"Il mio nome è Hood... Robin Hood". Dopo essersi lasciato alle spalle il franchise di James Bond, e a due anni dal successo di Assassinio sull'Orient Express di Sidney Lumet, il divo britannico Sean Connery accettò il ruolo dell'arciere di Sherwood nel film di Richard Lester, con Audrey Hepburn nei panni di Lady Marian.
La storia è ambientata vent'anni dopo gli eventi della leggenda originale, con Robin diventato un soldato di Riccardo Cuor di Leone, una volta smessi i panni del ladro, e Marian che ha preso i voti.
È il più crepuscolare fra gli adattamenti cinematografici di Robin Hood, il più romantico e anche il più bello da guardare, a livello prettamente visivo: la fotografia artisticamente malinconica di David Watkin è ancora oggi la migliore della "saga", e Connery e la Hepburn mostrano una chimica meravigliosa. È il film in cui viene recitata la battuta "Ti amo più di Dio" e ci fermiamo qui.


Robin Hood (1991)

L'unico difetto di questo adattamento britannico è stato uscire nello stesso anno dell'americano e ben più celebre Principe dei Ladri, che fin da subito si impose nell'immaginario collettivo e rubò i cuori dei fan, lasciando a quest'altro lavoro le "briciole". John Irvin dirige dei buoni Patrick Bergin e Uma Thurman, che fanno del loro meglio in una storia tutto sommato priva dell'epica che da sempre contraddistingue l'avventura di Robin Hood. E che, confrontata con l'altro film del 1991, risulta alquanto dimenticabile.

Robin Hood: Principe dei Ladri (1991)

A pochi mesi dal successo di Balla Coi Lupi, e qualche settimana prima di JFK - Un Caso Ancora Aperto di Oliver Stone (uscito sempre nel 1991), Kevin Costner diventa l'eroe di una generazione nel celeberrimo film di Kevin Reynolds. Con lui Morgan Freeman, Christian Slater, Mary Elizabeth Mastrantonio e Alan Rickman, come sempre indimenticabile nei panni del cattivo. Tornò perfino Sean Connery nel ruolo di Re Riccardo, e con un budget di $48 milioni Robin Hood: Principe dei Ladri divenne il secondo maggior successo dell'anno (dietro solo all'irraggiungibile Terminator 2: Il Giorno del Giudizio) con un incasso di quasi $400 milioni.


Robin Hood: Un Uomo in Calzamaglia (1993)

In risposta allo sfarzo epico de Il Principe dei Ladri, Mel Brooks con Robin Hood: Un Uomo in Calzamaglia si propose di parodiare in primo luogo le gesta di Kevin Costner e poi la leggenda del ladro di Sherwood tutta, rileggendola attraverso il suo stile irriverente fatto di meta-riferimenti anacronistici, numeri musicali e gag slapstick. A indossare la calzamaglia del protagonista il Cary Elwes de La Storia Fantastica, che dovrà vedersela con sicari, mafiosi e soprattutto cinture di castità fatte di acciaio inossidabile.

Robin Hood (2010)

In piena era Nolan post-Cavaliere Oscuro, il leggendario Ridley Scott rilegge le vicende di Robin Hood in chiave dark, partendo dalle sue umili origini e calandole in un setting corposo e realistico. Più prequel su Robin di Locksley che un film su Robin Hood vero e proprio, il kolossal di Scott va incontro alle esigenze artistiche del regista e a quelle commerciali della Universal, che con Russell Crowe nei panni del protagonista sperava di replicare il successo de Il Gladiatore.

A differenza di Massimo Decimo Meridio, qui il personaggio di Crowe torna a casa appena in tempo, non la trova distrutta dai romani e può dare il via a una ribellione che lo porterà ad assumere l'identità di fuorilegge.
Con Cate Blanchett nei panni di Marian, Mark Strong in quelli di Sir Godfrey, William Hurt nel ruolo di Guglielmo il Maresciallo e Oscar Isaac a interpretare il meraviglioso Principe Giovanni, il film vanta sequenze d'azione impressionanti, le migliori di tutta la saga, anche se i suoi toni seriosi smorzano l'entusiasmo e il senso di avventura tipici di un racconto di Robin Hood.

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