Le migliori personalità di Hollywood dell'ultimo decennio

Ripercorriamo il decennio ormai finito attraverso le più importanti star di Hollywood fra produttori, registi e attori.

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Con il decennio ormai agli sgoccioli, e dopo avervi indicato i migliori film che lo hanno contraddistinto, oggi vogliamo concentrarci sulle personalità di chi quei film li ha fatti, li ha pensati, li ha diretti e li ha interpretati.
Stiamo parlando delle migliori star che dal 2010 a questa parte hanno dato a Hollywood quel qualcosa in più, tra premi, nomination, fama, nascite o rinascite di carriere, conferme o riconferme: i migliori produttori, i migliori registi, i migliori attori e le migliori attrici, che nel corso di questi ultimi dieci anni si sono affermati come quelli più in voga, quelli più ricercati, quelli più infaticabili a livello lavorativo e quelli che, in alcuni casi, non hanno sbagliato praticamente mai, inanellando una serie di successi professionali che hanno spiccato in mezzo a quelli degli altri.
Fra passeggiata sul viale dei ricordi e mera statistica, ecco le più importanti personalità hollywoodiane del decennio.

Miglior attrice: Scarlett Johansson

La carriera di Scarlett Johansson è iniziata molto prima del 2010, anno in cui l'attrice di New York esordì nel Marvel Cinematic Universe con Iron Man 2, ma dopo essere emersa con film come L'Uomo Che Sussurrava ai Cavalli, Lost in Translation, Match Point, The Prestige e Vicky Cristina Barcelona, nel decennio che sta per concludersi è fuori da ogni dubbio che la Johansson sia passata da attrice promessa a star mondiale, non a caso diventando in pochi anni la più pagata in assoluto a Hollywood.

Alternando il successo con gli Avengers a film più piccoli come Under The Skin di Jonathan Glazer, grossi blockbuster come Ghost in the Shell e opere più autoriali come Ave, Cesare!, la Johansson si è imposta su tutte le altre illustri colleghe e l'Oscar che dovrebbe arrivare a vincere nelle prossime settimane fra Storia di un Matrimonio e Jojo Rabbit ha tanto il sapore della ciliegina sulla torta.

Miglior attore: Joaquin Phoenix

Un altro che sente il profumo di ciliegine, torte e Oscar è Joaquin Phoenix, eterno candidato rimasto ancora a secco di vittorie che però potrebbe chiudere il suo glorioso decennio con un Oscar storico per la sua interpretazione in Joker. Con cinque nomination al miglior attore fra Oscar e Golden Globe, è uno dei pochi attori della storia del cinema ad aver vinto sia la Coppa Volpi a Venezia (The Master) sia il premio per la miglior interpretazione maschile a Cannes (You Were Never Really Here), e uno dei pochissimi ad averlo fatto nel giro di pochi anni (2012 e 2017).

L'ultimo a riuscire in tale impresa, Javier Bardem, vinse a Venezia nel 2000 per Prima Che Sia Notte, ma dovette aspettare il 2010 per vincere a Cannes, con Biutiful). Dal mockumentary Io Non Sono Qui diretto da Casey Affleck, uscito all'inizio del decennio e nel quale fingeva di annunciare il suo ritiro dalle scene, neppure si contano le prove gigantesche, da C'Era Una Volta a New York a Irrational Man, da I Fratelli Sisters a Lei, passando per il capolavoro Vizio di Forma di Paul Thomas Anderson.

Miglior attrice emergente: Florence Pugh

Dal debutto nel dramma-giallo The Falling, piccolo film inglese mai uscito dai confini dell'isola britannica diretto da Carol Morley (e interpretato anche da Maisie Williams) col quale fu nominata come miglior esordiente al London Film Festival, Florence Pugh si è costruita nel giro di cinque anni una carriera solidissima fatta soltanto di ottimi film e almeno tre capolavori, dallo strabiliante thriller Lady Macbeth (che le valse il premio per la miglior attrice ai British Independent Film Awards) al recente horror Midsommar di Ari Aster, passando per The Little Drummer Girl di Park Chan-wook, semplicemente una delle migliori mini-serie televisive del decennio (se non la migliore).

La probabile nomination come miglior attrice non protagonista agli Oscar 2020 per Piccole Donne di Greta Gerwig sarà eventualmente il sigillo sulla sua clamorosa ascesa professionale, così come l'ingresso nel Marvel Cinematic Universe nel prossimo Black Widow (un film che potrebbe sancire un passaggio di testimone in più di un senso).

Miglior attore emergente: Robert Pattinson

Remember Me, primo film del decennio per Robert Pattinson uscito proprio nel 2010 per la regia di Allen Coulter, sembra quasi una dichiarazione d'intenti: e si, sappiamo che l'attore, che debuttò nel 2005 con Harry Potter e il Calice di Fuoco, per i più è ancora il vampiro sbiadito della sbiadita saga di vampiri di Twilight, ma chi ancora lo considera tale probabilmente non è a conoscenza della carriera che Pattinson ha costruito sul successo di quel franchise.
Due film con David Cronenberg (Cosmopolis e Maps to the Stars, dei quali il primo è come minimo eccezionale e retto interamente sulle spalle dell'attore), The Rover di David Michôd, Queen of the Desert di Werner Herzog, Damsel, Il Re, Waiting for the Barbarians, Life... nonché alcune delle migliori opere del decennio come The Childhood of a Leader, Civiltà Perduta, High Life, The Lighthouse e l'indimenticabile Good Time dei Safdie Bros.

Il successo ottenuto e le qualità col quale è stato perseguito sono talmente evidenti che, dopo anni di "gavetta", il palcoscenico mainstream Pattinson se l'è riguadagnato dopo averlo abbandonato volontariamente, quasi a voler dimostrare di poter tornare sul tetto del mondo dopo esserci finito quasi per caso: Christopher Nolan e Matt Reeves, non esattamente gli ultimi arrivati, lo hanno scelto per i loro Tenet e The Batman, e il perché è facile da intuire: non sarà morto da eroe, ma almeno ha vissuto tanto a lungo da diventare il buono.

Miglior regista: I tre amigos

Impossibile non spezzare in tre questo premio, con i tre amigos messicani Alejandro Gonzalez Iñárritu, Alfonso Cuarón e Guillermo Del Toro che nel decennio 2010-19 hanno scritto indubbiamente una pagina importante del cinema hollywoodiano, sebbene relativamente poco attivi con otto titoli in totale. Il primo ha raggiunto John Ford e Joseph L. Mankiewicz come unico altro regista in grado di vincere l'Oscar per la miglior regia per due anni consecutivi (prima con Birdman, poi con The Revenant, portando praticamente per mano Leonardo DiCaprio verso l'ambita statuetta), il secondo ha fatto altrettanto ma a distanza di cinque anni con Gravity e Roma, sbalordendo il mondo con lo sci-fi del 2013 e distruggendo ogni record degli Academy Awards col dramma in bianco e nero del 2018 (il primo film messicano a vincere la statuetta per il film in lingua straniera, con Cuarón il primo regista in assoluto a vincere sia il premio per la regia che quello per la fotografia).

Il terzo ha riportato in auge il fantasy con uno storico trionfo al Festival di Venezia, cui seguì quello degli Oscar. Contando anche lo Special Achievement Award per Carne y Arena, i tre amigos in totale hanno vinto ben 11 premi Oscar, 2 Leoni d'Oro a Venezia, 3 David di Donatello per il miglior film straniero, 9 BAFTA Awards e 7 Golden Globe.

Miglior regista emergente: Denis Villeneuve

Lo sappiamo, affibbiare a un autore come Denis Villeneuve l'etichetta di "emergente" può sembrare imbrogliare, dato che il regista canadese aveva esordito già nel 1998 con August 32nd on Earth e proseguito nel 2000 con Maelström, ma siamo pronti a scommettere che in pochi fra voi avevano mai sentito parlare di questi due titoli prima d'ora (per quanto il secondo abbia vinto il FIPRESCI Award al Festival di Berlino, all'epoca).

Siete scusati anche se avete incontrato questo autore per la prima volta nel 2009 con Polytechnique, l'opera che l'ha lanciato sulla ribalta internazionale, ma è proprio dall'anno successivo, il 2010, che Villeneuve esplode totalmente: Incendies (2010), Prisoners ed Enemy (entrambi nel 2013), Sicario (2015, che tra l'altro ha avuto il merito di lanciare alla sceneggiatura Taylor Sheridan), Arrival (2016), Blade Runner 2049 (2017); una serie consecutiva di successi che non ha eguali nel panorama internazionale per numeri e apprezzamenti, con lo standard di qualità minima davvero molto molto elevato, anche nel caso del clamoroso flop economico del sequel del film di Ridley Scott. Aprirà la nuova decade con Dune, già inserito in tutte le classifiche dei film più attesi del 2020.

Migliori promesse: Damien Chazelle e S. Craig Zahler

Guardando alla fine del 2019 fa quasi ridere considerare come semplici promesse dei registi ormai affermati come Damien Chazelle e S. Craig Zahler, ma nel quadro più ampio dell'intero decennio, e con solo una manciata di film in totale, i due maggiori "nuovi" talenti da tenere d'occhio dal 2020 in poi sono sicuramente i loro: il primo a debuttare è anche il più celebre, Chazelle, che dopo l'esordio nel 2009 con Guy and Madeline on a Park Bench arriva sul tetto del mondo nel 2014 con Whiplash e soprattutto nel 2016 grazie a La La Land, col quale pareggia il record di nomination assolute di Titanic e Eva contro Eva, diventando il più giovane director a vincere la statuetta per la regia.

Zahler di premi proprio non ne vuole, il suo cinema li dribbla e fa proprio di tutto per essere sgradevole, per mostrare l'orrore e la brutalità dell'essere umano (lo ha fatto nel Far West con Bone Tomahawk, nel sistema carcerario americano con Brawl in Cell Block '99 e nel caper-movie con Dragged Across Concrete). Negli anni '10 del XXI secolo un nuovo cinema più preciso, deciso e focalizzato di quello di questi due autori proprio non l'abbiamo visto, e osservare l'evolversi delle loro carriere ci fa sfregare le mani dalla gioia.

Miglior produttore: Kevin Feige

Nel 2010 il Marvel Cinematic Universe usciva al cinema con un solo film, il bistrattato Iron Man 2, sequel dell'invece acclamato Iron Man di Jon Favreau. Nove anni più tardi, la divisione della Disney nota come Marvel Studios avrebbe rilasciato tre pellicole (una in co-produzione con Sony) arrivando a guadagnare quasi cinque miliardi in totale fra Captain Marvel, Avengers: Endgame e Spider-Man: Far From Home. È indubbio che la "palma al miglior produttore del decennio" sia tutta per Kevin Feige, premiato l'anno scorso dalla Producers' Guild of America per la sua visione pionieristica nell'erigere la Infinity Saga, una narrazione interconnessa fra numerosi franchise di sempre maggiore successo che semplicemente non ha eguali nella storia del cinema.

E voi cosa ne pensate? Quali sono le personalità di Hollywood che avete apprezzato maggiormente in questi ultimi dieci anni? Prendete d'assalto la sezione dei commenti e fatecelo sapere!

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