Le migliori commedie con James Franco: da Strafumati a The Interview

In occasione dell'uscita al cinema del suo The Disaster Artist diamo un'occhiata alle più interessanti commedie dell'attore e regista californiano.

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Va di pari passo con quella d'attore drammatico e regista impegnato, la carriera comica di un personaggio eclettico e sfuggente come James Franco. Una tendenza parallela, giocosa e scorretta coltivata dall'attore e regista di Palo Alto sin dagli esordi nella serie Freaks and Geeks e divenuta negli anni sempre più significativa, al punto da condizionare il suo stesso percorso autoriale. Non è infatti un caso che l'ultimo film che lo vede davanti e dietro la macchina da presa adotti proprio il registro della commedia per raccontare la biografia folle e assurda di Tommy Wiseau, forse il peggior regista della storia del cinema. Ma l'acclamato e atteso The Disaster Artist è solo il punto di arrivo di uno spirito e di una vena comica che partono da molto prima, evolvendosi mano a mano in prodotti sempre più imprevedibili, proprio come il loro multiforme, sfaccettato e controverso interprete. Vediamo i più interessanti in questa Top 5.

Strafumati

Cosa accadrebbe se si prendesse il lanciatissimo antagonista di Spider-Man e lo si mettesse in coppia con il vecchio compagno di Freaks and Geeks Seth Rogen, a sua volta reduce dal successo di Suxbad? Esattamente ciò che è accaduto con Strafumati, alterata comedy dalle derive action diretta da David Gordon Green e primo esempio di una collaborazione destinata a rinforzarsi nel tempo. Un buddy movie nebbioso e dall'alto tasso di marijuana che all'azione esasperata preferisce l'alchimia tra i suoi due protagonisti, trovando nella loro anomala bromance la formula e il modello perfetti per le commedie a venire.

Camille

La comicità di James Franco può anche permettersi di abbandonare momentaneamente i toni sguaiati e politicamente scorretti delle sceneggiature del sodale Rogen per lanciarsi in progetti decisamente più intimi e differenti. Ne è un esempio il misconosciuto Camille, storia sentimentale colorata di black humour su una strana coppia di neo sposi alle prese nientemeno che con l'incombenza della morte. È qui che Franco (più James Dean che mai) viene affiancato da una candida e ingenua Sienna Miller, zombie inconsapevole alle prese con una luna di miele picaresca e vagamente necrofila.

Facciamola finita

Facciamola finita, oltre a essere un curioso, scanzonato mix tra la satira di costume e il film apocalittico (This Is the End il doorsiano titolo originale), è anche l'esempio perfetto della comicità dell'attore californiano, un trionfo scorretto e impazzito tra autoironia e celebrazione di sé, fatto di citazioni e parodie del mondo meschino e dannato di Hollywood, ma anche - e soprattutto - di quello delle stesse commedie di Rogen e compagni, con tutta la mitologia e il bestiario (da Jonah Hill a Michael Cera, passando per Paul Rudd e Jason Segel) che si portano "colpevolmente" appresso.

The Interview

Caso politico e internazionale prima ancora dell'uscita in sala, questa commedia che ruota attorno nientemeno che alla figura del dittatore Kim Jong-un è stata a un passo dallo scatenare un vero e proprio incidente diplomatico tra Stati Uniti e Corea del Nord, superando, per assurdo, ogni fantasia. Fatto ancora più incredibile se si considera che la satira è davvero poca cosa in questa ennesima riproposizione della coppia Franco-Rogen, in cui il tema politico passa presto sullo sfondo, diventando l'ennesimo pretesto per mettere in scena le dinamiche omoerotiche (la parodia del videoclip di Kanye West, girata proprio durante le riprese del film, meriterebbe, a questo proposito, un capitolo a parte) e l'umorismo scurrile e incontenibile del duo statunitense.

Proprio Lui?

Non è certo un filone poco nutrito quello delle commedie esilaranti a sfondo familiare, con i suoi equivoci e i suoi personaggi irrimediabilmente sopra le righe a scombinare piani e progetti di parenti o futuri suoceri. Proprio lui? non fa eccezione, trasformando James Franco nella nemesi sboccata, tatuata e ambigua del povero padre di famiglia Bryan Cranston. Un Ti presento i miei ribaltato di segno dove il personaggio si confonde sempre più con l'attore che lo interpreta, continuando ad alimentare quell'ambiguità e quel fascino che ne hanno, fino a ora, caratterizzato il successo.

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