Speciale Le avventure di Tintin: Peter Jackson, il mago degli effetti speciali

La magia tecnica dietro al nuovo film di Steven Spielberg

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Il 28 ottobre, con ben due mesi d’anticipo rispetto al debutto negli Stati Uniti, arriva al cinema in Italia Le avventure di Tintin - Il segreto dell’Unicorno, l’attesissimo film d’animazione diretto da Steven Spielberg e ispirato al popolare personaggio dai fumetti creato da Hergé: un giovanissimo ed intrepido reporter con una buffa acconciatura e il coraggio di fare sempre la cosa giusta anche nelle situazioni più preoccupanti.
Le avventure di Tintin è stato girato interamente con la rivoluzionaria tecnica del motion-capture, e vede in veste di produttore un maestro del cinema spettacolare, l’australiano Peter Jackson. Il binomio formato da Steven Spielberg, autore di classici del cinema d’intrattenimento come Incontri ravvicinati del terzo tipo, Jurassic Park, Minority Report, La guerra dei mondi e la quadrilogia di Indiana Jones, e Peter Jackson, autore della pluripremiata saga cinematografica de Il signore degli anelli nonché del kolossal King Kong, si preannuncia come uno degli eventi della stagione cinematografica.
Addentriamoci dunque in questo piccolo speciale sul film e sulle tecnologie che ne sono alla base, che ci è stato fornito in esclusiva italiana.

A curare gli effetti speciali de Le avventure di Tintin, che unisce l’animazione tramite motion-capture alla visione in 3D, è infatti la Weta Digital, la celebre compagnia specializzata in effetti speciali fondata da Peter Jackson nel 1993. Lavorando fianco a fianco, Spielberg e Jackson hanno deciso di fondere le linee raffinate e il gusto retrò dei disegni di Hergé con tecnologie decisamente all’avanguardia. Lo stesso Peter Jackson è fin da piccolo un grande fan di Tintin, e da bambino divorava ogni fumetto di Tintin su cui riusciva a mettere le mani. “Quando si è giovani, è facile immedesimarsi in quello che vive Tintin, perché solletica quell’innato senso dell’avventura che tutti abbiamo dentro”.
Per Peter Jackson, dunque, è stato un grande onore essere convocato da Spielberg per partecipare in maniera diretta al film: “Ero eccitato che Steven mi avesse invitato a collaborare. In realtà lui è abbastanza simile al personaggio di Tintin: è giovane dentro, è molto curioso, adora l’avventura e il suo senso dell’umorismo è molto vicino a quello che Hergé ha scelto per Tintin. Un connubio perfetto”. E il sodalizio fra Spielberg e Jackson proseguirà anche per la seconda pellicola dedicata a Tintin, che entrerà in produzione subito dopo la fine delle riprese di The Hobbit e questa volta vedrà Peter Jackson in cabina di regia, con Spielberg come produttore.

Il direttore artistico del dipartimento per gli effetti visivi de Le avventure di Tintin è Kim Sinclair, vincitore del premio Oscar per le scenografie di Avatar, che si è impegnato in prima persona per ricostruire con precisione il mondo di Tintin. Ad esempio, Sinclair ha fatto in modo di procurarsi una Ford del 1937, uguale a quella che si vede nei fumetti, per scannerizzarla al computer e poi ricrearla in digitale. “Hergé aveva compiuto ricerche accurate sui veicoli, come la Ford e l’idrovolante, e noi siamo riusciti a recuperare il modello e l’anno di produzione”.
Marco Revelant, supervisore del modello digitale, ha visitato invece il Musée de la Marin di Parigi per studiare i vascelli su cui si era basato Hergé per la Brilliant e l’Unicorno, e ricreare il modello di questi vascelli per il film. “I disegni di Hergé sono più elaborati, ma le dimensioni sono ridotte, e noi abbiamo applicato gli stessi criteri ai nostri modelli digitali”.
Dunque, dopo aver ricreato il favoloso mondo della Terra di Mezzo, popolato da creature fantastiche e mostruose, Peter Jackson e il suo team si sono dedicati a riprodurre sullo schermo gli ambienti disegnati da Hergé: una sorta di eterno universo noir, senza precisi riferimenti temporali e con ombre minacciose che spuntano da ogni angolo. “Volevamo che il film avesse l’atmosfera retrò dei polizieschi.” afferma Jackson. “Non Tintin, ma il mondo in cui vive. C’è tanta suspense nella storia che abbiamo sentito di poter inserire gente con l’impermeabile e iI cappello calato sotto la pioggia, le luci delle strade che proiettano ombre sull’asfalto bagnato... questo è il mondo che abbiamo creato per il nostro Tintin”.

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