La versatilità di Danny DeVito: uno, nessuno e centomila

Tra gli interpreti più eclettici del panorama cinematografico internazionale, ricordiamo alcuni ruoli che hanno reso Danny DeVito un'icona.

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Il cinema e le sue icone. Nomi e volti che spesso trascendono il concetto stesso di attore. Nell'industria cinematografica - e soprattutto a Hollywood - le star hanno da sempre avuto un peso non indifferente e, nonostante il divismo sia piuttosto cambiato nel corso del tempo, ancora oggi esistono interpreti che si distinguono all'istante agli occhi del pubblico. Che sia per un interposto status da sex symbol, per la fedeltà a un particolare regista di successo o per un'interpretazione capace di entrare nel cuore dello spettatore, le star esistono anche oggi e sono più vicine ai loro fan, grazie all'avvento dei social network e alla possibilità di curare la propria immagine e promuoversi anche attraverso l'utilizzo dei canali web.
Tra i volti più riconoscibili della Hollywood contemporanea - alternando ruoli da protagonista a quelli di consumato caratterista - Danny DeVito si è guadagnato nel corso dei decenni lo status d'icona del cinema americano. In Notting Hill veniva sarcasticamente scambiato per Roger Moore a causa della sua statura, ma DeVito si è distinto grazie alla sua capacità di rendersi adatto a ogni tipo di registro - sia comico che drammatico - dimostrando di sapersi adattare molto bene anche dietro la macchina da presa.

La filmografia di Danny DeVito si è distinta nel corso degli anni proprio per la varietà di progetti e di personaggi che l'attore d'origine italoamericana ha regalato al grande pubblico.
La culla del teatro gli ha permesso di farsi conoscere e, come molti commedianti, anche lui ha tratto dalle esperienze sui palcoscenici Off-Broadway quei primi grandi riscontri che gli hanno aperto in seguito le porte del cinema e della tv.
A cavallo tra gli anni '70 e '80, l'attore trovava il ruolo del direttore di una compagnia di taxi, Louie De Palma, al fianco di altri talenti come Judd Hirsch e un artista anticonvenzionale come Andy Kaufman. Nonostante i primi contatti con il cinema siano già avvenuti, la sua performance in Taxi contribuisce a consolidare definitivamente la sua figura tra i più interessanti interpreti in circolazione.
In occasione del suo compleanno ricordiamo dunque alcuni ruoli che l'hanno reso un'icona del cinema hollywoodiano.

Martini in Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975)

Ancora poco avvezzo al mondo del cinema, nel 1975 - il debutto era avvenuto qualche anno prima in La mortadella di Mario Monicelli - Danny DeVito si fa notare per la prima volta dal grande pubblico a metà degli anni '70, quando partecipa al film di Miloš Forman:Qualcuno volò sul nido del cuculo. Tra i pazienti dell'ospedale psichiatrico nel quale si trova il protagonista Randle (uno splendido Jack Nicholson), viene ricoverato anche il personaggio di Martini, che DeVito portò a teatro qualche anno prima in una produzione Off-Broadway.
Il contesto del film, che si stabilizza nel dramma e trova nelle gag bizzarre del protagonista e i suoi compagni di ricovero dei momenti agrodolci, propone una serie di personaggi dalle caratteristiche particolari che risulteranno iconici ben al di là della loro apparizione. Tra questi proprio Martini, un ragazzo autistico che condivide la cruda realtà di un ambiente tossico e soffocante, causato dai soprusi della perfida infermiera Mildred Ratched (Louise Fletcher). Grazie a Martini Danny DeVito regala agli spettatori, già agli albori della carriera, uno dei personaggi più amati e ricordati della sua filmografia.

Gavin D'Amato in La guerra dei Roses (1989)


Alla fine degli anni '80, Danny DeVito è già un attore piuttosto affermato, con all'attivo titoli quali Voglia di tenerezza, All'inseguimento della pietra verde e la comedy I gemelli, al fianco di Arnold Schwarzenegger. Il passaggio alla regia cinematografica avviene proprio in quegli anni, dopo un periodo di gavetta sul piccolo schermo.
Con la sua opera prima, Getta la mamma dal treno, DeVito dimostra di essere un cineasta originale e brillante, e in coppia con Billy Crystal si dimostra anche avvezzo alla black comedy. Un genere che riprende un paio d'anni più tardi, quando porta sul grande schermo La guerra dei Roses, basandosi sull'omonimo romanzo di Warren Adler. Un affresco inquietante della vita matrimoniale, con una separazione che avviene all'interno delle quattro mura, tra Oliver (uno statuario Michael Douglas) e Barbara (Kathleen Turner).
Danny DeVito ritaglia per sé il ruolo dell'avvocato Gavin D'Amato, che si trova nel bel mezzo della contesa coniugale e che da sagace burattinaio cerca di aiutare in qualche modo la coppia. Sferzante, cupo e crudo ritratto di quello in cui può trasformarsi il matrimonio, La guerra dei Roses rimane tutt'oggi uno dei punti più alti nella carriera di DeVito.

Oswald Cobblepot/Pinguino in Batman - Il ritorno (1992)

Nei primi anni '90, l'attore viene scelto da Tim Burton come perfetto interprete di uno dei villain di Batman - Il ritorno, sequel del primo film dell'uomo pipistrello uscito nel 1989 con Jack Nicholson mattatore. Questa volta non ci si affida al folle e folcloristico estro del Joker ma la trama si apre a un triangolo del crimine completato dall'avido e spietato imprenditore Max Schreck (Christopher Walken) e dall'ambigua e sensuale Selina Kyle/Catwoman (Michelle Pfeiffer). Bruce Wayne/Batman (Michael Keaton) tuttavia è principalmente concentrato sul deforme Pinguino, rinato dalle fogne di Gotham City per cercare la propria identità e l'affetto delle persone, anche se emarginato e di per sé vendicativo ed egoista.

Sotto un impressionante lavoro al trucco e al make-up si nasconde proprio Danny DeVito, che regala al pubblico una splendida intepretazione nei panni di Oswald Cobblepot, essere reietto perfettamente coerente alla poetica burtoniana. Tra più amati cinecomic che abbiano visto la luce sul grande schermo, Batman - Il ritorno conferma il talento di DeVito nel calarsi perfettamente in qualsiasi tipo di contesto narrativo.

George Shapiro in Man on the Moon (1999)

Danny DeVito è tornato a lavorare con Miloš Forman a quasi venticinque anni di distanza dalla collaborazione in Qualcuno volò sul nido del cuculo. Nello splendido omaggio del regista al comico Andy Kaufman - con il quale DeVito lavorò nella serie tv Taxi - oltre alla meravigliosa interpretazione di Jim Carrey, perfetto nel mettere al servizio del compianto Kaufman il suo talento umoristico, Danny DeVito si rende protagonista di una performance di grande impatto, nel ruolo del manager, noto per aver rappresentato star della comicità americana come Jerry Seinfeld, Carl Reiner e lo stesso Kaufman.
Man on the Moon è uno dei progetti nei quali Danny DeVito dimostra maggiormente la sua abilità da caratterista, regalando spessore a un personaggio che avrebbe potuto subire il carisma accentratore del protagonista.


Amos Calloway in Big Fish - Le storie di una vita incredibile (2003)

Il talento eclettico di Danny DeVito ha permesso all'autore di poter collaborare diverse volte con gli stessi registi, che spesso si affidano a lui per dar corpo a personaggi bizzarri e poco schematici. Caratterista o protagonista non fa differenza, come dimostrano performance come quella nella divertente commedia I gemelli, in cui all'aitante e ingenuo Arnold Schwarzenegger si affianca un egoista e cinico Danny DeVito. O nella comedy da lui stesso diretta e tratta da un celebre racconto di Roald Dahl, Matilda 6 mitica, in cui si ritaglia il personaggio dell'ignorante e rozzo padre della piccola protagonista (Mara Wilson).
Nei primi anni 2000 Tim Burton richiama l'attore per la terza volta, dopo averlo diretto anche in Mars Attacks!. Nel 2003 invece a Danny DeVito viene assegnato il ruolo del direttore del circo Amos Calloway - un personaggio simile a quello interpretato in Dumbo, sempre diretto da Tim Burton - che aiuta il protagonista Edward Bloom (Ewan McGregor) a conoscere la sua futura moglie Sandra (Alison Lohman) in Big Fish - Le storie di una vita incredibile.
Il ruolo - che nasconde un particolare segreto - è un perfetto compendio dei personaggi maggiormente interpretati da Danny DeVito in carriera, caratterizzati da un carattere burbero e poco accomodante in superficie ma dall'animo generoso.

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