La vera storia di Ip Man, padre del Wing Chun

Dopo i successi della saga di Ip Man abbiamo deciso di ripercorrere la vita del vero maestro di Wing Chun, dagli inizi fino al rapporto con Bruce Lee.

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Tra i più interessanti film di arti marziali made in China e felicemente approdati anche in Occidente, Ip Man spicca senza dubbio alcuno. La saga dedicata all'insegnante del Wing Chun viene ricordata, soprattutto per la prima trilogia, grazie a degli ottimi caratteristi, una fotografia in linea con il grande cinema cinese e, soprattutto, un protagonista particolarmente ispirato. La storia dipinta in maniera molto romanzata nei film, soprattutto negli spin-off, tocca comunque dei punti di verità, che abbiamo deciso di ripercorrere con una breve biografia di un personaggio a cui le arti marziali (e i lavori dedicati) devono moltissimo.
Ip Man (o anche Yip) nacque a Foshan nel 1893, da una famiglia benestante. La Foshan della fine del XIX secolo era una cittadina particolare, piuttosto ben riprodotta nel primo capitolo della trilogia: porto di grande importanza già nella Cina imperiale, Foshan divenne la "Birmingham cinese" grazie alla produzione di acciaio ed alla notevole espansione demografica - tanto che oggi conta sette milioni di abitanti. Ip, pur iniziando gli studi marziali a tredici anni, conobbe il vero Wing Chun ad Hong Kong, dove frequentò un college per famiglie facoltose.

Fu qui che incontrò Leung Bik, maestro della specialità a cui probabilmente Man debbe non tanto l'acquisizione della sua tecnica sopraffina, quanto la ferrea disciplina e la grande umiltà, tratti distintivi del futuro maestro. Tornato a Foshan iniziò a insegnare, a soli 24 anni, sposandosi poco dopo con Cheung Wing-sing. Fu molto più tardi che la situazione politica precipitò repentinamente: nel 1937, infatti, la Cina era divisa tra il Partito Nazionalista e quello Comunista capitanato da Mao, mentre il Giappone approfittava del caos precedente al conflitto mondiale per invadere il suolo cinese.

Yip Man ad Hong Kong

In questi anni di guerra, al contrario di quanto descritto nelle pellicole, Ip si ritirò presso un amico, lasciando momentaneamente Foshan e continuando nella pratica marziale, fino alla conclusione del conflitto. La Cina, però, era lontana dal trovare la pace, impazzando ancora la guerra civile. Fu la vittoria del Partito Comunista, e non i tristi ricordi legati alla guerra, che convinse nel 1949 il Maestro a lasciare la città natale per approdare definitivamente a Hong Kong. La moglie di Yip lo seguì nel 1950 ma, anche questo contrariamente a quanto visto nei film, nello stesso anno tornò a Fochan per ritirare la propria carta di identità.
Nel 1951, però, mentre Cheung era ancora nella città natale, la Cina decise di chiudere la frontiera proprio con Hong Kong, città stata fino al 1997 territorio britannico, lo ricordiamo. Questo segnò, praticamente, la fine del rapporto matrimoniale tra i due, che pur continuando a sentirsi maturarono nel corso del tempo una vera e propria separazione, pacifica e consensuale, ma acclarata (tanto che Ip ebbe nel 1955 un figlio illegittimo).

A Hong Kong il Maestro iniziò a insegnare dietro compenso (fu il primo nella storia del Wing Chun), avendo tra i pochi allievi - causa prezzi adatti solo alla ricca borghesia - un giovanissimo Bruce Lee. Una necessità, quella di vivere di insegnamento, dovuta anche alla dipendenza dall'oppio, che il combattente si trascinò fino alla fine dei suoi giorni, avvenuta nel 1972. Del rapporto tra Yip e Bruce Lee, invece, se n'è parlato anche troppo nei vari film dedicati, spesso esagerando il legame tra i due. Alcune fonti riferiscono che il celebre attore, dopo le lezioni giovanili, tornò dal vecchio insegnante per apprendere le figure più complesse del manichino di legno, filmandole.
Nonostante l'offerta di comprare per l'anziano Yip un appartamento, la richiesta, diametralmente opposta alla rigida filosofia orale del Wing Chun, irritò Ip Man, rovinando le relazioni tra i due. Certo è che Lee fu debitore di questo tipo di Kung-Fu, pur passando a una versione ibrida più aggressiva (il Jeet Kune Do) e adatta al cinema dell'epoca. A prescindere dal celebrato rapporto di insegnamento con Bruce Lee, la grande importanza del lascito di Yip fu quella di diffondere il Wing Chun, la sua filosofia, l'importanza dell'arte marziale quale pratica per il corpo e per la mente.

Il Kung Fu del Maestro

Il Wing Chun di Ip Man, che non fu certo il fondatore di questa pratica, ma sicuramente il suo più importante divulgatore, si basa principalmente sul rilassamento psichico e fisico. Lo stesso Ip definì in un'intervista il Wing Chun come un'arte marziale "soft", meglio traducibile però, in questo contesto, come flessibile piuttosto che morbida. La flessibilità "della canna del bamboo" è ciò che contraddistingue il Wing Chun da altre pratiche di Kung-Fu, elevando l'abilità di rilassamento mentale a vera e propria arma, con l'obiettivo di affrontare il combattimento con spirito vigile e concentrato.
Un altro enorme merito attribuibile a Yip è stato indubbiamente quello di aver cristallizzato alcuni dogmi di questa scuola, la quale - al contrario di molte altre più antiche pratiche cinesi - non conobbe fino al ventesimo secolo una tradizione scritta. Il Wing Chun è sempre stato tramandato oralmente, anche con numerose difficoltà e adattamenti non sempre genuini.
La stessa filosofia pacifista e di non aggressione, che il Maestro predicava ai propri allievi (Bruce Lee per primo), è probabilmente una derivazione di alcune convinzioni personali dello stesso: il Wing Chun, infatti, potrebbe essere nato come arte di combattimento tipica degli assassini e delle spie. Siamo quindi in un campo diametralmente opposto a quanto predicato dal Nostro e dalle pellicole dedicate. Effettivamente, l'evidente attenzione di questo stile di lotta ai colpi alla gola e al diaframma, nonché alla velocità di esecuzione, fanno pensare a uno stile basato esclusivamente sull'abbattere l'avversario con il minor sforzo e con pochissimo rumore.

Quali che siano le vere origini del Wing Chun, quel che è certo rimane il fondamentale contributo di Yip all'evoluzione dello stile, sia da un punto di vista psicologico che tecnico. Certo, la fortunata coincidenza che vide il Maestro insegnare proprio a Bruce Lee, il quale utilizzò molte delle figure più cinematografiche e spettacolari di questo Kung-Fu nei suoi film, aumentò a dismisura la divulgazione di questa pratica. La storia di Ip Man, quindi, è la storia di un uomo come tanti, che lottò per passione e insegnò per vivere. Gli appassionati, nel frattempo, non possono che ringraziare per questo connubio storico e godere del Wing Chun, al cinema o in palestra che sia.

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