La Thailandia come Rigopiano: annunciato subito il film sui ragazzi nella grotta

Sono tutti salvi i 12 ragazzini intrappolati in una grotta in Thailandia: a poche ore dalla notizia, Pure Flix ha annunciato un film sulla vicenda.

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È il 18 gennaio del 2017, buona parte della nostra penisola è schiacciata dal peso di un maltempo insolito e violento. In Abruzzo, in una località chiamata Rigopiano, l'albergo Rigopiano-Gran Sasso Resort - famosa struttura frequentata anche da molti personaggi dello spettacolo - viene letteralmente annientata da una valanga dalla forza distruttiva incredibile.
L'evento si trasforma presto in una immane tragedia: si arriva a contare 29 morti, mentre squadre di soccorritori operano con estrema fatica per recuperare quelli che saranno gli 11 superstiti, 9 dei quali estratti dalle macerie. Appena tre settimane dopo il disastro, la TaoDue Film ha annunciato in pompa magna la produzione di una serie TV che raccontasse la vicenda, con uscita prevista all'inizio del 2018 - anche se poi, francamente, se ne sono perse un po' le tracce.
Questa introduzione ci riporta dritti al presente, dove Pure Flix Entertainment ha annunciato di voler realizzare un film sui piccoli calciatori bloccati in una grotta in Thailandia.

Sotto terra

La storia ha tenuto con il fiato sospeso il mondo intero per più di due settimane, dal 23 giugno scorso: un giovane allenatore, solito organizzare avventure di vario genere, ha portato 12 piccoli calciatori all'interno di una grotta a Tham Luang Nang, salvo poi restare prigioniero dell'acqua e di cunicoli spessi poche decine di centimetri - all'interno di una cavità lunga 3 km e profonda 800 metri.
Per portare in salvo i ragazzi si è mobilitato l'intero pianeta, con squadre di sommozzatori provenienti da diversi Paesi a lavoro 24 ore al giorno. Finalmente, dopo settimane di apprensione, tutti e 12 i ragazzini sono stati tratti in salvo. Appresa la notizia, il CEO di Pure Flix, Michael Scott, ha subito annunciato la realizzazione di un progetto ispirato alla vicenda. Intervistato per telefono dall'Hollywood Reporter, il co-founder della compagnia ha raccontato di esser stato colpito dal coraggio e dall'eroismo mostrati dai ragazzi come dai soccorritori, che non hanno mollato neppure per un istante: "Ci sono gli elementi perfetti per creare un film avvincente. Non un'opera cristiana o religiosa, vorrà semplicemente essere d'ispirazione".
Il produttore ha già parlato con alcuni dei 90 sub coinvolti nell'azione di salvataggio e con parte dei giovani superstiti, anche se risultano ancora sotto osservazione in ospedale; è probabile che qualcuno di loro appaia nel film, chissà.

Onore e voyeurismo

Pure Flix fa davvero sul serio e ha intenzione di far partire la produzione già nelle prossime settimane, scritturando sceneggiatori e coinvolgendo la Kaos Entertainment di Adam Smith. Il budget a disposizione del progetto sarà approssimativamente fra i 30 e i 60 milioni di dollari, il lungometraggio sarà dunque il più costoso mai realizzato da Pure Flix e Pinnacle, che hanno ovviamente intenzione di rivenderlo in tutto il mondo.
Scott ha dichiarato anche di esser stato colpito personalmente dalla vicenda, poiché conosceva il sergente Saman Kunan rimasto ucciso durante le operazioni di soccorso. "Non sarà un semplice film, vogliamo onorare chiunque sia stato coinvolto, incluse le persone che hanno perso la vita per la causa" ha concluso il produttore, "i team coinvolti, provenienti dal Regno Unito, dall'America, dall'Australia e dalla Thailandia, hanno svolto un lavoro monumentale".
Fortunatamente, rispetto alla catastrofe di Rigopiano, a Tham Luang Nang si è registrata una sola vittima, il cinema e la televisione però hanno comunque mostrato un attaccamento morboso all'evento, con la realtà che si è dimostrata, ancora una volta, fonte di storie al limite dell'immaginazione.

Certo si resta sempre sospesi su un confine morale alquanto labile e delicato, quando si annuncia un progetto cinematografico a poche ore (o giorni, al massimo) da una determinata sciagura.
Un tempismo che rende più difficile separare la volontà di onorare le vittime e i protagonisti dal voler sfruttare economicamente una vicenda - mirando talvolta a ottenere anche una discreta visibilità mediatica "a caldo". Certamente non mancheranno le polemiche, ma è più probabile che l'eterno voyeurismo dello stesso pubblico metta tutto a tacere in breve tempo. Come nulla fosse.