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La storia dei vendicatori, sulle tracce di Avengers: Age of Ultron

Continuiamo la serie di speciali dedicati al tragitto intrapreso dai supereroi Marvel con il secondo, divisivo capitolo del franchise.

speciale La storia dei vendicatori, sulle tracce di Avengers: Age of Ultron
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Dopo la Battaglia di New York nel primo Avengers tutto è cambiato. Se infatti l'avvento degli Asgardiani aveva già reso chiaro all'umanità la loro inferiorità in termini fisici, adesso il mondo aveva affrontato un'intera razza di alieni invasori uscendone vincitore grazie all'aiuto dei Vendicatori ma con le ossa rotte. Parte della Fase Due dell'Universo Condiviso Marvel, infatti, ha cercato a suo modo di affrontare le conseguenze di quello scontro, specie in Iron Man 3, dove il personaggio di Tony Stark (Robert Downey Jr) cominciava a soffrire di attacchi di panico dovuti al ricordo del suo viaggio spaziale.
Ma anche nell'ottimo Captain America: The Winter Soldier dei fratelli Russo vedevamo lo S.H.I.E.L.D correre ai ripari con la costruzione di diversi Helicarrier, anche se poi in quel caso la trama si incrociava con la spy story legata alla battaglia interna con l'H.Y.D.R.A. e con il Soldato d'Inverno. E strutturando il secondo, divisivo Avengers: Age of Ultron proprio sulle problematiche relative allo scontro con i Chitauri, così da donare una forte senso di continuità all'intero progetto crossover, Joss Whedon scelse di porre l'accento sulla tematica della difesa della Terra, mettendo almeno inizialmente al centro dell'attenzione l'operato di Tony Stark.

Una valida protezione

Il film si apre con un'eccezionale piano sequenza nell'innevata nazione fittizia di Sokovia, paese dell'Europa Orientale dove si trova una base dell'H.Y.D.R.A. al cui interno si svolgono esperimenti sugli umani con lo scettro di Loki. Con l'intenzione di recuperare l'artefatto, gli Avengers attaccano così in gruppo la struttura, scontrandosi inoltre con due delle più sostanziose new entry del sequel, i fratelli Maximoff, Pietro e Wanda, nella realtà fumettistica figli di Magneto con i nomi di Quicksilver e Scarlett Witch ma purtroppo innominabili a causa della spartizione dei diritti dei mutanti con la 20th Century Fox. In realtà al tempo usciva nelle sale anche X-Men: giorni di un futuro passato, che vedeva Evan Peters proprio nei panni di Quicksilver, quindi nacque una piccola diatriba tra i due studios, specie da parte della Fox, che incolpava Whedon di comportamento scorretto, ma fu uno scontro breve che non si spostò neanche in sede legale per violazione dei diritti di sfruttamento. Comunque, arrivato allo scettro, Tony Stark ha una visione del futuro che gli mostra i suoi compagni caduti a causa di una misteriosa e potente forza aliena, che sappiamo oggi rispondere al nome di Thanos sia grazie ai Guardiani della Galassia di James Gunn sia per le continue anticipazioni sull'arrivo del Titano Folle, che si paleserà finalmente ai Vendicatori il prossimo 24 aprile nell'attesissimo Avengers: Infinity War. Tornati alla Stark Tower, sede degli Avengers, Stark e Banner scoprono all'interno dello scettro un'I.A. di natura non umana, ed è a quel punto che Tony decide di parlare solo ed esclusivamente al collega del progetto Ultron, un'arma di difesa globale a cui stava ormai pensando da tempo. Dopo i primi dubbi iniziali, sfruttando la nuova I.A. i due si mettono al lavoro per creare Ultron, che ormai finalizzato si avvia in solitaria contro il volere dei suoi creatori, distruggendo J.A.R.V.I.S e attaccando la squadra all'interno della Torre con alcuni dei robot di difesa inventati da Tony Stark.
Analizzando infatti i problemi del mondo e ribaltando al contempo la loro lettura, Ultron giunge a conclusione che per proteggere la Terra l'unico modo efficace sia quello di distruggere gli Avengers, dando inizio a un piano che lo porterà a ottenere un corpo fisico sempre più forte e potenziato. Già da qui si nota come Whedon abbia tentato di far tesoro della critiche piovutegli addosso dopo il primo Avengers, certamente acclamato da critica e pubblico ma anche colpevole di avere una trama risibile e priva di tematiche di una certa profondità o rilevanza.
Soffermandosi allora sull'eterna diatriba legata alla pericolosità delle intelligenze artificiali e cercando di creare un villain degno di nota, lo scrittore e regista ha provato a tingere il film con più tonalità dark e drammatiche, andando incontro a molte critiche sia per una certa perdita di leggerezza sia perché, a conti fatti, la scrittura su Ultron si è poi rivelata più macchiettistica del previsto, certamente con un suo spessore ma diverso e meno profondo di quanto ci si aspettasse.

Dalla fuga di Ultron alla Stark Tower parte poi un lungo secondo atto dove vediamo il nemico reclutare dalla sua parte i fratelli Maximoff, divenuti orfani a causa delle armi di Stark, e volare in Africa dal trafficante d'armi Ulysses Klaue, che ha tra le mani un grande quantitativo di vibranio, il metallo più resistente al mondo, lo stesso con cui è costruito lo scudo di Captain America. Anche gli Avengers capiscono come il piano di Ultron sia quello di potenziare il suo corpo robotico, individuando in Klaue l'appoggio giusto per farlo.
Giunti sul posto, infatti, eroi e villain ingaggiano una furiosa lotta che vedrà il sopravvento dell'incredibile potere di Wanda sui supereroi, bloccati nelle illusioni create dalla maximoff. Questo porterà Hulk a perdere il controllo e Iron Man correre ai ripari con la fantastica Hulk Buster, in uno degli scontri cinematografici tra i più epocali che la recente storia dei cinecomic ricordi.

Non più fili

Il vibranio finisce purtroppo nelle mani di Ultron, che riesce a entrare anche in tutti i sistemi informatici mondiali, costringendo gli Avengers a ritirarsi momentaneamente in un posto sicuro, che è poi la fattoria di Barton, Occhio di Falco, dove si scopre avere una famiglia, moglie e figli. Qui nascono screzi e incomprensioni tra i vari membri del gruppo, ma il ritorno di Nick Fury riunisce la squadra, che crea un piano per fermare il villain, ormai senza controllo. Ultron si trova adesso a Seul, dove ha costretto la dottoressa Cho a unire il suo tessuto sintetico alla Gemma all'interno dello Scettro per creare il corpo perfetto, quello che poi dovrebbe ospitarlo. I suoi piani sono inoltre cambiati, come scopre Wanda leggendogli la mente: Ultron ha infatti intenzione di eliminare l'intera razza umana per dare vita a una nuova forma di vita, motivo che spinge poi i due fratelli a opporsi a lui alleandosi con gli Avengers, giunti a Seul per fermare il villain. Dopo un rocambolesco inseguimento senza esclusione di colpi, i Vendicatori riescono a recuperare il corpo sintetico creato dalla Cho, ma Ultron fugge catturando Vedova Nera e portandola a Sokovia, dove tutto è iniziato. Nel frattempo Stark riesce a rintracciare J.A.R.V.I.S, che prima di essere distrutto si era nascosto nei meandri di internet per non essere localizzato da Ultron, decidendo di trasferirlo nel corpo sintetico. Thor, invece, torna dal suo viaggio alla ricerca di risposte sulla Gemma all'interno dello scettro, scoprendone la vera natura attraverso una visione: si tratta infatti della Gemma della Mente, una delle sei potentissime Gemme dell'Infinito. Qui è la prima volta che le Gemme vengono nominata dagli Avengers, dato che solo ne I Guardiani della Galassia si inizia a parlare formalmente di questi potentissimi artefatti dell'Universo. Dall'unione della Gemma delle Mente al corpo sintetico nasce Visione, rinominato così da Thor, che comprende come sia giusto difendere la Terra e che si alleerà praticamente appena nato con i Vendicatori. Ultron, comunque, riesce a creare il suo corpo in vibranio e dà il via al suo piano: sollevare l'intera Sokovia in alto per poi scagliarla contro la Terra come se fosse un meteorite.
Gli Avengers giungono sul posto e ingaggiano lo scontro finale contro Ultron, che si combatte su più fronti e che vedrà alla fine i Vendicatori vedersela soprattutto contro centinaia di mini-ultron che li attaccheranno come uno sciame. Alla fine della Battaglia, i punti salienti sono però tre: l'allontanamento volontario di Hulk dal mondo, conscio della propria pericolosità, la morte di Quicksilver per difendere Occhio di Falco e l'uccisione di un Ultron ormai ferito da parte di Visione, che chiude la strenua lotta contro la malefica Intelligenza Artificale con una battuta assolutamente magistrale in risposta al "sei davvero ingenuo" del nemico: "Beh, sono nato ieri".

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