La Sony non ha più bisogno dei Marvel Studios dopo Venom? Parliamone

Il successo del film con Tom Hardy potrebbe aver modificato lo status quo tra i due studios, che dura ormai da circa tre anni.

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Il potere sta nel successo, parola che i Marvel Studios conoscono benissimo. Sono ormai dieci anni che i cinecomic della compagnia sussidiaria Disney guidata da Kevin Feige macinano introiti e consenso tra le fila di azionisti, critici e grande pubblico, tanto che ormai il vertice del mercato cinematografico è proprio guidato da questi film, i più visti e attesi in termini mainstream. Dopo il boom al box office de Il Risveglio della Forza, che poteva contare anche sull'effetto nostalgia, oggi come oggi non c'è nemmeno Star Wars che tenga alla strapotere delle produzioni Marvel, che con Avengers: Infinity War hanno dimostrato di essere i leader incontrastati del settore.
Questo - purtroppo per loro - potrebbe però non bastare più a convincere la Sony Pictures a rimettere nelle loro mani i diritti di Spider-Man, che sappiamo per il momento essere ancora saldamente in concessione allo studio giapponese, che ha deciso di stipulare un accordo con Feige e soci per lasciare alla compagnia il "semplice" controllo creativo del personaggio.
La distribuzione e la maggior parte degli introiti, infatti, finiscono in ogni caso in mano a Sony, ma almeno i fan del MCU possono oggi vedere il loro amatissimo Arrampica-Muri tra le fila dei Vendicatori, sicuramente fino al prossimo anno con l'arrivo di Avengers 4 e Spider-Man: Far From Home. Dopo il successo sperato e ottenuto del Venom con Tom Hardy, invece, lo status quo impostosi tra le due società negli ultimi tre anni è pronto a ricevere un bello scossone, sempre in virtù del mantra che il successo determina il potere, anche contrattuale.

E adesso...?

Innanzitutto, i numeri. Partendo da un investimento produttivo di 100 milioni di dollari - mantenuti e non sforati -, la Sony Pictures ha dovuto obbligatoriamente spendere una cifra pari se non superiore al budget del film per promuoverlo in campagna marketing, essenziale e mai secondaria. Questo significa che con una somma totale di circa 250 - 275 milioni di dollari investiti, la società avrebbe cominciato ad accumulare introiti reali superando almeno la soglia dei 300 milioni, cosa che Venom ha brillantemente fatto. Al momento il cinecomic stand-alone diretto da Ruben Fleischer viaggia infatti sui 543 milioni di dollari, che con l'uscita in Cina e Giappone potrebbero aumentare a fine corsa per concretizzarsi in conclusione sui 700 - 750 milioni di dollari, un incasso vicinissimo a quello di Deadpool 2. In termini di entrate, si parla di un 130 - 150% in più rispetto al budget messo a disposizione, il che rappresenta una bella vittoria per la Sony.
Superando i freddi calcoli, la società parrebbe molto contenta del risultato ottenuto, anche in virtù delle critiche largamente negative ottenute dalla stampa di settore, che sono andate a cozzare duramente con le opinioni dei fan, ben più felici invece della qualità del film. Il dato è insomma questo, almeno leggendo lo score percentuale via Rotten: 29% critica, 87% pubblico. Togliendo un buon 10 - 15% di score fasullo, c'è comunque uno scarto di ricezione del 40%, che non è assolutamente poco, specie perché gli studios tengono molto di più al gradimento dell'audience che non a quello dei critici.
La sostanza da leggere è quindi la seguente: Venom piace discretamente ed è un prodotto di grande impatto mediatico, che ha attirato enorme interesse nel pubblico mondiale e che soprattutto può essere anche migliorato.
Tutto questo è stato fatto senza ricorrere all'aiuto di Spider-Man o a qualche consiglio interno da parte dei Marvel Studios. La Sony si è mossa in solitaria come voleva, non ha utilizzato l'Uomo-Ragno né il volto di Tom Holland e ha saputo giocare benissimo le proprie carte, portando in sala un personaggio fumettistico molto amato e revisionandone le origini, per dargli modo di agire con tranquillità in un solo movie dedicato. A dispetto della qualità a nostro avviso molto traballante del film, il successo, parlando di impresa, è oltremodo meritato perché perseguito con intenti chiari e con sana costanza produttiva; motivi, questi, che adesso starebbero convincendo la Sony a continuare con molta più sicurezza il loro Universo Narrativo, permettendogli persino di alzare la testa davanti ai Marvel Studios e dettare qualche regola, per così dire.

Secondo quanto riportato da Business Insider, infatti, se Venom si fosse rivelato un insuccesso, la società sarebbe tornata al tavolo delle trattative con la compagnia di Kevin Feige per vendergli il pacchetto totale di Spider-Man, compresi alleati e villain, ipotesi fortunatamente per loro saltata che non si ripresenterà forse per molto tempo.
Il sito si sbilancia anche nel constatare come adesso "sia la Disney ad aver bisogno di Spider-Man, molto più di quanto la Sony abbia bisogno della Disney", affermazione probabilmente esagerata, visto che i Marvel Studios in tre anni hanno utilizzato il personaggio in ben tre film, con altri due in arrivo, motivo che potrebbe tranquillamente permettergli di lasciare in panchina l'Arrampica-Muri per un bel po' dopo Far From Home. Certo, parlando di profitti, la presenza di Tom Holland in un film è ormai sinonimo di aumento di introiti per i Marvel Studios, ma se c'è una cosa che abbiamo imparato in questo decennio ipertrofico di cinema supereroistico è questa: la Marvel ha fidelizzato oltre ogni aspettativa il suo pubblico, che continua a crescere, anche se in modo meno esponenziale. Possono insomma concedersi qualche mossa azzardata e cambiamenti al limite senza essere minacciati dall'insuccesso. La Sony, al contrario, no.

Venom è soltanto l'inizio, la proverbiale rondine che non fa Primavera. L'inverno è ancora inoltrato, anche se fortunatamente poco glaciale, e a breve a fungere da ulteriore prova di "rinascita" arriverà il film d'animazione Spider-Man: Un nuovo universo, che darà alla società ulteriore misura del loro nuovo percorso nel mercato cinecomic, se ascendente, stabile o discendente. Toccherà poi, più di tutti, al Morbius con Jared Leto, prossimo live-action Sony che sfrutterà un altro villain classico di Spider-Man, ovviamente addossandosi la sfida di farlo funzionare da solo. A quel punto, con Morbius al cinema e i lavori sul (praticamente certo) sequel di Venom iniziati, avremo i mezzi per capire quanto questo Sony Marvel-Cinematic Universe funzioni realmente sul pubblico, quanta effettiva risonanza abbia su di un mercato saturo di cinecomic. Ed è inoltre solo a quel punto, quindi tra un anno e mezzo o due, che la società potrebbe decidere di introdurre il suo nuovo e personale Spider-Man, costringendo conseguentemente i Marvel Studios a rivedere l'accordo di sfruttamento con un potere contrattuale decisamente più importante.
Fino a quel giorno, però, Spider-Man e la Sony restano in una rapporto simbiontico con i Marvel Studios, in un processo do ut des al momento ancora inscalfibile, anche se sì, sono state gettate le condizioni per una vita lontana da qualsiasi ospite.

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