La saga John Wick rappresenta i cinque stadi del dolore? Parliamone

Approfondiamo brevemente l'interessante fan theory che collegherebbe il franchise con Keanu Reeves al modello Kubler Ross.

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La branca della psicotanatologia si occupa degli studi sulla morte di carattere antropologico, filosofico e psicologico. Si occupa, psichiatricamente parlando, della relazione tra uomo e morte, tra sopravvissuto e dipartito, cercando di approfondire il legame tra lutto e dolore in termini strettamente medici e scientifici. Sua riconosciuta fondatrice è stata la Dottoressa Elisabeth Kubler Ross, a cui si deve soprattutto il celebre modello dei cinque stadi (o fasi) dell'elaborazione del lutto e dunque del dolore. Elaborato negli anni '70 per comprendere al meglio le dinamiche mentali di una persona a cui viene diagnosticata una malattia terminale, il modello è stato via via considerato valido dagli psicoterapeuti per inquadrare l'elaborazione del lutto in senso ideologico e ovviamente affettivo.

Con l'uscita lo scorso maggio di John Wick 3 - Parabellum, un fan particolarmente appassionato e preparato in merito alle cinque fasi dell'elaborazione del lutto ha pensato bene di accostare questo modello psicoterapeutico al franchise diretto da Chad Stahelski e con protagonista Keanu Reeves, di cui è attualmente in pre-produzione il quarto capitolo atteso nelle sale cinematografiche nel maggio del 2021. Curiosamente - e sorprendentemente - l'elaborato della Kubler Ross si adatta quasi perfettamente alla sottile realtà narrativa della saga, dando un quadro concettuale della storia di John Wick più articolato del previsto, sebbene al momento si tratti di purissime (seppure valide e intriganti) speculazioni.

Negazione, rabbia e contrattazione

La teoria è apparsa inizialmente su Reddit per poi fare velocemente il giro del web, accolta da molti fan come una chiave di lettura assolutamente brillante della lunga e sanguinosa missione di vendetta di John. La base di partenza della sua storia è in effetti la morte della moglie, che come ultimo regalo dona al marito una cagnolina a cui John si affeziona molto e che viene successivamente uccisa dal figlio di un mafioso russo.

Il protagonista sostituisce la cagnolina con la moglie negando di conseguenza la sua scomparsa, prendendosi una cura spasmodica sia dell'amica a quattro zampe che ad esempio della sua auto, quasi in modo psicotico ma controllato, come se volesse dimostrare a se stesso che va ancora tutto bene. Vive nel ricordo ed è incapace di andare avanti con la sua vita, almeno finché un evento inaspettato come l'uccisione del cane e il furto della sua auto non risvegliano il John assassino professionista, instancabile e inarrestabile macchina di morte.
Da quel momento in poi e fino ad arrivare alla conclusione di John Wick: Capitolo 2, il nostro protagonista si lascia andare a una furia omicida incontrollabile che reclama vendetta e investe tutto il suo intero mondo. Il meccanismo di difesa lascia spazio all'attacco e alla violenza, ed è qui che vediamo John chiudersi sempre più in se stesso e nel rifiuto: si imbarca in una missione pericolosa verso l'Italia e non accoglie ragionevolmente il tradimento di Santino d'Antonio, scegliendo infine di ucciderlo nel posto più sbagliato dell'intero universo suburbano di assassini e boss del crimine organizzato globale.

Vendicatosi prima per la morte del cane e poi per il tradimento del mafioso italiano, dalla negazione alla rabbia, John è pronto a passare alla terza fase nel successivo capitolo, Parabellum, che se vogliamo comincia già alla fine di John Wick 2, quando Winston, scomunicandolo dal Continental, concede al personaggio un'ora di tempo prima di aprire il contratto. Si entra di peso nella contrattazione, dove John scava a fondo nel suo passato alla ricerca di un barlume di speranza per delle prospettive future valide, che nel caso specifico contemplano in primo grado la sua salvezza da una taglia di 14 milioni di dollari, mentre in secondo grado delle alleanze che hanno l'obiettivo di alleggerire un carico di dolore e morte ormai troppo pesante e dannoso.

Prima con Winston e poi con Sofia, ma anche accettando di tagliarsi un dito al cospetto dell'Anziano, John riprende il controllo della sua vita e della situazione, scontrandosi faccia a faccia con il problema. E per quanto possa sembrare assurdo, proprio il finale di John Wick 3 - Parabellum apre prepotentemente alla quarta fase dell'elaborazione del dolore, visto che proprio all'apice del suo patteggiamento con il dramma che sta vivendo e la responsabilità di doverlo superare, il protagonista viene tradito dall'unico amico che ha, Winston, cadendo dal tetto del Continental verso un metaforico baratro d'oscurità da cui sarà difficile uscire: la depressione.

A questo punto non vediamo davvero l'ora di capire come evolverà la situazione di John e come sarà descritto il suo stato emotivo e psicologico, fino ad arrivare a un quinto e sperato capitolo che possa in qualche modo confermare o smentire questa fantastica e ponderata teoria, che se dovesse rivelarsi vera o quanto meno vicina alle intenzioni di regista e sceneggiatore, allora potrebbe contemplare anche la morte di John.

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