La rinascita di Ridley Scott: 83 anni e 3 grandi film in uscita

The Last Duel, House of Gucci, Kitbag: diamo un'occhiata più da vicino ai nuovi lavori dell'infaticabile Ridley Scott.

La rinascita di Ridley Scott: 83 anni e 3 grandi film in uscita
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C'è un elemento che contraddistingue l'infaticabile carriera di Sir Ridley Scott, genio dell'arte visiva partito da un piccolo centro urbano dell'Inghilterra e dagli iconici spot tv britannici per arrivare fino alle colonie extra-mondo e ritorno: è l'abnegazione totale al cinema e alla sua macchina produttiva.
Con 83 anni sul groppone e arrivato al sesto decennio di carriera, l'autore di Blade Runner e dell'horror sci-fi Alien non ha permesso che la pandemia di coronavirus interrompesse la sua tradizionale cultura del lavoro, la stessa che lo ha portato a creare e produrre senza freni fin dal 1977.
Tra tantissimi alti e grandissimi bassi, tra successi insperati e flop conclamati, Ridley Scott rappresenta un modello d'eccellenza non perché ha realizzato sempre e solo film perfetti, ma perché di fronte alle avversità ha sempre reagito rimboccandosi le maniche e lavorando il doppio. È il tipo di persona che realizza due lungometraggi complessissimi e diversissimi tra loro come The Counselor e Exodus: Dei e Re per rispondere emotivamente alla morte del fratello Tony Scott (il secondo a cui ha dovuto dire addio dopo Frank, morto nel 1980, scossone che esorcizzò buttandosi nell'inferno produttivo di Blade Runner), il tipo di regista del quale James Cameron avrebbe detto: "Ridley è ciò che aspiro a essere".
Ed è così quindi che nel 2021, incredibilmente, Scott si ritrova in quello che è all'apparenza il biennio più prolifico della sua carriera dai primi 2000, quando sfornò di seguito Il gladiatore (2000), Black Hawk Down e Hannibal (entrambi 2001): vi spieghiamo perché.

The Last Duel

Una pausa lunga quattro anni Ridley Scott ha dovuto sopportarla solo una volta, in quel periodo di tempo che divise 1492 - La conquista del paradiso (1992) e L'Albatross - Oltre la tempesta (1996). La stessa che separa il 2021 dal 2017, ultimo anno con Ridley Scott al cinema: a distanza di pochi mesi il regista tirò fuori Alien: Covenant a maggio e Tutti i soldi del mondo a dicembre, rigirato in fretta e in furia per sostituire Kevin Spacey con Christopher Plummer.
Nel 2020 il regista inizia i lavori sul suo nuovo film The Last Duel, un dramma medievale scritto e interpretato da Ben Affleck e Matt Damon (che tornarono a collaborare per la prima volta dai tempi dell'Oscar alla miglior sceneggiatura originale per Will Hunting).
La storia, tratta da fatti realmente accaduti, racconta il processo per combattimento tra due cavalieri, un tempo amici, voluto dal re Charles VI quando uno incolpò l'altro di aver violentato sua moglie mentre lui era lontano per la guerra.

Le riprese sono state interrotte nella primavera scorsa a causa dello scoppio della pandemia, ma sono ripartite dopo che Hollywood ha iniziato a stabilire le prime regole comportamentali da tenere sui set delle produzioni grandi e piccole. E, solitamente, le produzioni di Ridley Scott sono sempre gigantesche.
Da un giorno all'altro i lavori son stati annunciati come conclusi: mentre il mondo era nel caos, il regista ha portato a termine un kolossal ambientato nel 1386 durante la Guerra dei Cent'anni, quando l'Europa - guarda caso - affrontava la piaga della peste.
Il titolo ha una forte assonanza con I duellanti, il primo lungometraggio di Scott premiato a Cannes come regista esordiente, e molti si sarebbero accontentati di chiudere il cerchio in questo modo poetico. Ridley Scott invece ha annunciato altri due film.

House of Gucci e Napoleone

Il primo è House of Gucci, un progetto molto caro al regista, inseguito fin dal 2006. È tratto dal libro del 2001 The House of Gucci: A Sensational Story of Murder, Madness, Glamour, and Greed di Sara Gay Forden e racconta la storia di Patrizia Reggiani, processata e condannata per aver orchestrato l'assassinio del suo ex marito e leader della casa di moda Gucci, Maurizio Gucci.
All'epoca il film doveva avere per protagonisti Angelina Jolie e Leonardo DiCaprio (nel corso degli anni furono considerate anche Penelope Cruz e Margot Robbie, e per un periodo la regia passò addirittura a Wong Kar-wai), oggi include nei ruoli principali Lady Gaga e Adam Driver, che ha evidentemente fatto colpo sul set di The Last Duel nel quale ha lavorato insieme ad Affleck e Damon.
Oltre a loro ci saranno anche una serie di attori di peso come Al Pacino, Jared Leto, Jack Huston, Reeve Carney e Jeremy Irons.

Con una data prevista dal distributore MGM per il 24 novembre 2021, House of Gucci dovrebbe rappresentare la seconda uscita cinematografica dell'anno per il regista, considerando che i piani di Disney/20th Century Studios per The Last Duel a oggi indicano una data fissata al 15 ottobre prossimo: la distanza tra i due titoli è di soli 40 giorni.
E poi? Agognata pausa? Il ritiro? No, perché tra la fine delle riprese di The Last Duel e l'inizio di quelle di House of Gucci, Scott ha annunciato la sua prossima impresa intitolata Kitbag.
La pellicola vedrà il regista tornare a collaborare con Joaquin Phoenix, recente premio Oscar per Joker candidato per la prima volta proprio con Il gladiatore. Dallo shakespeariano Commodo, Phoenix per Scott vestirà i panni di un'altra leggendaria figura storica, quella di Napoleone Bonaparte, con l'inizio delle riprese previsto per le prime settimane del 2022 nel Regno Unito: tutto mentre House of Gucci sarà ancora in cartellone.

La pellicola, che verrà finanziata da Apple Studios, inseguirà la lunga tradizione kubrickiana sull'epica napoleonica e cercherà finalmente di concretizzarla.
Le ultime dal dietro le quinte parlano di Jodie Comer nei panni di Josephine de Beauharnais, la prima moglie di Napoleone, con l'attrice che a quanto pare sul set di The Last Duel avrebbe stregato Scott tanto quanto ha fatto Adam Driver: doveva essere il suo ultimo duello, e invece su quel set medievale il regista ha trovato nuovi stimoli per due progetti di lunga data.
Vi lasciamo alle uniche dichiarazioni pubbliche di Ridley Scott su Kitbag, rilasciate ai tempi dell'annuncio ufficiale del film: "Joaquin ha dato vita a uno degli imperatori più complessi della storia del cinema con la sua interpretazione ne Il Gladiatore, e con Kitbag grazie al suo Napoleone ne creeremo un altro. La sceneggiatura scritta da David Scarpa è a dir poco brillante e oggi non esiste un partner migliore di Apple per realizzare una storia come questa e portarla a un pubblico globale."

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