La pubblicità oscura gli Oscar 2019: un errore creare premi di serie B

Dall'ipotesi della statuetta al film più popolare ai premi durante gli spot pubblicitari: gli Oscar 2019 hanno perso la loro bussola.

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Sin dalla sua fondazione nel 1929 l'Academy Award, meglio conosciuto come Premio Oscar, ha scandito la storia americana (e non solo) diventando uno dei simboli cardine della cultura oltreoceano. Il riconoscimento più alto all'interno della selettiva e florida industria cinematografica Made in USA che, nel corso dei decenni, ha sicuramente vissuto momenti di grande lucentezza opposti ad altri - per un motivo o per un altro - più bui.
Anche noi italiani abbiamo vissuto più volte di luce riflessa, con ben quattro statuette assegnate alla carriera (Loren, Fellini, Antonioni e Dino De Laurentis), svariate categorie, artisti e film premiati - come dimenticare il trionfo de La Vita è Bella o La Grande Bellezza, solo per ricordare i più recenti. Anche i migliori però, talvolta, cadono e perdono l'orizzonte.
Nell'ultimo anno e mezzo qualcosa di molto strano sembra essersi impossessato dell'Academy, colta all'improvviso da un senso di inadeguatezza misto a un desiderio di catturare un pubblico sempre più giovane e di massa.
Il Premio sta, in parole povere, cercando di svecchiarsi a tutti i costi tastando il terreno e lanciando proposte che spesso vengono accolte con sdegno, si pensi al Film più popolare proposto a metà 2018, o con sorpresa, come l'annuncio di poche ore fa relativo a diverse categorie tagliate dalla diretta televisiva mondiale.

Uno spot ci seppellirà

Prima di andare avanti mettiamo a fuoco il problema: nella notte del 12 febbraio (per noi italiani almeno), a 12 giorni dalla cerimonia 2019, l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha comunicato la volontà di stringere i tempi della diretta televisiva, spesso accusata di essere troppo lunga e pomposa, facendola durare "solo" 3 ore. Benissimo, inoltre da europei non possiamo che gioire per questa scelta, andando così a letto prima, ma come è riuscita l'Academy a tagliare i tempi? Rinunciando a delle categorie?
Ovviamente no, tutti e 24 i premi previsti "saranno onorati", 4 di questi però saranno annunciati durante la pubblicità, dunque soltanto chi riuscirà a entrare all'interno del Dolby Theatre potrà vedere la consegna integrale dei premi. Tutto il restante pubblico mondiale connesso via internet, via cavo o via satellite vedrà una cerimonia mozzata.
A sorprendere maggiormente però sono le categorie che finiranno "nel buio": parliamo della miglior fotografia, il miglior montaggio, il miglior cortometraggio e il miglior trucco e hairstyling. Perché questa scelta si può considerare "grave" e destinata a far discutere?

Superficie contro essenza

Oltre a essere una festa, un'occasione per vedere il gotha dell'industria cinematografica mondiale sfilare su palchi e passerelle, un mezzo popolare per veicolare messaggi universali, i Premi Oscar servono soprattutto a celebrare e sostenere lo sviluppo dell'industria cinematografica nella sua interezza, dalla tecnica all'arte finale. La stessa Academy è formata da tecnici e addetti ai lavori, dagli attori agli sceneggiatori, passando per truccatori e acconciatori, montatori, produttori, scenografi, direttori del casting e molte altre categorie.
Rappresentanti di tutte quelle parti essenziali alla costruzione di un singolo film, che come sappiamo coinvolge migliaia di persone differenti, tutte ugualmente importanti. Senza il comparto sonoro, sarebbe impossibile terminare un lungometraggio e anche il lavoro degli altri reparti sarebbe inutile - e questo discorso si può applicare a qualsiasi mestiere. Non esistono categorie di Serie A, di Serie B o addirittura C e la scelta dell'Academy di trasmettere la pubblicità durante l'assegnazione di alcuni premi veicola un messaggio davvero pessimo: che alcuni mestieranti sono meno fondamentali di altri. (Nella foto: il direttore della fotografia Roger Deakins sul set di Blade Runner 2049, con Denis Villeneuve sullo sfondo)

Implicitamente si dice al grande pubblico mondiale che alcuni premi considerati più tecnici di altri possano esser messi da parte, quando invece l'Academy dovrebbe fare esattamente il contrario: istruire il pubblico a capire l'importanza del montaggio, la bellezza della fotografia, l'arte che si nasconde dietro un'acconciatura o un determinato make-up. È importante anche dare il giusto spazio ai cortometraggi (unico vero trampolino di lancio dell'industria) e ai loro autori, che molto spesso da capolavori di pochi minuti finiscono successivamente a realizzare lungometraggi indimenticabili, diventando registi di fama globale. Inoltre montaggio e fotografia, come ha giustamente ricordato nelle ultime ore Alfonso Cuaròn, sono elementi chiave che creano materialmente l'opera, senza i quali il cinema non esisterebbe affatto, altro che serie B.
Se questi premi sono considerati "minori" dal pubblico mainstream, è proprio per colpa di una falla culturale che quest'anno rischia di diventare abnorme, una cicatrice sempre più difficile da rimarginare. E coprire con la pubblicità dei premi "tecnici" dopo la proposta di assegnare una statuetta al "film più popolare" è purtroppo un tratto dello stesso, pericoloso disegno: significa aprirsi al pubblico mainstream nel modo sbagliato, prediligendo la superficie alla profondità, al significato e alla bellezza delle cose. Ricordiamoci che è il sonno della ragione a generare mostri.

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