La nuova Suicide Squad di James Gunn, ora anche regista del film DC

La nuova versione della Suicide Squad di casa DC Films sarà revisionata e interamente curata da Gunn, adesso autore totale del progetto.

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Si torna a parlare di James Gunn e della sua seconda possibilità in casa DC, che assume al contempo un senso di redenzione e sì, anche vendetta nei confronti della Disney. Certo, la compagnia guidata da Bob Iger non poteva fare altrimenti se non prendere le distanze dall'autore, in nome della sua politica family friendly, ma i retroscena della vicenda sono ben più complessi e legati - forse in modo anche un po' ipocrita - a una mera questione di immagine, che è costata carissima a Gunn. In tre mesi - i più caldi dell'anno - ha perso un progetto che per lui ha significato rinascita, umana e lavorativa: i tanto amati Guardiani della Galassia, strappatigli dalle mani senza troppo pensarci, lasciati a crescere senza genitore nella culla artificiale della Disney.
Ciò che è stato ormai non si può cambiare, non si può tornare indietro, tanto che l'unica direzione possibile è avanti, verso il futuro. Gunn non si è fatto certo attendere e il suo potenziale è stato riconosciuto e immediatamente richiesto dalla Warner Bros, che infatti lo ha scelto per riscrivere Suicide Squad 2, il franchise che più di tutti (fra i prodotti DC Films) si avvicina al gruppo di sgangherati guardiani galattici dei Marvel Studios. Non un caso, anzi, una grande possibilità per l'autore e per il suo particolare stile narrativo, che adesso potrà curare fin nei minimi dettagli anche dalla cabina di regia, visto che lo studio ha deciso di lasciargli anche il timone del film.

A Gunn for a Suicide

Sarà che una Pistola è calzante in un film che ha nel titolo la parola Suicidio, ma le potenzialità di questa seconda e totalmente nuova versione della Task Force X sono incredibili. Un film così diverso e interamente riscritto nei toni e nelle tematiche rispetto al precedente lavoro di David Ayer (assai criticato!), che la Warner lo considera in tutto e per tutto un reboot, un rilancio del brand dopo un fallimentare (per accoglienza, perché gli incassi furono buoni) inizio.
Anche il titolo non sarà Suicide Squad 2 accompagnato da qualche strano sottotitolo, ma un semplice The Suicide Squad, che rimanda alla mente il titolo di lavorazione (non ufficiale, ma potrebbe diventarlo) del film di Matt Reeves, The Batman.
È come se la DC volesse dare specificità ai nuovi progetti, rendendoli "I film" a cui stavano puntando da tempo, lasciandoli apparire agli occhi del pubblico come "I titoli" che loro stessi stavano aspettando. È l'articolo a fare la prima differenza, perché dà identità ed estrae i vari franchise da un calderone produttivo dove prima erano mischiati, il che rientra nelle intenzioni dello studio, deciso ad allontanarsi dall'idea di Universo Condiviso.
Detto questo, stando a un insider, i toni e le atmosfere del The Suicide Squad di Gunn non differiranno poi così tanto da quelle di Guardiani della Galassia, anche se non sarà ambientato nello spazio e non sappiamo ancora chi curerà l'aspetto cinematografico del cinecomic. Anche questo, comunque, rientra nelle richieste dello studio, "che voleva avere tra le proprie fila un suo Guardiani della Galassia", motivo che li avrebbe spinti a fare la corte in tempo di separazione a Gunn disposto (forse) a tutto.
"Quindi non tornerà nessuno del vecchio cast?", vi starete sicuramente domandando. Ebbene, inizialmente si pensava a un re-casting completo, che magari potrebbe comprendere anche il fedelissimo Dave Bautista nel ruolo chissà, di Bane o di King Shark (sarebbe davvero adatto!), ma stando allo scooper DanielRPK, The Suicide Squad vedrà sì nuovi attori e nuovi personaggi, ma non eliminerà completamente quelli precedenti.

A tornare dovrebbero essere l'Harley Quinn di Margot Robbie - impegnata al momento in Birds of Prey - e Amanda Waller di Viola Davis, che è comunque un figura centrale nei fumetti. Nessuna parola invece sul convincente Deadshot di Will Smith, che sotto le mani di Gunn e grazie alle sue corroborate capacità comiche potrebbe regalare un approfondimento del personaggio ancora più sfaccettato e divertito, senza dimenticare un'importante parte di dramma.
La curiosità è tanta e le aspettative crescono ogni giorno di più, soprattutto per capire come il regista tenterà di allontanarsi dai suoi Guardiani rispettando però quelle atmosfere e quelle sensibilità stilistiche, senza effetto ricalco. Ci auguriamo insomma che riesca ancora una volta a confezionare un valido cinecomic, interessante, intrigante e ricco di elementi pop. Ci riuscirà o sarà un... Suicidio?

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