La La Land: Emma Stone, la top 5 delle sue interpretazioni

Passiamo in rassegna il meglio della carriera della giovane e talentuosa attrice, favorita ai prossimi Oscar per La La Land.

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Tra le sorprese più gradite dell'ultima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia c'è stata la decisione da parte della giuria ufficiale di assegnare la Coppa Volpi femminile ad Emma Stone, una delle due anime umane dell'incantevole La La Land. Un bel trionfo per un'attrice carismatica e talentuosa che nell'arco di quasi dieci anni si è imposta come una presenza capace di impreziosire qualunque progetto. Appena ventottenne, ha già lavorato con Woody Allen in due occasioni, è stata diretta da Alejandro González Iñárritu e Cameron Crowe (ma in quest'ultimo caso non sono mancate le critiche, dato che il suo personaggio in Sotto il cielo delle Hawaii è di origine asiatica), e ha prestato la voce ad uno dei grandi successi animati della DreamWorks, The Croods. Anche quando il film non è pienamente riuscito, lei riesce (quasi) sempre a giustificare il prezzo del biglietto. In attesa dell'esito della prossima edizione degli Academy Awards, dove è considerata la favorita nella categoria della migliore attrice grazie a La La Land, passiamo in rassegna alcuni dei suoi ruoli migliori.

Benvenuti a Zombieland (2009)

Uscito un po' in sordina al di fuori degli Stati Uniti, l'esordio - e ad oggi il film più riuscito - Benvenuti a Zombieland di Ruben Fleischer merita di essere riscoperto soprattutto per le strepitose interpretazioni del cast principale, dal folle Woody Harrelson - che vedremo prossimamente in War - Il Pianeta delle Scimmie - al nevrotico e insicuro Jesse Eisenberg. La Stone, nel ruolo di Krista alias Wichita, dimostra già all'età di vent'anni di saper tenere testa a due attori affermati con grinta e simpatia, aggiungendo la giusta dose di pepe a quello che, nel contesto del genere zombie, avrebbe potuto essere per lei una parte abbastanza ingrata.

Easy Girl (2010)

E nomination ai Golden Globe fu. Questa brillante commedia liceale, che mette alla berlina La lettera scarlatta e al contempo omaggia il grande John Hughes, scomparso un anno prima dell'uscita, è stata la vera piattaforma di lancio per l'attrice, che domina l'azione dall'inizio alla fine e dimostra di essere perfettamente a suo agio in un ruolo che, nelle mani sbagliate, rischiava di essere poco amabile (qui si sente l'influenza di Hughes, nella fattispecie Ferris Bueller). Il momento cult: il ballo in palestra nel pre-finale, esemplificazione ideale della nascita di una grande star.

The Amazing Spider-Man (2012)

Sebbene il secondo tentativo della Sony di portare al cinema il più grande supereroe della Marvel non abbia dato i frutti sperati, quasi tutti sono d'accordo nel ritenere molto riuscita la componente più intima dei due Amazing Spider-Man, per l'esattezza la relazione fra Peter Parker e Gwen Stacy. Un risultato non da poco in un genere dove la dolce metà del protagonista tende ad avere una presenza quasi trascurabile, e ancora più notevole se si considera che Gwen è stata integrata nell'universo cinematografico con un certo cinismo, dettato dalla necessità di farla morire in tempi relativamente brevi come nel fumetto. Se tale uscita di scena riesce ancora a farci parzialmente rimpiangere la fine prematura di questa incarnazione del franchise, il merito è tutto della Stone.

Magic in the Moonlight (2014)

Anche un Woody Allen minore è solitamente degno di nota per quello che il regista newyorkese riesce ad ottenere dai suoi attori, e questa commedia romantica dal sapore vintage non fa eccezione. La trama, incentrata su magie e truffe, è affetta da diverse banalità e Allen non gestisce sempre al meglio tematiche già trattate in precedenza, ma ciò non riesce a scalfire il fascino della Stone nei panni di una presunta veggente, alle prese con lo scetticismo dell'illusionista Colin Firth. Discorsolo simile per il dramma Irrational Man, anch'esso impreziosito dalla presenza dell'attrice di La La Land, stavolta chiamata a duettare con Joaquin Phoenix.

Birdman (2014)

In tanti si sono soffermati sull'apparato tecnico dell'impressionante ma sopravvalutato film di Iñárritu, noto per il suo lungo - e palesemente finto - piano-sequenza, e sulla performance maestosa di Michael Keaton. Ma è altrettanto degna di nota Emma Stone nel ruolo della di lui figlia, una presenza minore ma indelebile, dolorosa e al contempo piena di speranza. Non a caso una delle immagini più usate per commentare il film è l'inquadratura finale di lei, contenitore di emozioni contrastanti dinanzi ad un'esperienza frustrante ma anche ricca di magia, la stessa magia che avvolge La La Land, l'ultima prova di una star in continua ascesa.

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