LUPIN III - THE FIRST

La figura di Lupin III, un ladro gentiluomo transmediale

Cinema, manga, televisione e videogioco: quella di Lupin è un'icona senza tempo che ha toccato ogni angolo del vasto mondo dell'entertainment.

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Quella di Lupin III è una vera e propria icona transmediale, che dal famoso manga del 1967 creato da Kazuhiko Kato a.k.a. Monkey Punch ha saputo toccare ogni vertice del grande mondo dell'entertainment, espandendo il suo influsso a dismisura. Non è un caso che IGN America lo abbia piazzato al 15° posto della classifica dei migliori personaggi a fumetti di tutti i tempi, talmente pregnante è stato il suo successo attraverso i decenni e grande il viscerale amore dei fan. Stiamo parlando di almeno tre generazioni di lettori e appassionati che hanno seguito la figura di Lupin III per tutta la loro vita, magari abbandonandola in qualche passaggio ma ritrovandosela sempre e comunque come fedele compagna di viaggio nella crescita e nei cambiamenti.

E il destino delle icone è quello di ispirare e assurgere a modello, specie poi se come Lupin si hanno di base dei codici comportamentali che presuppongono gentilezza, intelligenza e strategia.

Tanto nel fumetto quanto nelle più conosciute e adorate serie televisive (sono sei, le più famose sono le prime tre), nei molti film per il cinema e la tv e nei tanti videogiochi, infatti, il ladro gentiluomo di Monkey Punch ha conquistato un fan base sempre più solida e fedele, divenendo uno dei franchise di matrice giapponese più conosciuti e imitati al mondo. Dal prossimo 27 febbraio, distribuito da Anime Factory, etichetta del mondo anime di Koch Media, uscirà solo al cinema il primo film su questa icona completamente in 3DCG, Lupin III - The First di Takashia Yamazaki, felice occasione che ci permette in queste righe di fare il punto sulla figura di Lupin, mitica e decisamente inimitabile.

Il successo nel linguaggio

Pensate che inizialmente l'idea di Kato era quella di concludere Lupin III con una sola serie manga. Veniva dal discreto successo del suo primo lavoro da fumettista e giovane e affamato di vita non voleva fossilizzare la sua carriere su di un solo progetto. Ottenuta però una risposta di pubblico incredibile prima in patria e poi a livello internazionale, decise di continuare a creare nuove storie sul nipote di Arsenio Lupin, personaggio letterario francese di inizio '900 creato da Maurice Leblanc. In buona sostanza, adoperandosi di un'espansione generazionale e mediatica di un personaggio immaginario, Monkey Punch iniettava nel mercato dell'intrattenimento e della cultura pop tutta una figura emblematica, divertente, geniale e positiva come quella del nipote del ladro europeo più famoso di sempre, naturalizzandolo giapponese senza per questo togliergli le sue origini.

Divenuto man mano consapevole del potere del linguaggio a livello transmediale, l'autore scelse anche di studiare scienze della comunicazione e di accettare la cattedra di linguaggio del fumetto, incrementando nel frattempo la sua produzione manga e debuttando anche alla regia di svariati anime, tra cui anche il quinto film cinematografico di Lupin III, Trappola Mortale (1996).

Il suo personaggio più noto superava intanto il trentesimo anniversario nel plauso generale del pubblico e della critica, che aveva ormai imparato ad amarlo anche nei tanti lungometraggi televisivi e negli anime cinematografici. Quello di Rupan Sensei (titolo originale) è comunque un trionfo con delle caratteristiche specifiche, con dei topoi ben delineati e sparsi lungo una moltitudine di produzioni multi-mediatiche che hanno saputo guadagnarsi nel corso di 53 anni l'affetto indefesso di stuoli di appassionati e non per forza conoscitori di ogni singolo progetto relativo al franchise di Lupin III.

I valori del ladro, i contrasti con Fujiko

Quello creato da Monkey Punch è un mondo vibrante, interconnesso, sorprendente e spesso fuori da ogni logica. Unisce senza troppa fatica reale e fantastico e gioca nel profondo con la varietà delle situazioni proposte e con l'espressività dei suoi personaggi, riuscendo così a confezionare storie sempre affascinanti, avvincenti e originali. Quello che rende vincente Lupin III è però il suo essere un ladro gentiluomo, cioè con un codice di condotta ben preciso che ne traccia una psicologia comportamentale mai tradita nel corso di cinquant'anni di vita.
Ciò che forse piace e colpisce di più della figura di Lupin è il suo ottimismo, la sua predisposizione al successo e una fiducia irriducibile nelle sue capacità, per altro frutto di anni di studio ed esperienza al fianco dei suoi fedeli compagni Daisuke Jigen, Goemon Ishikawa XIII e Fujiko Mine. Appare come una persona preparata ma mai arrogante, che ruba solo ai benestanti e riesce a fare del bene sfruttando "un'arte" illegale in tutto il mondo e riuscendo sempre - o quasi - a farla franca. Ha il fascino del ragazzo misterioso nascosto dietro a un carattere esuberante, a giacche colorate (verde, rossa e rosa soprattutto) e a una passione sfrenata per le belle donne, soprattutto per Fujiko, di cui è innamorato.

Piace ai piccoli perché riesce a intrattenerli con il suo stile eccentrico e molto divertente, capace anche di spaziare nei generi e nelle forme, se pensiamo ad esempio alle differenze strutturali, d'animazione, tra Il Castello di Cagliostro dello Studio Ghibli e a Lupin vs. Detective Conan. Spazia, crea, inventa e sa giocare con le proprie caratteristiche (alcune intoccabili, altre meno: vedi la presenza di Koichi Zenigata) per risultare sempre sul pezzo e con un aplomb invidiabile, sicuro com'è dell'universo e dei protagonisti che racconta e sviluppa.
La costante partecipazione a ogni avventura di Lupin III di Jigen, Goemon e Fujiko è poi un altro elemento essenziale alla riuscita delle storie e alla solidità transmediale del franchise, perché i tre non sono meri co-protagonisti ma ingranaggi ben oliati e vitali della macchina Lupin, in modo assolutamente identico al personaggio titolare delle storie.

Prendiamo Fujiko, ad esempio. Da che esiste il franchise, non c'è stata una sola volta in cui la bella e pericolosa amante e amica di Lupin non abbia cercato in un modo o nell'altro di ingannare il povero ladro innamorato, andando a rappresentare di per sé l'ingegno, la furbizia e il carattere indomito della donna rispetto alla superficialità carnale dell'uomo. Dietro c'è in realtà un rapporto molto più complesso che gioca con l'esigenza di emergere di entrambi, di superarsi in un vortice di raggiri e tranelli che li vede spesso uno contro l'altra ma sempre in modo amichevole, in un mondo pieno di nemici.

Fujiko è femminilità dirompente e genialità allo stato puro, ma anche cinismo e sarcasmo proprio come Lupin, di cui rappresenta senza se e senza ma la perfetta controparte sessuale, capace com'è anche di mascherarsi e di imitare voci proprio come il nostro ladro gentiluomo. Non ha la stessa grazia e gioca molto più sporco di Lupin III, eppure è un modello fumettistico valido e un personaggio che ha saputo guadagnarsi l'amore dei lettori e attirare anche un pubblico femminile variegato.
Il gioco espressionista e lussurioso che si fa del corpo della donna nel manga, nell'anime e nei vari film è anche molto intelligente, perché atto a metterlo in risalto come arma di una mente criminale astuta ed eccezionale in grado di sfruttare l'avvenenza per farsi gioco della viziosità dell'uomo di potere medio, poi servendosene. Talmente importante, ben delineata e adorata dal grande pubblico da essersi anche guadagnata una serie televisiva - Lupin The Third - La donna chiamata Fujiko Mine - e un film - Lupin The Third: Mine Fujiko No Uso.

Discorso diverso vale per gli altri aiutanti, di cui abbiamo avuto modo di parlare nello speciale Lupin, il ladro buono della nostra infanzia, ma è soprattutto importante ricordare come anche Gaemon e Jigen rappresentino il legame d'amicizia e fiducia indissolubile con il protagonista, unico e inimitabile perché guarda nel suo piccolo al proverbiale "pochi ma buoni", che concepisce proprio l'amicizia non in termini profittevoli od opportunistici (almeno, non solo) ma soprattutto di aiuto e scambio reciproco.
E chi, nella vita, non ha mai desiderato essere un grande amico come Jigen e avere le stesse abilità, o arrivare in aiuto all'ultimo secondo con un colpo di katana, come Gaemon? Anche questo rende Lupin III, il suo mondo e i suoi personaggi davvero eccezionali, da riscoprire insieme a tutti i valori sopra elencanti in Lupin III - The First, appuntamento cinematografico imperdibile per tutti gli amanti di lunga data del ladro gentiluomo, ma anche per i neofiti, che possono scoprire nel film di Takashia Yamazaki un prodotto d'animazione di sicuro interesse. Il vostro ladro preferito vi aspetta al cinema tra tre settimane. Non mancate.

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