La dirompente umanità di Frances McDormand

Vincitrice del Golden Globe per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, Frances McDormand ci ha conquistato sempre per il suo talento unico e versatile

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Si è sempre tenuta lontana dai red carpet e dal glamour di Hollywood, senza rinunciare a importanti riconoscimenti del suo talento. Frances McDormand, nata a Chicago nel 1957, è una delle attrici più versatili della sua generazione e, lo scorso 7 Gennaio, è stata premiata per la sua dirompente interpretazione nel film Tre Manifesti ad Ebbing, Missouri, nelle sale italiane da oggi 11 Gennaio 2018. Diretta da Martin MCDonagh, questa black comedy presentata in anteprima alla scorsa edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia racconta la triste vicenda di Mildred Hayes, una madre della profonda provincia del Missouri in cerca di giustizia. Sua figlia Angela viene brutalmente uccisa, ma le autorità sembrano sottovalutare il crimine. Pertanto la donna investe i suoi risparmi per noleggiare tre manifesti alle porte della città, esponendo tre messaggi espliciti diretti allo sceriffo Bill Willoughby, costringendolo a riaprire le indagini.
Moglie di Joel Coen dal 1984, anno del suo debutto sul grande schermo con Blood Simple - Sangue Facile, McDormand vanta una carriera in continua ascesa, grazie a dei personaggi femminili che le hanno permesso di esprimere una potente forza emotiva, ben radicata in una visione realistica del mondo. Le trame dei film dei Fratelli Coen sono spesso folli e inverosimili, ma il personaggio di Abby, una giovane donna che, con il suo amante Ray (John Getz), commette una serie di errori tragicomici per farla franca dopo l'uccisione del marito sovverte il solito archetipo della femme fatale, cercando di essere la voce della ragione. E questo è solo l'inizio.

Infatti il primo vero ruolo a Hollywood per Frances MCDormand arriva con Mississippi Burning nel 1988, per accompagnarla dolcemente verso un successo che le fa vincere il premio Oscar come migliore attrice protagonista con Fargo alcuni anni dopo, oltre alle nomination per Quasi Famosi, North Country - Storia di Josey e Mississipi Burning - Le Radici Dell'Odio. L'agente di polizia Marge Gunderson è probabilmente una delle migliori performance femminili nella storia del cinema. Protagonista di Fargo, capolavoro dei fratelli Coen, Francis McDormand dimostra nuovamente che, nelle sue mani, un monologo riesce a trasformarsi in pura poesia.
Analizzando l'equilibrio tra bene e male, e quanto sia necessario andare avanti anche di fronte all'orrore, il personaggio di Marge rappresenta una visione ostinatamente e deliziosamente positiva della vita, come simbolo letterale di speranza in un freddo mondo crudele. Difficile selezionare solo alcuni dei ruoli di Frances McDormand sul grande e piccolo schermo ma, tralasciando i successi nominati già numerose volte, proviamo a ricordare cinque momenti importanti della sua carriera.

Mrs. Pell in Mississippi Burning

Mrs. Pell può essere considerato il primo ruolo di Francis McDormand a Hollywood, dopo il debutto di natura indie. Diretto da Alan Parker, questo intenso dramma racconta la storia di due agenti dell'FBI, interpretati da Gene Hackman e Willem Dafoe, che indagano sull'assassinio di tre uomini di colore da parte dei bianchi. L'attrice sfrutta pienamente il suo ruolo di supporto rappresentando il conflitto morale della storia, in quanto donna sposata con uno dei poliziotti coinvolti che si sono macchiati del sangue di innocenti in nome di un insensato razzismo.

Doris in L' Uomo che non c'era

Dare nuova vita e complessità a una donna ambigua in un dramma di periferia è un compito difficile, ma i fratelli Coen e Frances McDormand si sono dimostrati più volte all'altezza della sfida. In questo dramma criminale dai toni noir sottovalutato da molti, Frances McDormand veste i panni della moglie triste dell'umile barbiere interpretato da Billy Bob Thornton, determinato a lasciare un segno nel mondo. Intrappolata in un noioso matrimonio e pienamente consapevole del destino del marito, Doris porta avanti una relazione con un uomo d'affari di successo (James Gandolfini), dando il via a una serie di crimini sfortunati. McDormand diventa lo specchio in cui il marito rivede la sua autostima, o la sua mancanza.

Linda Litzke in Burn After Reading

Dal momento che l'attrice originaria del Canada è principalmente conosciuta per i ruoli drammatici cupi, è sempre divertente vederla abbracciare il suo lato più leggero. In questo film la troviamo nei panni di un'appassionata di fitness sopra le righe che viene coinvolta in una rete criminale inutile, ma molto pericolosa, che i fratelli Coen hanno raccontato in modo delizioso, permettendo alla McDormand di scatenarsi nella sua migliore svolta comica. La chimica e il tempismo che l'attrice condivide con Brad Pitt, che interpreta il suo partner criminale, solleva la domanda sul perché questi due talenti non siano mai stati abbinati in una commedia prima. Per quanto leggera e scanzonata sia la parte, l'attrice riesce a dare profondità al personaggio, lasciando che il pubblico alla fine si renda conto che, oltre l'apparenza, vi è una donna sola e disperata che fugge da ogni tipo di affetto.

Olive Kitteridge nell'omonima miniserie HBO

McDormand si ricongiunge con Lisa Cholodenko per un epico adattamento targato HBO del romanzo di Elizabeth Strout, su una donna borderline e misantropa che naviga tra le tante sfide e conflitti che la vita le propone in venticinque anni. Dover catturare l'evoluzione di un personaggio nell'arco di un quarto di secolo è un compito impegnativo per qualsiasi attore, ma la McDormand ci riesce pienamente, costruendo un muro emotivo apparentemente impenetrabile mentre la crudeltà degli anni continua a mostrare le cicatrici.

Jane in Laurel Canyon vs Elaine Miller in Quasi Famosi

Per una ulteriore conferma del talento di Frances McDormand basterebbe un rapido confronto tra i personaggi materni di Quasi Famosi e Laurel Canyon. Elaine Miller e Jane sono due madri forti, impulsive e narcisiste. In particolare la Jane di Laurel Canyon non è solo l'antitesi morale di Elaine, ma il contrario di praticamente tutto ciò che lei rappresenta. Nello spregiudicato dramma di Lisa Cholodenko, autrice e regista che non ha paura di andare in luoghi sessualmente scomodi, la McDormand ritrae abilmente una produttrice di dischi di mezza età disperata per doversi aggrappare al suo giovane figlio spensierato e libertino.

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