La Cosa da un altro Mondo: i 70 anni di un cult unico

Il 27 aprile 1951 usciva per la prima volta La Cosa da un altro Mondo di Howard Hawks, uno dei film di fantascienza più importanti di sempre.

La Cosa da un altro Mondo: i 70 anni di un cult unico
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Era il 27 aprile 1951 quando nei cinema americani arrivava un ciclone intitolato La Cosa da un Altro Mondo, diretto da Howard Hawks. In brevissimo tempo quel film di fantascienza diventò il più popolare e di successo dell'anno, passando davanti anche ad altre pietre miliari come Ultimatum alla Terra o Quando i Mondi si Scontrarono.
E dire che il film di Hawks non aveva né un cast di richiamo, né un budget imponente, ma riuscì comunque ad attrarre il pubblico in modo massiccio, soprattutto grazie a lui, a questo regista che all'epoca era una garanzia, come testimoniato dal successo di capolavori del calibro de Il Sergente York, Colpo di Fulmine, Il Fiume Rosso o Il Grande Cielo.
La paternità del film ancora oggi è discussa, visto che parte del cast disse che il vero regista fu l'accreditato Christian Nyby, mentre l'altra metà e i produttori lo definirono un'opera di Hawks al cento per cento. Ciò che più conta è che La Cosa da un altro Mondo è stato uno dei film di fantascienza più importanti di tutti i tempi, e che dopo 70 anni occorre rendergli il giusto tributo.

La terribile creatura venuta dallo spazio

La trama del film è nota, soprattutto grazie al remake che fece entrare John Carpenter nella storia del genere 31 anni dopo.
Nell'artico stretto nella morsa dei ghiacci, il Capitano Pat Hendry (Kenneth Tobey) è al comando di un'equipe incaricata di indagare circa la natura di un UFO che è stato rinvenuto nella base guidata del Dottor Carrington (Robert Cornthwaite). Dopo aver incautamente distrutto quella che era in realtà una nave spaziale nel tentativo di liberarla dai ghiacci, scoprono però il corpo ibernato di un gigantesco alieno.
Portatolo nella base, commettono l'errore di lasciare che il ghiaccio da cui è avvolto vada in liquefazione, liberando così la colossale creatura. La Cosa (James Arness) si rivela in brevissimo tempo un essere ferocissimo, spietato, astuto e del tutto disinteressato a ogni tipo di contatto o dialogo con gli umani.
Solo il Dottor Carrington coltiva qualche speranza di poter parlare con il mostruoso alieno, che in breve si scopre avere una struttura fisica a metà tra quella animale e quella vegetale, cosa che gli potrebbe permettere di contaminare il pianeta. Diversi membri della squadra vengono uccisi da esso, che però alla fine verrà ammazzato mediante elettrocuzione da una trappola piazzata dagli ultimi sopravvissuti.
Il mondo finalmente viene avvisato dell'accaduto, avvertito del fatto che non siamo soli e che occorre scrutare il cielo, monitorare ogni possibile angolo delle stelle, per evitare futuri incontri.

Il pericolo comunista in agguato

Il film è sicuramente meno connesso all'horror e più allo sci-fi rispetto al mitico remake di Carpenter, eppure non per questo meno importante, quanto piuttosto da interpretare come uno specchio delle paure e dei timori dell'America di quegli anni, preda di psicosi collettive e concreti incubi nucleari.
Tuttavia, questa interpretazione non fu mai la sola. In quel periodo infatti l'America era scossa da quel fenomeno meglio noto come Maccartismo. Il senatore repubblicano Joseph Raymond McCarthy aveva da poco creato la psicosi circa la presenza di ondate di traditori e agenti sul suolo americano, molti dei quali cittadini stregati dall'ideale comunista.
Finirono nel mirino non solo i membri dell'allora esistente Partito Comunista Americano ma via via anche coloro che, tra i dipendenti del Dipartimento di Stato, erano stati sospettati senza alcuna prova di essere simpatizzanti di sinistra. Da questo a diventare possibili traditori il passo era breve. McCarthy in realtà non aveva nessuna prova, e di lì a qualche anno sarebbe stato messo nel dimenticatoio. Prima però, avrebbe distrutto la vita e la carriera di centinaia di persone, tra cui numerosissimi artisti.

La Cosa da un altro Mondo fu da molti visto come una metafora di ciò che McCarthy andava predicando, con il rischio che un mostro senza pietà e senza Dio potesse infettare gli ignari e ingenui americani, facilitato in questo dall'idealistica volontà di dialogo di un supposto "sapiente" del gruppo. Non siamo all'elogio del populismo più becero ma poco ci manca.
Ma in fondo, anche nei decenni a seguire, il mito del comunismo infiltratosi negli Stati Uniti avrebbe trovato fertile terreno anche nell'immaginazione di chi ideò altri film, romanzi, serie tv e persino videogiochi come Call of Duty: Black Ops.

La paura dell'ignoto e della scienza

La Cosa da un Altro Mondo fu immediatamente salutato come un capolavoro di tensione e regia. Ma, ancor di più, fu visto come un monito tutt'altro che superficiale al pericolo che si nascondeva dietro la scienza. Così come Carrington e i suoi colleghi avevano sbagliato a indagare e insistere per comprendere i misteri nascosti in quella navicella, allo stesso modo in quegli ultimi anni fisici e matematici si erano macchiati secondo molti del crimine orribile di aver rivelato i segreti dell'atomo, aprendo le porte all'era nucleare.
Oppenheimer aveva lasciato ai posteri la sua famosa esclamazione: "Oggi i fisici hanno conosciuto il peccato", quando Hiroshima e Nagasaki erano andate distrutte e con loro si era mostrata al mondo l'infinità crudeltà dell'essere umano.

La scienza e la tecnologia erano strumenti da manovrare con attenzione, l'uomo non era né così sapiente, né così perfetto o infallibile, la natura era qualcosa di ancora infinitamente complesso e misterioso.
Quel gigantesco alieno, che ai nostri occhi oggi appare senz'altro buffo, quasi una Creatura di Frankenstein un po' sui generis, invece atterrì il pubblico dell'epoca per la sua capacità di connettersi a quell'incubo nucleare, a quella minaccia che appariva incredibilmente concreta, ogni giorno più vicina.
Il remake di Carpenter sarebbe stato connesso alla psicanalisi, alla sociologia, questo film di Hawks uscito 70 anni fa invece fu qualcosa di molto più centrato rispetto alla storia contemporanea, a un'America che era divisa tra il terrore rosso e la sensazione di aver perso i giusti valori.
Comunque sia, a tanti anni di distanza non si può negare che questa pellicola sia stata un punto di riferimento, dal terribile xenomorfo protagonista dell'Alien di Scott a quel mitico Predator che ci donò un altro gigante spietato e apparentemente invincibile.

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