La contesa Fox tra Disney e Comcast: le ultime novità sul travagliato accordo

Offerte, controfferte, analisi strategiche e riunioni tra azionisti in una "storia di mercato" che sta ormai tenendo col fiato sospeso milioni di fan.

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Un giorno, sull'affair 21st Century Fox qualcuno ci scriverà un bel film, una financial-dramedy sulla falsariga de La Grande Scommessa. Sì perché, a oggi, l'accordo per l'acquisizione della compagnia di Rupert Murdoch e figli rappresenta un caso tra i più curiosi e difficili del mondo dell'entertainment, persino più complesso e articolato della comunque miliardiaria stretta di mano tra l'AT&T e la Warner Bros, finalizzata proprio in questi ultimi giorni. In quel caso, infatti, l'organo di sorveglianza ha tendenzialmente voluto accertarsi che la fusione da 85 miliardi tra questi due colossi (senza precedenti) non causasse effrazioni a livello di antitrust, scadendo in un dominio del mercato incontrastabile e in una concorrenza sleale. A quanto pare, però, osservando il costante mutamento del mercato, il giudice della Corte Distrettuale degli Stati Uniti ha deciso che le due società potessero procedere alla fusione, dichiarata in linea con le leggi sulla concorrenzialità e con i tempi odierni, "dove c'è bisogno sia di contenuto che di distribuzione" per competere. E la sentenza in questione risulta estremamente importante, perché oltre a rappresentare in termini giudiziari un precedente, è anche strettamente correlata all'accordo in divenire tra Disney e Fox, pubblicamente annunciato lo scorso dicembre per un'acquisizione da 52,40 miliardi e da allora sotto la lente dell'organo regolatore.

Il gioco delle parti

Il fatto che l'accordo sia stato annunciato, difatti, non legittima automaticamente la fusione, dato che i punti da analizzare sono molteplici. Su tutti, proprio lo stesso che attanagliava investitori e azionisti nell'affair Time Warner, su cui ogni dubbio si è ormai dissolto: una volta entrati a far parte di una grande conglomerata, la società acquisita mette il contenuto e la compagnia che ingloba la rete di distribuzione, elementi strettamente correlati che però in questo senso non diventano concorrenziali. E allora, nonostante le decisive e comunque pertinenti analisi dell'antitrust, l'accordo dovrebbe quasi certamente valere e non infrangere norme di legge di mercato, e tutto sarebbe bellissimo e gli uccellini di Biancaneve inizierebbero a cantare, se non fosse per la strega cattiva in agguato: Comcast.
Uscendo dall'allegoria, la sussidiaria sotto la quale operano anche NBC Universal e SyFy è stata sin dalle prime intenzioni di vendita di Murdoch la principale rivale della Disney, e anche adesso, ad accordo ormai annunciato ma non formalizzato, è rientrata di prepotenza a gamba tesa sull'avversaria, rilanciando sull'offerta principale della Casa di Topolino con ben 65 miliardi, liquidabili interamente all cash. E mentre Kevin Feige dice "di stare seduto ad aspettare la telefonata che confermi il rientro dei diritti degli X-Men e dei Fantastici 4", Murdoch e gli azionisti Fox si fanno invece lusingare dalla grandiosa controfferta Comcast, mettendo a rischio un accordo che sembrava ormai cosa sicura.
La Disney, però, proprio non ce l'ha fatta a vedersi sfuggire l'accordo dalle mani, e ha rilanciato ulteriormente con 71,3 miliardi di dollari da liquidare in contanti e azioni. Una cifra impressionante, superiore di ben 19 miliardi di dollari rispetto a quella iniziale e di 6,3 miliardi in confronto a quella Comcast. Iger si è infatti detto "molto fiducioso sull'accordo dopo gli ultimi mesi di pianificazione, che porterà un significativo valore finanziario agli azionisti di entrambe le società". La mossa mefistofelica del CEO Disney inoltre non è stata soltanto quella di proporre una super contro-controfferta, l'annuncio è stato reso pubblico proprio nel giorno in cui i vertici di Fox e Comcast avrebbero dovuto incontrarsi per discutere meglio di quei 65 miliardi che adesso sembrano addirittura poca cosa.

I quotisti di Fox e Disney avevano comunque in programma di riunirsi nelle rispettive assemblee il prossimo 10 luglio per votare sulla finalizzazione o meno dell'accordo, ma in vista del nuovo rilancio l'incontro potrebbe essere rimandato se non addirittura annullato, dato che era stato indetto solo ed esclusivamente in vista di un rientro in gioco di Comcast. Quest'ultima, però, può tornare a rilanciare nuovamente sui 71.3 miliardi dell'avversaria, visto che aveva offerto più della Casa di Topolino già a novembre (esattamente 60 miliardi), anche se Fox aveva comunque preferito Disney per non stuzzicare più del dovuto l'Antitrust. Adesso che la strada legale è libera da detriti, la società di Murdoch è seriamente intenzionata a sentire anche le forti ragioni di Comcast, che a questo punto deve giocarsi il tutto per tutto se vuole entrare in possesso degli importanti e remunerativi asset Fox, avvicinando la cifra d'acquisizione sempre di più a quella dell'accordo AT&T e Time Warner magari. Nel caso in cui l'accordo venisse ufficializzato, gli analisti prevedono un ricavato annuo complessivo di 130 miliardi, che permetterebbe a Comcast di troneggiare su altre compagnie operanti nel settore intrattenimento.

Aim for the Sky!

Eppure, tra tutti gli asset messi in gioco da Fox, uno in particolare desta l'attenzione della Comcast e potrebbe essere decisivo nel porre fine a questo grande tira e molla finanziario con la Disney: Sky. Al momento in mano alla compagnia di Murdoch c'è il 39% delle azioni di Sky, che è poi la quota maggioritaria, ma a breve la società potrebbe entrare in possesso del 100% delle quote, ed esattamente entro i primi mesi del 2019, periodo durante il quale dovrebbe anche essere (semmai) finalizzato l'accordo Disney-Fox. Ciò significa che a quel punto la Disney potrebbe possedere nella sua interezza Sky, il cui valore si aggira al momento sui 100 miliardi di dollari... e se non Disney allora Comcast. Lo stesso Bob Iger aveva definito Sky "il gioiello della corona", ma diversi report di qualche settimana fa segnalavano come il CEO Disney fosse disposto a rinunciarvi per finalizzare senza troppi problemi l'affair, importante anche per diversi diritti Marvel e proprietà cinematografiche e televisive di enorme valore. I 71,3 miliardi offerti in queste ore hanno però radicalmente sovvertito la situazione, con Disney intenzionata adesso a non rinunciare a nulla e lasciare Comcast a mani vuote, senza dividere alcun asset come preventivato da alcuni analisti nei giorni scorsi e arrivando infine a troneggiare sul meraviglioso mondo dell'intrattenimento. Dovesse però l'avversaria riuscire a superare la cifra messa in gioco dalla Disney, a quel punto sarebbe guerra aperta, con la compagnia guidata da Brian L. Roberts magari pronta a rinunciare ai diritti Marvel in proprio possesso solo per cifre da capogiro, nei limiti del valore reale degli stessi.
Al momento sembra comunque la Disney ad avere la vittoria in tasca, dato che la Fox ha rinunciato a incontrare i vertici Comcast accettando la nuova offerta della compagnia di Iger, secondo la quale è anche previsto l'accollo dei debiti, che svincolerebbe la Fox da ogni passivo accumulato. Un rilancio dell'avversaria, dicevamo, è possibile, ma il fatto che abbiano ponderato mesi prima di un controfferta di 65 miliardi rende un ulteriore rientro in gioco molto difficile, specie perché si tratterebbe di mettere sul tavolo una cifra che possa quantomeno allarmare la Disney, quindi superiore di 6 o 7 miliardi rispetto quella attuale della contendente. E in tutto questo, a godere, è ovviamente la dinastia Murdoch.