La carriera di James Wan, un uomo fra Saw e Aquaman

Per l'uscita di Saw: Legacy ripercorriamo la carriera dell'ideatore della saga, attualmente al lavoro nell'universo cinematografico della DC Comics.

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In occasione di Halloween arriva nelle sale italiane Saw: Legacy, il nuovo capitolo del franchise che ha contribuito alla moda del sottogenere horror noto come torture porn. Eppure all'inizio si trattava di un prodotto ben diverso, nato dalla fantasia low budget di Leigh Whannell e James Wan. Soprattutto il secondo si è imposto come una delle firme più interessanti del panorama hollywoodiano odierno, e per festeggiare come si deve il ritorno in scena del temibile Jigsaw ci è sembrato giusto rivisitare il percorso artistico del suo creatore, dagli inizi modesti all'attuale fase blockbuster fatta di macchine veloci e supereroi acquatici.

Tanto tempo fa, in un bagno lontano lontano...

Il primo Saw è arrivato al cinema nel 2004, dopo un debutto promettente al Sundance Film Festival. Costato poco più di un milione di dollari, il film è un esercizio di tensione e orrore gestito benissimo da Wan, che punta più sull'atmosfera malata che sulle immagini esplicite di morti atroci, che hanno invece preso il sopravvento nei sequel. Il regista e Whannell si sono saggiamente allontanati dalla saga dopo il terzo episodio, ma l'orrore è rimasto nel loro sangue: grazie al successo del loro esordio, sono stati ingaggiati dalla Universal per portare sullo schermo un'altra idea, divenuta Dead Silence. Un lavoro interessante ma palesemente dettato da logiche di studios, come ha confermato Whannell sul proprio blog: deluso dalla versione finale del film, un racconto di vendetta generazionale pieno zeppo di inquietanti pupazzi da ventriloquo, lo sceneggiatore ha deciso di non scrivere mai più lavori su commissione (salvo per la Blumhouse, dato il suo rapporto di fiducia con il produttore Jason Blum).

Case maledette

Dopo una parziale deviazione dai brividi con il thriller Death Sentence, Wan è tornato all'ovile, sempre in compagnia di Whannell, con Insidious, girato per la già menzionata Blumhouse e apprezzato per la sua sovversione delle convenzioni dei film horror con le case infestate. Complice un incasso di quasi 100 milioni di dollari nel mondo intero, questo racconto semplice ma terrificante ha generato un sequel, sempre diretto da Wan, e due prequel, realizzati da Whannell e Adam Robitel (il secondo uscirà all'inizio del 2018). Senza l'amico di sempre, ma ancora nel territorio delle abitazioni invase da spettri e demoni, il cineasta è entrato a far parte della famiglia della Warner Bros. (tramite la sottoetichetta New Line) realizzando The Conjuring, basato sulle vere vicende dei coniugi Warren. Da li è nato un altro franchise, suddiviso in capitoli ufficiali (The Conjuring 2 è uscito nel 2016, il terzo episodio è in lavorazione) e spin-off (Annabelle con tanto di sequel, e The Nun, che uscirà la prossima estate). Inoltre, in veste di produttore, Wan ha contribuito alla realizzazione di un altro horror di successo, Lights Out.


Veloce, furioso, acquatico

Nel 2015 è uscito Fast & Furious 7, il primo vero blockbuster firmato da Wan, capace di apportare alcune novità stilistiche a un franchise ormai collaudato (in particolare la sequenza d'apertura, ricalcata sul modello dei film d'azione interpretati dall'antagonista di turno Jason Statham), senza dimenticare la gestione delicata e anche toccante del problema che ha segnato la lavorazione del film a riprese non ancora terminate, ossia la morte dell'attore Paul Walker. Da questa miscela esplosiva è nato un fenomeno da oltre un miliardo di dollari al box office, consacrando Wan come firma valida del cinema mainstream americano. E dopo questa breve trasferta in territorio Universal è tornato alla Warner, dove gli spetta il compito di dare la giusta magnificenza cinematografica al sovrano di Atlantide: uscirà nel dicembre del 2018 Aquaman, sesto lungometraggio del nuovo universo cinematografico della DC Comics, con Jason Momoa nei panni di Arthur Curry e le riprese effettuate in Australia, dove il regista è cresciuto. Da lì la strada può solo essere ancora più ambiziosa, e difatti si sa già che Wan sarà coinvolto, questa volta non come regista, nel rilancio di un franchise di un certo peso: Mortal Kombat.

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