La Bella e La Bestia e il fenomeno rinascimentale di Katzenberg

La Bella e La Bestia porta in dote una maggior convinzione da parte della Disney, che sente di poter cambiare il mondo dell'animazione moderna.

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Siamo all'inizio del Rinascimento Disney: Jeffrey Katzenberg ha appena avuto la decisiva idea di coinvolgere all'interno delle sue opere cinematografiche animate il mondo del musical, chiamando in Disney Alan Menken e ripartendo, da La Sirenetta, con un filone completamente nuovo dal punto di vista narrativo. Di lì a poco, Disney realizza un'opera che a oggi resta una pietra miliare della storia dell'animazione, tanto da riuscire a ottenere quella candidatura all'Oscar come miglior film che resta a oggi un risultato difficile da ripetere. La Bella e La Bestia fu un incredibile capolavoro che Katzenberg riuscì a mettere insieme grazie al supporto di due altrettanto incredibili geni quali Gary Trousdale e Kirk Wise.

La prima sceneggiatura Disney

La storia produttiva de La Bella e La Bestia inizia davvero agli esordi di Disney: il cineasta di Chicago, nonostante non abbia mai avuto la possibilità di vedere il Classico del 1991, aveva in mente sin da subito di poter realizzare un adattamento cinematografico della favola francese, tanto che dopo il successo di Biancaneve, in quel vortice di idee che lo aveva spinto a realizzare Dumbo, Bambi, Pinocchio, Fantasia e così via, si era già preparato mentalmente.
Tra rimandi e procrastinazioni, alla fine si arrivò a ragionare sull'effettivo inizio dei lavori soltanto dopo Chi ha incastrato Roger Rabbit?.

L'idea era già covata da tempo in seno alla compagnia e iniziare fu una formalità, pur tenendo presente alcuni aspetti totalmente innovativi per il mondo dell'animazione: per la prima volta, infatti, si affidò alla sceneggiatura il compito di dirigere l'intera azione.
Una novità, perché fino al 1991 tutti i lungometraggi in casa Disney si erano basati sullo storyboard, senza nemmeno avere bisogno effettivo di uno sceneggiatore.
Michael Eisner, però, volle provare questa nuova strada, tanto da coinvolgere Linda Woolverton, che si occupò della storia originale dalla quale poi vennero realizzati gli storyboard.

Inizialmente l'intenzione di Katzenberg fu quella di affidare il progetto alle mani di John Musker e Ron Clements: d'altronde il successo de La Sirenetta aveva messo il duo in ottima luce e li aveva incoronati come principali artefici del Rinascimento Disney.
Entrambi, però, si dichiararono stanchi dopo quanto realizzato con Ariel e chiesero di non essere coinvolti nel progetto. Fu abbastanza sorprendente la scelta, a questo punto, di convocare Kirk Wise per lavorare nel ruolo inedito di regista: l'animatore d'altronde si era distinto, fino a quel momento, esclusivamente dal punto di vista artistico su Basil l'Investigatopo come assistente all'animazione, per poi lavorare agli storyboard de Il Principe e il Povero e di Bianca e Bernie nella terra dei canguri.

Insieme a Wise venne convocato anche Gary Trousdale, suo ex compagno di studi e col quale poi avrebbe creato un duo invincibile dal punto di vista dell'animazione, finendo di lì a poco a realizzare anche Il Gobbo di Notre Dame. In aggiunta poi arrivò il momento di chiamare nuovamente sia Alan Menken che Howard Ashman per lavorare alla colonna sonora, cercando di trasformare l'intera storia in un musical che si potesse avvicinare il più possibile a una produzione di Broadway.
Ashman in quegli anni stava già lottando con le problematiche legate alla sua malattia, l'AIDS, e per questo si finì per venirgli incontro spostando la produzione del film da Londra a New York, vicino la città natale dell'autore.

La fossetta sul mento più sexy

La storia originale si basava su due personaggi principali, ma gli autori decisero di aggiungere degli elementi che rendessero il tutto molto più da commedia, creando anche un vero e proprio antagonista della vicenda, che non poteva essere la Bestia, bensì Gaston.
Nella storia originale, d'altronde, era già presente una figura come quella del nerboruto uomo quasi delle caverne, con il personaggio di Avenant (Splendore, in italiano) che però era stato solo abbozzato.

Gli stessi oggetti animati all'interno del castello della Bestia vennero aggiunti proprio per dare maggior vitalità alla storia, dando quell'atmosfera fantasy all'intera narrazione.
All'inizio del 1990, così, Katzenberg approvò tutto lo script e gli storyboard e si entrò così in lavorazione in California, lasciando gli studi di New York.
La produzione del film durò esattamente due anni: un corso molto lungo, ma che fu comunque più breve di quanto avvenuto fino a quel momento, con i lungometraggi realizzati nell'arco di quattro anni.
La maggior parte della produzione avvenne in California, mentre un piccolo team si preoccupò di lavorare alla scena di "Stia con noi" in Florida, direttamente nel parco tematico della Disney.
Così come avvenuto già per Bianca e Bernie nella terra dei canguri, Wise e Trousdale, che erano pratici della tecnica, svilupparono La Bella e La Bestia totalmente in digitale con il CAPS (Computer Animation Production System), utilizzando un sistema di disegno e di inchiostramento che arrivava direttamente dalla Pixar.

L'innovazione tecnologica: il CAPS

Il software permise di lavorare su dei colori molto più vasti, con una scelta che andò ad accontentare le necessità di qualsiasi personaggio e ambientazione. Fu un grande passo in avanti rispetto a quella xerografia che Disney aveva deciso di adottare all'inizio degli anni '60, quando Walt era ancora a capo del dipartimento creativo.
Inoltre il CAPS permise anche di gestire i movimenti simultanei di due diversi piani d'azione, senza dover necessariamente lasciare lo sfondo statico e permettere ai personaggi di muoversi in primo piano.

Ma la magia del CAPS non finiva qui, perché Wise e Trousdale volevano realizzare un'opera completa e definitiva dal punto di vista dei movimenti dei personaggi stessi.
Fu possibile andare a lavorare in maniera più capillare a una combinazione tra immagini digitali e tavole che erano state preparate a mano in precedenza.
Tale tecnica venne esaltata durante il valzer di Belle, con i due protagonisti che si muovono liberamente in una stanza creata in maniera digitale, con dei dolly che riproducono uno spazio in 3D, in grado di dare profondità alla scena e simulare quasi un film vero.
C'era tanto scetticismo nei confronti dell'utilizzo della tecnologia, ma Wise e Trousdale riuscirono a mettere d'accordo tutti con un risultato che per il 1991 era inimmaginabile: la scena del ballo convinse chiunque che la CGI era la strada giusta per continuare a creare dei successi in casa Disney.

Tra l'altro, per esaltare ancora di più il distacco dalla tradizione all'innovazione, i registi presero la scena della sequenza del ballo finale tra il Principe Filippo e la Principessa Aurora ne La Bella Addormentata nel Bosco e la trasformarono in maniera digitale in quello che sappiamo essere il ballo finale tra Belle e il Principe.
Trousdale dichiarò, anni dopo, che tale scelta fu presa perché la deadline era molto vicina ed era necessario portare a compimento la lavorazione quanto prima.
Ci piace pensare, invece, che lo si fece per dimostrare ancora una volta come la tecnologia potesse migliorare qualsiasi cosa, nell'animazione.

L'uomo che diede un'anima a una bestia

Quando si parla de La Bella e La Bestia, al di là dei pregi produttivi adottati dalla regia e dall'animazione, non si può non dedicare grandissimo spazio anche alla colonna sonora.
Ashman e Menken lavorarono in maniera intensa a quelle che sono le canzoni portanti dell'intera narrazione: si parte dalla opening, un'operetta che Menken volle dedicare interamente a Belle, la prima composizione realizzata in fase produttiva.
Molte delle altre canzoni vennero cambiate in corso d'opera, tra cui soprattutto "Stia con noi": Bruce Woodside, che stava lavorando agli storyboard, suggerì a più riprese a Menken di andare a lavorare maggiormente con gli oggetti animati, tanto da spingere Ashman a cambiare i protagonisti della scena.
In origine dovevano essere Maurice e Belle a cantare, ma alla fine si preferì mettere Lumiere nel ruolo di mattatore.

Tra l'altro, la canzone originariamente doveva essere orientata verso uno stile molto rock, ma si optò, in ultima analisi, di procedere verso una ballata romantica. Anche per convincere Angela Lansbury a partecipare.
Ashman non riuscì mai a vedere il suo lavoro ultimato: morì otto mesi prima della release al cinema de La Bella e La Bestia a causa delle complicazioni legate all'AIDS il 14 marzo del 1991.
Nei credits del film si recita questa dedica: "Al nostro amico Howard, che diede voce a una sirena e un'anima a una bestia".
Celine Dion e Peabo Bryson andarono a realizzare, in dedica ad Ashman, una versione pop de "La Bella e la Bestia", la main theme del film: divenne una hit internazionale, diventando il secondo singolo della Dion a finire nella top 10 delle canzoni più ascoltate di quegli anni.

Un'acclamazione universale

La Bella e La Bestia arrivò al cinema inizialmente in modalità "work in progress", con solo il 70% dell'animazione completata.
La versione completa venne proiettata a Cannes per l'edizione del 1992, ma il suo lancio internazionale permise di incassare 332 milioni di dollari.
Fu il terzo più grande successo del Nord America nel 1991, dopo Terminator 2 e Robin Hood: Il principe dei ladri. Ai suoi tempi, fu il Classico di maggior successo al botteghino e sarebbe stato scavalcato solo da Il Re Leone pochi anni dopo.

Non ci fu una sola critica negativa nei confronti del film, che venne definitivo un incanto, romantico e musicalmente fantastico: un'opera elegante per la Disney. Si arrivò a parlare di un'approvazione e un'acclamazione universale.
Solo due anni prima, Disney aveva riscritto il corso dell'animazione con La Sirenetta e dal 1989 al 1991 sembrava aver compiuto un passo in avanti unico, andando a stravolgere il modo di concepire la narrazione e aggiungendo quel pizzico di tecnologia che cambiò il modo di approcciare l'animazione stessa.
"La Bella e la Bestia", la canzone di Ashman e Menken, vinse l'Oscar e Menken vinse anche la statuetta per la miglior colonna sonora.
Il film fu il primo lungometraggio animato a essere candidato tre volte nella stessa categoria, un evento che spinse l'Academy a stabilire la regola che si potesse arrivare ad avere un massimo di due nomination per categoria.
Il film venne anche candidato come Miglior Film e Miglior Sonoro: fu il primo film d'animazione a essere inserito nella lista dei cinque lungometraggi pronti a contendersi la vittoria, poi andata a Il silenzio degli innocenti.

Nessuno si sarebbe lamentato se quella sera del 1992 sul palco fosse salito Don Hahn a ritirare la statua per la Walt Disney.
Vinse, in ogni caso, il Golden Globe per il miglior film commedia o musicale, risultato replicato poi da Il Re Leone e Toy Story 2. Con sei nomination, attualmente La Bella e La Bestia condivide con Wall-E il record agli Oscar per un film animato. Fu un successo che solo Il Re Leone fu in grado di replicare nella storia della Disney.